Fiere in rosso per oltre 7 milioni

Economia e Lavoro

Si è chiuso in rosso per 7,8 milioni di euro il bilancio 2012 delle Fiere di Reggio. Una perdita provocata solo in minima parte dalla gestione dell’attività fieristica: circa 330mila euro, per la mancanza della rassegna suinicola internazionale – che porta utili, ma si svolge solo negli anni dispari – mentre il resto è legato alla gestione immobiliare. L’assemblea dei soci ha provveduto al rinnovo del consiglio d’amministrazione, che si era presentato dimissionario: l’imprenditrice Lisa Ferrarini, che rappresenta la Camera di Commercio, ha lasciato la presidenza e ha passato il testimone a Paolo Lusenti, dirigente cooperativo, che rappresenta il Comune di Reggio. Si riducono da 4 a 3 i membri del consiglio: Lisa Ferrarini resta consigliere, assieme a Riccardo Simonini, ex direttore del S. Geminiano e S. Prospero, designato dalle banche socie, e al commercialista Giancarlo Attolini, che rappresenterà la Provincia di Reggio al posto di Mirco Salsi. Esce dal consiglio Giulio Castagnoli, per cui le banche riducono la loro rappresentanza a un solo consigliere. Confermato il collegio sindacale.

I dati di bilancio confermano le difficoltà di un ente su cui pesano oltre 18 milioni di debiti, per cui si è reso necessario il ricorso al concordato preventivo. Per il 10 ottobre prossimo è fissata l’assemblea dei creditori, a cura dell’avvocato Tiziana Volta, designata dal Tribunale di Reggio a seguire la procedura. L’obiettivo è di far fronte ai debiti con la vendita nel giro di un paio d’anni delle aree industriali di Corte Tegge, Fora di Cavola e Mancasale. Intanto si darà vita a una newco, una nuova società per la gestione fieristica. In pratica un ritorno alla situazione precedente l’unificazione fra Siper e Sofiser. Le Fiere di Reggio, con l’apertura della stazione medio padana, hanno potenzialità da sfruttare, magari con l’ingresso di nuovi soci del settore, …

Bufera Lega/ Bonet, l’imprenditore di San Donà che moltiplicava i soldi senza averli

31/10/2007 a cura di Alessandra Fanari

Il gioiello secondo Mademoiselle Chanel.

Il valore più grande sul più piccolo volume… E´ la definizione del diamante per Coco Chanel che nel 1932 presentava la sua prima collezione di gioielli, sotto il segno della cometa e del diamante bianco. Dopo il profumo, il N.5 si tratta di un´altra piccola rivoluzione nell´universo della moda. Chanel é una maison de couture ma la creatività esorbita in permanenza dai suoi confini, s´inventa altri territori suscitando intorno a sé stupore ed emulazione.

E´ questa storia di libertà che viene celebrata oggi con la riapertura della boutique 18 Place Vendôme. La gioielleria, completamente rinnovata, festeggia i suoi primi 10 anni.

Per l´occasione una collezione d´alta gioielleria, interamente in diamante, rivisita i simboli cari a Gabrielle Chanel e concentra il savoir faire dei piu grandi artigiani parigini.

Valérie Duport, direttrice internazionale della comunicazione per la gioielleria Chanel, ritorna sui momenti forti di quest´avventura… “la più recente intrapresa dalla Maison”.

Mademoiselle Chanel potrebbe essere considerata la creatrice del bijou moderno cioé di un modo di combinare, di mettere insieme i bijoux veri o falsi che evidenzia la personalità di colei che li porta…

Si, é assolutamente vero, aveva un rapporto al bijou piuttosto iconoclasta. Oggi tutti quanti mixano il vero e il falso, ma negli anni 30 se si era poveri si portava il falso oppure niente, e se si era ricchi si portava il vero….

E lei é arrivata come creatrice di moda dicendo che non gliene importava niente e ha fatto quallo che ha voluto… nei gioielli ha mischiato il vero e il falso iniziando una relazione al bijou molto moderna. É vero che oggi non ci si rende più conto della portata rivoluzionaria di certi suoi gesti: portare i cappelli corti, abbronzarsi… oggi é normale, ma all´epoca …

REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Valutazione della documentazione on line **** molto ricca

BANCA DATI ARIANNA

La Base Dati Arianna è stata costituita nel 1990 delle esperienze messe in atto in Toscana ed in Emilia Romagna dai centri di documentazione CEDOC (attuale CEDIF-Arpat) e dal SEDI (attuale CDS- Arpa).

La Banca Dati Arianna tratta di numerose aree tematiche: inquinamento ambientale, tossicologia, medicina del lavoro, ergonomia, formazione, educazione ambientale, sicurezza e tecnica di prevenzione, leggi normative e standards.

Finalità della base dati è quella della diffusione a livello nazionale dei materiali raccolti dai centri di documentazione regionali CEDIF e CDS.

La Banca Dati dispone attualmente di due archivi di interesse per l’Ispesl:

1) L’archivio DOC contenente record bibliografici relativi a libri, video, materiali grigi, enciclopedie, collane di enti regionali e pubblici, raccolte di leggi e direttive.

2) L’archivio INFO contenente record relativi a informazioni raccolte in tutte le regioni su progetti, corsi, ricerche, attività di controllo e prevenzione effettuati dai servizi territoriali del Sistema Sanitario Nazionale, dalle Agenzie Regionali per la protezione ambientale, dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Ispesl e dalle Università.

Sistema di interrogazione

E’ possibile consultare separatamente o congiuntamente i due archivi, a cui si aggiunge il Database Donne. Abbiamo qui riportato nel testo la schermata con i diversi campi di interrogazione , perchè dalla stampa diretta del sito tali campi scompaiono.

Abbiamo sperimentato inoltre una ricerca immettendo la parola “videoterminali”, ottenendo un risultato di 5 documenti nell’archivio DOC e di 15 segnalazioni nell’archivio INFO. Cliccando su uno di questi estremi bibliografici appare la scheda analitica del testo con i descrittori di soggettazione e la specifica dell’Ente committente dello Studio o del Seminario.

SETTORI DI INTERESSE COPERTI…

Le scuole visiteranno il Museo San Paolo

Eretta tra il XII e XIII secolo sull area di una più antica chiesa vescovile, le cui tracce cospicue sono state rinvenute al di sotto dell attuale quota di calpestio, la cattedrale si distingue per il singolare slancio della facciata, dagli spioventi particolarmente inclinati,aperta al centro da un ampio rosone e nella zona inferiore da tre portali. Quello centrale è caratterizzato da una ricchissima decorazione, marcata da due grifi alati che poggiano su colonnine rette da leoni, questo portale mostra chiaramente la qualità di quelle maestranze formatesi nei cantieri delle fabbriche volute da Federico II.

Ruvo, Museo Archeologico Jatta

In quattro sale dell Ottocentesco Palazzo Jatta è il famoso Museo Archeologico composto dai reperti raccolti all inizio del secolo scorso dai fratelli Giovanni e Giulio Jatta ed incrementato da altri discendenti dell illustre famiglia ruvese. La sistemazione museografica è della metà dell Ottocento e si deve a Giovanni Jatta junior; egli, oltre alla sistemazione, curò lo studio degli oltre 2000 reperti pubblicando nel 1869 un voluminoso catalogo. La prima

stanza raccoglie materiale rustico rinvenuto nei sepolcri delle necropoli ruvestine saccheggiate nel secolo scorso. Tra questi molti vasi peuceti e dauni (VII e VI secolo a.C.) ed un numero considerevole di divinità in terracotta tra le quali Venere tra due valve di conchiglia. La seconda stanza raccoglie al centro vasi di notevole grandezza tra i quali le due belle anfore apule, una con Antigone prigioniera di Creonte e scena di Amazonomachia, e l altra con scena di consegna delle armi ad Achille da parte delle Nereidi. La terza stanza conserva, tra l altro, un pregevole cratere protoitaliota con scene di combattimento tra Ercole e Cicno. L ultima sala contiene al centro il celebre cratere attico con la morte di Talos, del V secolo a.C., considerato uno dei capolavori in assoluto della …

Stabile di Roma in evidenza

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23:50 – sabato 15 dicembre 2007

Cesare Lievi

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Stabile di Roma in evidenza

Ancora una volta sono in programma, nel giro di poche sere, due importanti “prime” a Roma, che in questo inizio di stagione

sta dimostrando un’insolita vitalità produttiva: sabato 3 debutta al Teatro ArgentinaI giganti della montagna, l’ultima opera di Pirandello che l’autore, morendo, lasciò incompiuta. Ad affrontarla, in un nuovo allestimento che si aggiunge a quelli celebri del passato, è la compagnia Lombardi-Tiezzi, che ha chiesto al drammaturgo siciliano Franco Scaldati di inventare un finale.

La regia di Federico Tiezzi vuole interrogarsi sul confronto e lo scontro dei diversi linguaggi espressivi con l’omologazione causata dalla società attuale: per questo lo spettacolo, che filtra la fiaba pirandelliana attraverso richiami a Fellini e Pasolini, accosta varie discipline, la recitazione, la musica, la danza, il cinema, le arti visive. A Sandro Lombardi, che con Tiezzi ha curato anche la drammaturgia, tocca il ruolo del mago Cotrone, mentre quello di Ilse, la contessa che per il teatro si è rovinata, è affidato a Iaia Forte.

Da martedì 6 al Teatro India va invece in scena uno dei testi più aguzzi e inquietanti di Thomas Bernhard, Ritter, Dene, Voss, sotto la direzione di un grande esperto e appassionato del mondo dell’autore austriaco come il regista Piero Maccarinelli, che già ne ha egregiamente realizzato Il riformatore del mondo, Alla meta, Prima della pensione. Di assoluto risalto i tre interpreti, che sono Massimo Popolizio, Maria Paiato e Manuela Mandracchia.

Il titolo, come forse qualcuno ricorda, si riferisce – in un paradossale gioco di specchi – a Ilse Ritter, Kirsten Dene e Gert Voss, i tre attori che per …

Lotta alla prostituzione, la replica di ReggioNonTace a Martino

ROMA (23 settembre) – Bankitalia ha scritto ieri a Unicredit per invitare la banca a trovare presto un sostituto dell’amministratore delegato Alessandro Profumo. Per la Vigilanza il passaggio delle deleghe al presidente Dieter Rampl rappresenta «un caso eccezionale» e deve essere «tempestivamente superato». L’autorità guidata da Mario Draghi ha chiesto chiarimenti anche sulla buonuscita da 40 milioni di euro di Profumo.

Rampl: troppe voci, serviva nuova leadership. «Non è stato facile arrivare alla separazione. Ma era necessario un cambiamento di leadership – dice il presidente di Unicredit, Dieter Rampl, a proposito dell’uscita di scena di Profumo – Ha reso grande questa banca. Se siamo un istituto internazionale, paneuropeo, lo dobbiamo al suo grande lavoro, ma nel corso del tempo si sono accumulate distanze che non erano più sanabili». Nessuna «cacciata» di Profumo, sottolinea Rampl, ma una decisione del consiglio di amministrazione «per la banca». Se tutto è sembrato precipitare in pochi giorni, afferma, è perché una decisione rapida doveva «ridurre il danno che la febbrile circolazione di voci e indiscrezioni stava causando all’azienda e alle persone che ci lavorano». Anche la mancanza del nome del successore è dovuta alle «troppe illazioni» circolate. Unicredit, rassicura, non resterà senza amministratore delegato a lungo: «Questione di settimane al massimo». Per la scelta del candidato lo «screening sarà condotto su figure scelte all’interno, ma anche all’esterno del gruppo».

Unicredit rimane una banca «indipendente» e la decisione del cda di sfiduciare Profumo – ribadisce Rampl – è stata presa «solo e soltanto nell’interesse della banca, dei nostri dipendenti e dei clienti». Il caso della Libia, sottolinea il manager, non è stato «dominante» nella decisione del cda, su cui hanno influito «invece le forme e procedure, ciò che si definisce con la voce “Corporate Governance”». E poi ha aggiunto: «Dopo 15 anni alla guida delle società …

Dall’informatica alla falegnameria alla musica: ecco come avviene la riabilitazione

Collaboratore D.ssa Lucrezia Marcuzzo

Quando si enuncia la programmazione di attività previste per l’anno a venire (2002) di un’Area che ha già operato nell’anno passato (2001) conviene analizzare quanto già fatto, quanto ancora da fare e soprattutto è necessario rammentare quale sia l’obiettivo generale e quali possano essere gli obiettivi specifici in parte raggiunti e in parte ancora da perseguire.

Nel Febbraio 2001 fu consegnato al CD e CS della SIFO un documento programmatico di attività per l’anno 2001 (allegato) che partendo dal progetto “Promozione dell’attività di farmacia clinica nel campo della Farmacovigilanza (FV) aumentando la visibilità del farmacista in una disciplina ancora poco esplorata ma fondamentale per una medicina basata sulle prove di efficacia e sulla pratica clinica (EBM e RBM)” che potremo definire “Progetto dell’Area”, enunciava come obiettivo generale “Promuovere livelli uniformi ed essenziali di assistenza farmaceutica attraverso l’efficacia, l’appropriatezza e l’efficiente allocazione delle risorse del settore farmaceutico, garantendo l’integrazione funzionale delle attività specifiche , compresi i dati raccolti, con i sistemi informativi del Ministero della Sanità e con l’Agenzia per i Servizi Sanitari regionali e incentivando l’attività di informazione eformazione degli operatori sanitari nel campo della FV”.

Tale obiettivo era da realizzarsi attraverso obiettivi scientifici di cui si dichiaravano: strategie ,tempi di attuazione e risorse necessarie.

Si può ben affermare che quanto previsto in quel documento è stato attuato grazie soprattutto alla determinata convinzione dei componenti dell’Area circa la necessità di creare , innanzi tutto, una rete nazionale di Soci interessati alla FV. La rete è stata puntualmente realizzata grazie all’apporto dei Delegati Regionali, ed ha permesso di raccogliere le diverse esperienze e , acquisendole come patrimonio comune, di offrire a tutti un supporto per risolvere o comunque affrontare con strumenti già sperimentati le numerose criticità locali emerse.

Il Corso di formazione, di cui si allega il …

L’Opg chiude, ma solo in parte

Attualità

‘L’Emilia-Romagna trasferirà tutti gli internati della propria regione nel tempo previsto, e cioè entro il 31 marzo, contribuendo in maniera significativa all’effettivo superamento dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio’. Lo ha detto il Garante regionale dei detenuti, Desi Bruno, che ha visitato l’Opg di via Settembrini.

Proroga dopo proroga si è arrivati al 31 marzo 2015, data in cui gli ospedali psichiatrici giudiziari italiani dovrebbero chiudere definitivamente. E ancora non sarà così. Intanto però i 24 internati emiliano romagnoli saranno trasferiti a breve dall’Opg di via Settembrini nelle Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Parma e Bologna.

‘Ci accingiamo a una parziale chiusura – spiega Paolo Madonna , direttore dell’ Opg di Reggio – 10 saranno trasferiti nella Rems di Parma, 14 (comprese le tre donne attualmente ricoverate nell’Opg reggiano) nella Rems ‘Casa degli svizzeri’ di Bologna’.

Soltanto nel 2017 saranno pronte le due Rems definitive a Reggio: destinate a 30 persone, le due strutture saranno organizzate secondo un modello ad alta intensità medica e riabilitativa. La gestione interna competerà esclusivamente al personale sanitario, solo la parte perimetrale verrà presidiata da personale adibito alla sicurezza. L’Opg reggiano è operativo dal 1991, oggi ospita 135 persone. Non tutti sono internati: ci sono anche 42 persone tra detenuti con infermità psichica sopravvenuta durante l’esecuzione della pena e detenuti minorati psichici, di cui 8 emiliano-romagnoli, che rimarranno per il momento nella struttura dell’Opg.

Poi ci sono gli internati provenienti da altri territori. ‘Abbiamo circa 90 persone con misure di sicurezza per cui aspettiamo le disposizioni per il traferimento’ conclude Gaddomaria Grass, dell’Ausl di Reggio. Resta dunque aperto il problema del coordinamento interregionale per risolvere la questione degli internati non residenti in Emilia-Romagna.…

Industria In Recupero Ad Agosto. Inflazione Frena

(ANSA) – ROMA, 16 OTT – Le vendite all’estero risollevano l’industria italiana dopo due mesi di contrazione. Ad agosto il fatturato delle fabbriche aumenta dell’1,2% rispetto al mese precedente, secondo le ultime stime dell’Istat, e del 3,2% dallo scorso anno. Anche gli ordinativi sono in crescita, con un incremento del 4,9% su base mensile e dello 0,9% su base annua. Agosto, con molte industrie chiuse per ferie, è un mese atipico, ma segna un’accelerazione soprattutto delle vendite sul mercato estero che, per il fatturato, mostrano l’aumento mensile maggiore dall’inizio del 2016 (+3,1%) e anche su anno crescono del 7%. Il mercato interno, invece, è meno vivace e vede aumenti del fatturato dello 0,2% ad agosto e dell’1,7% su base annua. Mostrano segni di debolezza, invece, i prezzi al consumo, e a settembre tornano in calo, su base mensile, per la prima volta dalla fine dello scorso anno, con una flessione dello 0,5% nei dati definitivi Istat. L’istituto ha rivisto le stime e abbassato il tasso di inflazione all’1,4%, dall’1,5% dei dati provvisori. I prezzi mostrano così una battuta d’arresto dopo quattro accelerazioni consecutive (fino all’1,6% di agosto) grazie alla frenata dei beni alimentari, dei trasporti e dei carburanti. Si attenuano le tensioni sui beni di largo consumo, osserva l’Istat, e decelerano i prezzi anche del cosiddetto “carrello della spesa” con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona dal +2,1% di agosto a +1,5%, pur restando superiori all’inflazione. L’istituto ha diffuso anche i dati sulle esportazioni ad agosto, che aumentano del 2,9% rispetto a luglio e del 5,1% dal 2017. L’espansione è trainata dagli Stati Uniti, che segnano +13% sulla spinta delle vendite di macchinari e autoveicoli. Sono in crescita anche le vendite verso paesi europei come la Germania, soprattutto di articoli farmaceutici e autoveicoli, i Paesi …

Ok Alla Legge Sulla Concorrenza, Ma Pioggia Critiche

(di Maria Chiara Furlò) (ANSA) – ROMA, 2 AGO – Sono passati 30 mesi da quando il ddl Concorrenza fu presentato al consiglio dei ministri nel febbraio del 2015. Dopo due anni e mezzo quella norma ‘annuale’ è diventata finalmente legge e il governo esulta per un risultato che sembrava sempre più difficile da ottenere. Se il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni parla soddisfatto di un “impegno mantenuto”, anche il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda definisce questa approvazione un “segnale di serietà ” per il paese. L’ok definitivo al provvedimento è arrivato infatti dopo tanti stop e lente ripartenze. In circa 900 giorni di iter parlamentare, il ddl Concorrenza è sopravvissuto a un cambio di ministro competente (il ddl era stato presentato da Federica Guidi, dimessasi a marzo del 2016), a diverse elezioni amministrative e al referendum costituzionale del dicembre scorso. Nonostante i vari incagli, la legge è riuscita a vedere la luce introducendo novità su assicurazioni, professioni, energia, comunicazioni, ambiente, trasporti, turismo, poste, banche e farmacie con l’obiettivo, sempre secondo Calenda, “di stimolare la crescita, la produttività e consentire ai consumatori di avere accesso a beni e servizi a minor costo”. Anche l’autorità Antitrust si è mostrata soddisfatta per il via libero definitivo, sebbene – con uno sguardo più orientato al futuro – abbia consigliato per la prossima volta di riflettere sull’utilizzo di uno strumento più “più rapido e incisivo”, magari mirato su singoli settori rispetto al testo ‘omnibus’ approvato dal Senato. Non si sono invece risparmiati con le critiche i consumatori, i liberi professionisti e gli stessi politici (compresi esponenti del Pd, non a caso il testo è stato approvato con una maggioranza risicata). Il capitolo del provvedimento preso più di mira è stato sicuramente quello sull’energia. Ad aprire la pioggia di polemiche è stato il presidente …

Trenno Spa

SNAI Servizi nel dicembre ’95 ha acquistato la quota di maggioranza della Trenno S.p.A., società milanese quotata in Borsa e leader nel settore ippico. La Trenno infatti ha il controllo di due delle più importanti società di corse italiane (Milanese e Fiorentina Corse cavalli) tramite le quali gestisce, oltre che il centro di allenamento di Milano, gli Ippodromi Milanesi di trotto e galoppo e quello di Montecatini.

La Società Anonima Ippodromi di Trenno viene costituita nel 1906 con l’obiettivo di incrementare le attività di corse, acquistando terreni da adibire a campi corse e piste di allenamento. Nel 1931 assume la gestione degli Ippodromi di S.Siro e nel 1950 prende l’attuale denominazione di “Società Trenno S.p.A.”. Nel 1973 la Trenno è ammessa alla quotazione presso la Borsa valori di Milano.

Dopo 10 anni di controllo da parte del Gruppo Ferruzzi, la quota di maggioranza (68%) della Trenno è acquistata da SNAI Servizi con lo scopo di rilanciare gli impianti di San Siro e Montecatini anche a livello internazionale.

SNAI Servizi, che ha aumentato la propria quota in Trenno fin al 92,7 %, si è dapprima inpegnata nel rilancio dell’Ippodromo Milanese del trotto, effettuando radicali cambiamenti, dal rifacimento della pista all’impianto di illuminazione, dalle tribune alle scuderie. Grandi innovazioni sono previste anche per l’Ippodromo Milanese di galoppo, il cui tracciato è considerato uno dei più selettivi d’Europa. Poi sarà la volta del trotto di Montecatini, uno degli Ippodromi estivi più importanti e dalla consolidata tradizione.

Questo programma di sviluppo ha una sola chiave di lettura: SNAI Servizi ha acquistato la Trenno con lo scopo di continuare la tradizione. Si legge infatti nell’atto di “nascita”:’la Società Anonima Ippodromi di Trenno, viene costituita nel 1906 con l’obiettivo di incrementare le attività di corse e piste di allenamento’. Il 10 marzo 1997 le scommesse sono …

“Scuola a pezzi”

giovedì 03 giugno 2004, ore 18.31

“Scuola a pezzi”

La fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la modifica dei criteri di attribuzione dei punteggi per la formazione delle graduatorie dei docenti precari. Una modifica decisa dalla maggioranza in Parlamento nei giorni scorsi, quando già il termine del 21 maggio per la presentazione delle domande era scaduto. Ora i precari avranno tempo fino al 14 giugno per integrare la documentazione sulla base delle novità introdotte nella legislazione. Poi, in un mese e mezzo, il Ministero dell’Istruzione dovrà compilare le nuove graduatorie.

Ma è solo l’ultimo atto, secondo la Cgil Scuola, di una gestione che sta provocando gravi disagi. Sul banco degli imputati c’è ovviamente Letizia Moratti. Il ministro aveva annunciato un piano in 5 anni con finanziamenti per oltre 8 miliardi di euro. In realtà, dice la Cgil, le risorse effettivamente stanziate ammonterebbero ad appena 90 milioni. Con il risultato che negli ultimi tre anni il bilancio della scuola italiana sarebbe stato decurtato di oltre 2 miliardi di euro e il numero dei docenti ridotto di 34 mila unità.

Fra i settori colpiti, anche quello degli insegnanti di sostegno, diminuiti in Emilia-Romagna del 2 per cento nonostante un aumento del 7 per cento dei bambini disabili. Anche l’enfasi sull’insegnamento dell’inglese nasconderebbe una realtà ben diversa. Secondo la Cgil, sulla base dei decreti attuativi della riforma Moratti per le prime classi delle scuole medie, nel prossimo anno scolastico le ore di insegnamento della lingua inglese diminuirebbero da 99 a 54 all’anno.

Non meno seria la situazione sul fronte degli organici. Nelle scuole della nostra provincia le cattedre da coprire entro il prossimo 1° settembre sono 658. Ma le assunzioni in ruolo decise dal Ministero – denuncia la Cgil – consentiranno di coprire appena 123 posti liberi: meno del …

“Positivo l’incontro con Geronzi”

in discoteca con un clic

mercoledì 13 novembre 2002, ore 18.19

“Positivo l’incontro con Geronzi”

Pubblichiamo di seguito il comunicato emesso dalla Fondazione Manodori dopo l’incontro di ieri con i vertici del gruppo Capitalia. “Una Fondazione attenta al proprio patrimonio, impegnata a sostegno di progetti di utilità sociale ma anche nella promozione economica del territorio, chiede al gruppo bancario di perseguire due obiettivi fondamentali: un forte rilancio dell’attività bancaria tradizionale ed una particolare attenzione alle esigenze del sistema imprenditoriale e dei risparmiatori reggiani”. Così il presidente della Fondazione Pietro Manodori, Mauro Bigi, si è espresso in apertura del confronto con i vertici di Capitalia. Il presidente Cesare Geronzi, insieme all’amministratore delegato Giorgio Brambilla e al direttore generale Matteo Arpe, ha incontrato i componenti il Consiglio Generale e il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, approfondendo il piano industriale 2002-2005 di Capitalia (di cui la Fondazione detiene il 3,17% del pacchetto azionario) e di Fineco Group (partecipato dalla Fondazione con il 5,79%), che ne costituisce parte integrante. Arpe, in particolare, ha ricordato gli elementi essenziali del piano: la razionalizzazione della rete degli sportelli, le dismissioni di partecipazioni e attività non-core, la riduzione dei costi operativi ed amministrativi, la crescita dei ricavi. Due, in particolare, gli elementi messi in evidenza dagli amministratori della Fondazione: la necessità – come si è detto – del rilancio del legame con il mondo imprenditoriale e con i risparmiatori reggiani (che per la Fondazione già costituivano uno degli elementi centrali dell’operazione che ha portato all’integrazione tra Bipop-Carire e Banca di Roma) e il perseguimento di strategie che consentano di elevare la redditività del Gruppo, con una conseguente adeguata valorizzazione del patrimonio e della partecipazione della Fondazione. Le risposte a questi inviti – hanno sottolineato i massimi esponenti di Capitalia – sono contenute in un piano industriale rigoroso, in …

“Giù le mani dalle coop”

Venerdì 20 Luglio 2001, ore 19.21

“Giù le mani dalle coop”

Concedere i benefici fiscali attualmente previsti per le cooperative solo alle imprese che conservano finalità mutualistiche e incentivare la trasformazione delle altre in società per azioni: è questo il principio che ispira il nuovo articolo 5 della legge di riforma del diritto societario nella riformulazione messa a punto dal relatore del disegno di legge, Giorgio La Malfa. Un principio piuttosto aleatorio: chi deciderà infatti quali cooperative sono per così dire vere e quali, secondo l’ottica di La Malfa, non lo sono più? Una trappola della quale rischiano di rimanere vittima tutte le cooperative di medie e grandi dimensioni che producono utili e stanno sul mercato facendo concorrenza alle imprese private. “Con questo atto si vuole sancire la fine della cooperazione – insorgono i presidenti provinciali di Legacoop e Unioncoop, Mauro Degola e Giuseppe Alai -. E’ una scelta irresponsabile, incostituzionale e devastante, che andrebbe a liquidare un sistema che da sempre costituisce un fattore di sviluppo economico e di crescita occupazionale”. A parte le banche popolari e di credito cooperativo, graziate dal Governo, dalla scure dell’articolo 5 rischiano di salvarsi solo le cooperative sociali e poco altro, mentre le cooperative più strutturate sarebbero spinte a snaturarsi trasformandosi in società per azioni. Ma Lega e Unione non ci stanno ad archiviare 150 anni di storia del movimento cooperativo. “A tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, e ai loro rappresentanti che credono che la cooperazione costituisca una risorsa per il paese – dicono Degola e Alai – chiediamo sin da ora di impegnarsi seriamente e coerentemente affinchè l’esame del provvedimento nelle aule parlamentari consenta di riportare la legge dentro ai confini del diritto e della civiltà”. E’ quello che probabilmente si aspettano anche i 25mila reggiani che …

“Contate su di noi”

in discoteca con un clic

martedì 19 marzo 2002, ore 19.03

“Contate su di noi”

“Reggio Emilia può contare su di noi. Non intendiamo rimanere chiusi nelle nostre aziende, ma vogliamo contribuire attivamente al miglioramento della nostra comunita”. Ha concluso cosi’ la sua relazione oggi pomeriggio alla Sala degli Specchi Anna Maria Artoni, presidente del Gruppo giovani imprenditori di Assoindustria. Una dichiarazione di impegno su un tema di grande rilevanza: l’apertura di Reggio all’internazionalizzazione e all’integrazione degli immigrati. “Immigrazione, lavoro e territorio” è infatti il progetto su cui ha lavorato il Gruppo Giovani di Assoindustria recentemente e a cui è stata dedicata l’assemblea di oggi pomeriggio con l’illustrazione dei risultati dell’indagine demoscopica realizzata da Astra/ Demoscopea. Risultati assai positivi, come sottolinea il professor Enrico Finzi, che ha curato la ricerca. Fotografano l’atteggiamento dei reggiani nei confronti del fenomeno dell’immigrazione. Il 65% del campione dice di provare personalmente “solidarietà e amicizia” nei confronti degli immigrati, il 27% sceglie il termine “paura” per definire il proprio atteggiamento. Il 3% afferma invece di provare “schifo e odio”. Secondo il 69% dei reggiani intervistati gli immigrati extracomunitari devono essere aiutati per la casa, la salute, l’apprendimento dell’italiano, l’educazione dei figli, le pratiche burocratiche, la formazione professionale. Questo però ad alcune condizioni: il rispetto delle nostre leggi (75%), il lavoro regolare (73%) e il non superamento di certe soglie (53%). Ne risulta il ritratto di una provincia nettamente favorevole all’immigrazione e alla sua piena integrazione attiva (43%). Il 35% dei reggiani intervistati risulta impaurito, ma “favorevole selettivo”, cioè a patto che gli immigrati rispettino certe condizioni, il 16% appare indifferente, il 6 % chiaramente razzista . Unico punto di crisi in questo quadro assai positivo sono i giovani: risultano conformisti, scarsamente sensibili e con una caduta di tensione ideale su questi temi. E’ verso di …