Padova. Si stava drogando alla guida: inseguito a 150 all’ora e arrestato

di Roberto Ortolan

TREVISO – Un super testimone potrebbe fornire la pista per far scattare le manette ai polsi al killer di Emanuele Simonetto, assassinato un mese fa a Pieve di Soligo (Treviso). Il sottile filo di Arianna che i carabinieri, coordinati dal pm Giovanni Valmassoi, stanno seguendo porterebbe ad un individuo che conoscerebbe il movente dell’omicidio, ma anche la trama che ha portato all’agguato mortale. La molla, che ha spinto il sicario a uccidere, si nasconderebbe in una parte della vita del capo reparto dell’Arpa Verniciature sconosciuta ai suoi stessi familiari. Ma parlare con quel super testimone, oggi, è più difficile di quanto possa sembrare. L’individuo è infatti introvabile, tanto che qualcuno pensa che in questo momento sia all’estero. I carabinieri gli stanno dando la caccia.

Sentire la sua versione dei fatti sarebbe determinante per risolvere il giallo. C’è comunque la consapevolezza che il super testimone, prima o dopo, risponderà all’appello. «Ci vuole pazienza, ma il caso sarà risolto», era filtrato dagli inquirenti. Una fiducia che sembrava una speranza, ma che invece è basata su fatti concreti.

Erano le 18.15 del 7 febbraio quando Emanuele Simonetto venne freddato con due colpi di pistola all’uscita dell’Arpa verniciatura, dove appena terminato il proprio lavoro di capo reparto. «Un omicidio senza movente, inspiegabile», filtrò dagli inquirenti. Ora c’è chi può svelare quel rebus. Una consapevolezza che il sindaco Fabio Sforza aveva già aveva fatto trasparire: «L’assassino – aveva detto – ha le ore contate».

Emanuele era il classico single 50enne che amava la vita e le donne. Nessuna doppia vita né scheletri nell’armadio. Da oltre un mese i carabinieri stanno scavando. Hanno sentito centinaia di persone. Incrociato le telefonate partite e arrivate al telefono di Simonetto. Hanno ascoltato e riascoltato i familiari, gli amici e i conoscenti. Ripercorso le abitudini e le semplice frequentazioni del capo reparto. E alla fine qualcosa è emerso. Il nome di quel super testimone che potrebbe però essersi nascosto per paura. Per non essere la seconda vittima del killer. Ora toccherà ai carabinieri arrotolare quel filo sottile della matassa che porta al sicario di Simonetto.

Giovedì 08 Marzo 2012 – 14:32 Ultimo aggiornamento: Venerdì 09 Marzo – 14:54

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