Ore 9.05: al polo scolastico scatta l’emergenza

Cronaca

Ore 9.05: al polo scolastico di via Makallè, il più grande della nostra provincia, scatta l’emergenza. 4.500 studenti escono velocemente dalle aule in cui sono in corso le lezioni. Insieme a loro 500 insegnanti, tecnici, impiegati e ausiliari. Cinquemila persone che, contemporaneamente, si radunano nella grande area esterna, nei diversi punti di raccolta previsti e contrassegnati da cartelli. Osservatori attenti, i professionisti reggiani del soccorso, un articolato sistema che comprende vigili del fuoco e operatori del 118, coadiuvati da mezzi e squadre d’intervento, e poi volontari e tecnici del Coordinamento provinciale delle associazioni di Protezione civile, mobilitati con più di cinquanta persone. E ancora, forze dell’ordine e polizia municipale. Anche un drone del Collegio dei geometri, richiesto dall’istituto Secchi, sorvola l’area per fare riprese: serviranno ai tecnici per studiare i dettagli della complessa operazione.

È la più grande prova di evacuazione, a sorpresa, mai effettuata nella nostra provincia nell’ultimo decennio e, per numeri in campo, una delle principali su scala nazionale. Per iniziativa del Dipartimento di sanità pubblica dell’Azienda Usl, della Protezione civile provinciale e della Commissione sicurezza scuole viene simulata una situazione di emergenza, come potrebbe accadere, ad esempio, nel malaugurato caso di un terremoto. Cinque le scuole superiori coinvolte: Bus Pascal, istituto tecnico per geometri Secchi, liceo Matilde di Canossa, Iti Nobili e Ipsia Lombardini. In sei, sette minuti tutte le cinquemila persone che studiano e lavorano in questa vera e propria cittadella dell’educazione, grande quanto un paese, sono fuori dagli edifici. Circa mezz’ora dopo l’evacuazione si conclude e tutti rientrano in classe e negli uffici.

L’esercitazione sembra aver funzionato senza particolari problemi. Già dai prossimi giorni, grazie anche alle fotografie e alle immagini video riprese da più punti di vista, i tecnici valuteranno se il piano generale di evacuazione e i piani dei singoli istituti hanno dato le risposte attese o se sono emerse criticità su cui occorrerà intervenire per garantire la sicurezza in caso di una reale, e non auspicabile, emergenza.

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