Una Scelta Decisiva Per Il Pays Du Mont-Blanc

NO al ritorno dei TIR

Gli autonomisti autentici a fianco dei Verdi

La proposta di legge presentata dai Consiglieri regionali Verdi Alternativi per un Referendum regionale popolare consultivo sul tipo di traffico da far passare nel Tunnel del Monte Bianco è stata bocciata dalla maggioranza del Consiglio della Valle d’Aosta.

L’Union Valdôtaine ed alleati non vogliono una consultazione popolare sul transito dei TIR perché ne temono gli esiti.

Per due volte nel giro di un anno la maggioranza regionale ha operato in modo da impedire che la volontà popolare si potesse esprimere. L’anno scorso si è fatto di tutto per evitare un confronto ed una decisione popolare sulla spendibilità dell’esame di stato superato in Valle d’Aosta, adesso si vuole impedire alla popolazione valdostana di esprimersi su un’altra scelta decisiva per i prossimi decenni: il ritorno di migliaia di Tir ogni giorno attraverso l’intera Valle d’Aosta.

C’è paura della democrazia diretta in Valle d’Aosta. Si parla sempre della Svizzera come di un

modello, ma in Svizzera tutte le decisioni importanti sono prese tramite Referendum, dal popolo. In Valle d’Aosta invece tutto deve essere manovrato dall’alto.

Sono ormai sempre più numerose le persone che si ribellano a questi metodi. Un fatto significativo è successo in queste settimane: un gruppo di ex esponenti unionisti, ha promosso un Appello per il Referendum popolare consultivo esprimendo una chiara opposizione al ritorno massiccio dei Tir attraverso il Tunnel del Monte Bianco.

Henry Armand, Livio Munier, Leonardo Tamone, Ferruccio Truchet, Pia Morise e varie altre persone firmatarie dell’Appello dei 49 sono degli autentici autonomisti.

Il loro Appello è il segno che la frattura fra l’Union valdôtaine e chi, anche nel “campo valdostano”, non ne può più di un falso autonomismo fatto di degenerazione morale, assistenzialismo statale, devastazione del territorio, pressapochismo amministrativo, si sta approfondendo.

Per questo la speranza rimane e la lotta deve continuare. Il Referendum consultivo non si farà perché così hanno deciso U.V e alleati, ma il problema rimane sul tappeto. Oggi accanto al Comitato Stop ai Tir, alle Associazioni ambientaliste, alla Cooperativa Lo Pan Nër ai Verdi e a Rifondazione Comunista si schiera una parte importante dell’autonomismo valdostano disposto a battersi su un significativo obiettivo comune. Abbiamo al nostro fianco la grande mobilitazione degli abitanti e degli amministratori dei Comuni della Valle di Chamonix. Tutti insieme possiamo farcela e risparmiare al Pays du Mont-Blanc il ritorno dell’inquinamento, del rumore e del pericolo.

Elio Riccarand

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