2011. Che danza farà (all’estero)?

Octopus, coreografia di Philippe Decouflè

Artifact, di William Forsythe

I fratelli, coreografia di Mauro Bigonzetti su musiche di Bruno Moretti, ispirato a Rocco e i suoi fratelli di Visconti

I gemelli Otto e Jiri Bubenicek

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2011. Che danza farà (all’estero)?

Dopo l’Italia, proseguiamo con una breve ricognizione internazionale sulle programmazioni di danza che possono interessare gli ultimi (o primi) vacanzieri del periodo. L’offerta, come si vedrà, è decisamente varia, con ovvia, particolare predilezione per i grandi titoli tradizionali, veri blockbuster dei botteghini, ma anche salutari regimi per la salute dei grandi ensemble. Di contro anche l’offerta contemporanea punta sull’altissimo livello interpretativo e su firme d’autore ormai conclamate, altro modo per assicurarsi il successo. E del resto, i nuovi autori, compresi quelli di “nicchia”, operano accuratamente su progetti che possano suscitare la curiosità del pubblico, individuando temi e anticipando tendenze estetiche, teatrali e, perché no?, sociali, a conferma che l’arte della danza, libera ed emozionale, coglie sempre in anticipo il soffio dei tempi. Ma vediamo in dettaglio.

Si parte da Parigi e si corre dinanzi alla Tour Eiffel, al Theatre du Chaillot per non perdere l’ultimo geniale show di Philippe Decouflè, risposta intellettualmente ironica e surrealmente immaginifica ai Momix statunitensi: si chiama Octopus e gioca sull’invenzione coreografica e visuale, mischiando abilmente raffinatezza e naivete. Al più engagé Theatre de la Ville, invece fino all’8 gennaio si esibisce il talento radicale del nuovo bailaor flamenco, il cupo e intenso Israel Galvan e poi, dal 29, un’habituée del prestigioso teatro parigino, la fiamminga Anna Therese de Keersmaeker che presenta con la sua compagnia Rosas il nuovo progetto intitolato En atendant nel quale la dialettica coreomusicale si dipana quest’anno con la polifonia di Ars Subtilior. Il Ballet de l’Opéra, invece, dopo la duplice programmazione dicembrina a Garnier (con Trisha Brown, George Balanchine e Pina Bausch à l’affiche) e a Bastille (con il Lago, fino al 6 gennaio), si concede una pausa fino al 29 gennaio, quando ripropone la discutibile creazione del suo amatissimo divo Nicholas LeRiche, autore di Caligula.

A Londra, il Sadlers’ Wells Theatre ospita per tutto il mese la Cinderella anni ’40 di Matthew Bourne, praticamente sold out (niente paura, comunque: noi possiamo vederla al Ravenna Festival dall’8 al 12 giugno prossimi). Vale però la pena, se ci si riesce, di seguire l’iniziativa promo che il Sadlers’ ha organizzato per presentare i prossimi appuntamenti della sua ricca stagione. Il 28 e 29 gennaio infatti in Sampled, a prezzi assolutamente promozionaliil pubblico può “assaggiare” alcune primizie dei vari generi proposti dal Teatro: un pizzico di balletto classico, con le stelle americane Paloma Herrera e David Hallberg, apripista dell’American Ballet Theatre; un tocco di contemporaneo fusion con Sidi Larbi Cherkaoui nella sua rilettura del Fauno nijinskiano; il balletto contemporaneo rivisitato dei Ballet Boyz e lo spettacolare hiphop della Zoonation con il suo Some like it hip hop. Chi invece vuole investigare gli ultimi trend della ricerca può andare a The Place, luogo deputato della nuova danza, dove per tutto il mese è in corso la vetrina di Resolution! che sciorina oltre cento proposte della coreografia britannica di oggi. Il Royal Ballet al Covent Garden continua invece la sua stagione tradizionalissima, che anche a gennaio propone in alternanza due caposaldi del repertorio ottocentesco, Giselle e Il Lago dei Cigni. Il gusto è allora garantirsi una “distribuzione” super, come quella latina di Tamara Rojo-Carlos Acosta, o (ma in febbraio) Alina Cojocaru-Johan Kobborg o la nostra Mara Galeazzi con il biondo Edward Watson; mentre un altro italiano, Federico Bonelli, è il principe di Sarah Lamb alla prima del Lago. Ancora classico al Coliseum, con Romeo and Juliet di Rudolf Nureyev interpretato dalla compagnia che lo tenne a battesimo nel 1977: l’English National Ballet. Focosa e appassionata, la versione di Nureyev è quella più vicina al testo shakespeariano da cui Prokofiev trasse ispirazione.

A Monaco di Baviera il Bayerische Staatsballett continua la sua bellissima stagione tra Ottocento, Novecento e novità assolute. In gennaio in cartellone prevede un Omaggio ai Balletti Russi con la ripresa di Sheherazade di Fokine, Les Biches di Nijinska e la creazione di Terence Kohler e l’artista visiva Rosalie, e al rientro dalla tournée spagnola, la ripresa del primo capolavoro full evening di William Forsythe Artifact.

A Stoccarda, invece, si conferma il felice sodalizio tra la prestigiosa compagnia tedesca dello Stuttgarter Ballett e Mauro Bigonzetti, di cui viene riproposto dal 21 gennaio I fratelli, lavoro a serata ispirato a Rocco e i suoi fratelli,ideato con uno staff tutto italiano a partire dal musicista Bruno Moretti che ha firmato la partitura.

Ultima tappa del nostro minitour, infine, è Vienna, che con la nuova direzione tutta francese della sua Opéra e annessa compagnia di balletto, si candida a riconquistare ben presto rispetto e attenzione internazionale. Rinnovata e molto raffinata, la compagnia di balletto, diretta dalla superstar Manuel Legris, sfodera un quartetto di titoli dal 9 al 27 gennaio che abbraccia la danza postclassica dal genio Kylian (Bella Figura) ai suoi eredi Lightfoot-Leon, ma indica anche nuovi nomi, come Jorma Elo e soprattutto Jiri Bubenicek, che oltre ad essere con il gemello Otto uno dei maggiori danzatori della scena mondiale, sta mettendo a fuoco una bella vena compositiva, come attesta questo poetico e dinamico Souffle de l’Esprit di cui il trio maschile Canon, spesso presentato in gala anche insieme a Roberto Bolle, è in genere un plause-catcher irresistibile.

di silvia poletti 2011. Che danza farà (all’estero)?

05/01/2011

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