A Guastalladolore e incredulità

Cronaca

E’ il rammarico e l’incredulità a prevalere negli sguardi della gente di Guastalla all’indomani della tragedia. In piazza della Repubblica, nell’angolo in cui si è scatenato l’inferno, in tanti hanno deposto dei fiori. “Erano una brava famiglia – ci racconta una signora – erano simpatici, ci sapevano fare con la gente. Mi son sentita in dovere di portare un piccolo fiore”.

“Li conoscevo dal 1998 – dice una persona di colore che di mestiere fa l’ambulante vendendo biancheria – ero sempre loro vicino di banco. Quando avevo bisogno della moneta andavo da Francesco, oppure dalla moglie. Sono molto colpito, erano gente onesta, rispettavano tutti e facevano il loro lavoro con calma”.

Nell’angolo di piazza dove si è consumata la disgrazia, a mezzogiorno si è tenuto un rosario molto partecipato dalla cittadinanza. Tra la gente c’era anche il sindaco Giorgio Benaglia: “Poteva capitare in qualsiasi posto, è successo proprio qui, ad una famiglia che era radicata. Non erano di Guastalla ma erano una figura storica di questa piazza, c’era la gente che preparava il pranzo e a mezzogiorno sapeva che poteva portare a casa qualcosa di buono”.

Per Guastalla si tratta del primo dei tre giorni di lutto cittadino. Le bandiere italiane sugli edifici pubblici sono a mezz’asta. Nei negozi un volantino indica che lunedì le saracinesche resteranno abbassate. Per chi 24 ore prima si trovava qui è impossibile mettere da parte le scene strazianti vissute. “Ho visto il fuoco che usciva – racconta un signore che al momento dell’incidente si stava dirigendo verso casa – poi le persone che gridavano ‘ci sono le bombole!’. Però c’era poco da fare, le fiamme arrivavano a 15 metri d’altezza, le persone tentavano di salvarsi, poi sulla seconda esplosione ha tremato tutto”.

Una signora che abita in piazza della Repubblica ci descrive una scena che ancora le fa tremare la voce. “Mi è passata davanti una signora, con in braccio il suo piccolino, lei aveva le mani con la pelle che cadeva giù, il bambino piangeva perché era spaventato, lei piangeva dal dolore. Davanti all’edicola l’hanno stesa a terra, era tutta divorata dalle fiamme”.

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