Un friulano rivela: «Ho i diari del Duce: dati a mio padre prima della cattura»

di Paolo Calia

TREVISO – Un bambino di cinque anni che dice di essere stato più volte schiaffeggiato dalla maestra. I genitori infuriati che prima lo ritirano dalla scuola materna e poi sporgono querela ai carabinieri. Una riunione infuocata dove genitori, insegnanti e direttore si confrontano anche duramente. Parole grosse che volano e una situazione sempre più difficile da decifrare: tutto questo accade nella scuola materna di Merlengo di Ponzano dove la serenità non sembra più di casa.

Il caso scoppia il 15 aprile scorso quando un bambino, dopo vari tentennamenti, confessa alla mamma che la maestra lo picchia. Quando combina qualche marachella o litiga con qualche compagno, l’istruttrice lo prende, lo porta al piano superiore della scuola, lo rimprovera e poi alza le mani. Questa la sua versione. La mamma si allarma, vuole capire. Allora inizia a giocare all’asilo con il figlio: lei fa la parte della bambina, il piccolo quella dell’insegnante. E il bimbo ripete i gesti che vede a scuola, compresi quello schiaffo che dice di aver subito più volte. Ma non solo lui. La mamma, dopo aver sentito il figlio, afferma che almeno altri tre bambini sarebbero coinvolti, puniti e sculacciati sempre dalla solita insegnante.

La donna assieme al marito intende vederci chiaro, parla con la maestra in questione e con il responsabile della scuola parrocchiale don Alessandro Dal Ben. Riceve rassicurazioni: nessuno ha mai toccato suo figlio. Ma non ci crede. Crede invece alle parole del piccolo e si rivolge ai carabinieri di Paese. I militari ascoltano la storia e invitano a pensarci bene prima di mettere nero su bianco una querela per presunti maltrattamenti. Ma i due genitori decidono che la situazione è troppo avanzata per poter lasciar correre e procedono. Nello stesso tempo ritirano il bambino da Merlengo e lo iscrivono a un’altra materna di un comune vicino.

Ma la vicenda è molto più complicata. Arriva anche alle orecchie del sindaco Giorgio Granello che procede con estrema cautela. Non tutti i genitori dei compagni di classe sono del parere che la maestra sia una manesca. I loro figli non avrebbero mai raccontato nulla. La scuola, insomma, si divide. L’armonia scompare, sostituita da un clima di veleni e sospetti. Lunedì scorso famiglie, insegnanti e direttore si riuniscono per un confronto diretto. Il parroco e le maestre rassicurano tutti: nella scuola non ci sono stati casi di maltrattamenti. Ma non tutti se ne convincono.

Di certo non la mamma interessata, che ormai intende andare fino in fondo: «Altri tre bambini oltre a mio figlio hanno ricevuto schiaffi o sculacciate, si tratta di due maschietti e una femminuccia», rincara. «Io non voglio entrare in questo gioco del gossip – afferma subito don Alessandro – dico solo che abbiamo parlato con tutti. Bisognerebbe sentire anche altre campane. Molti altri genitori dicono cose ben diverse. Confermo solamente che un solo bambino è stato ritirato mentre tutti gli altri continuano ad andare a scuola. Questa è una storia con molte ombre e tante amarezze. Sono episodi raccontati da un solo bambino. Ma ho rispetto per tutti, anche per queste sofferenze».

Giovedì 05 Maggio 2011 – 14:50 Ultimo aggiornamento: Venerdì 06 Maggio – 14:40

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