1986-2003 Diciasette Anni Dei Verdi In Italia

Il 16 novembre ’86, a Finale Ligure, nasce la Federazione delle Liste Verdi che raggruppa in un unico soggetto politico tutte le liste locali esistenti, alle quali per la prima volta viene data un’ organizzazione con uno statuto comune, un regolamento ed organi esecutivi nazionali. Il simbolo è il Sole che ride , già presentato in undici Regioni alle elezioni amministrative dell’ 85 e mutuato dal movimento antinucleare danese.

Nell’ 87 i Verdi si presentano per la prima volta alle elezioni politiche nazionali, ottenendo 970.000 voti (3,5%) ed eleggendo 13 deputati ed 1 senatore. Il primo capogruppo dei Verdi alla Camera è Gianni Mattioli.

Nell’ 89 la Federazione delle Liste Verdi partecipa per la prima volta anche alle elezioni europee, ottenendo 1.300.000 voti (3,8%) ed eleggendo 3 europarlamentari: Alexander Langer, Gianfranco Amendola ed Enrico Falqui . Adelaide Aglietta, e Virginio Bettini vengono eletti deputati europei con il simbolo dei Verdi Arcobaleno (830.000 voti pari al 2,4%).

Nella primavera del ’90, alle elezioni regionali, i Verdi ottengono 1.700.000 voti(4,6%), nel Lazio 204.000 (6,3%).A dicembre’90, a Castrocaro, avviene l’unificazione tra la Federazione dei Verdi ed i Verdi Arcobaleno che costituiscono l’attuale Federazione dei Verdi. Nel giugno del ’91 esce il primo numero di Notizie Verdi, il giornale dei Verdi, prima settimanale e poi dal ’93, quindicinale.

Alle elezioni politiche del ’92 i Verdi ottengono 1.094.477 voti (2,8%) ed eleggono 16 deputati e 4 senatori.

Nel marzo del ’93, a Montegrottto, viene eletto il primo portavoce nazionale dei Verdi, nella persona di Carlo Ripa di Meana. Fino ad allora la Federazione dei Verdi aveva avuto al proprio vertice un organo collegiale, il Gruppo di Coordinamento composto da undici persone.

Alle elezioni politiche del ’94, le prime con sistema misto maggioritario-proporzionale, i Verdi si presentano nella coalizione dei Progressisti , eleggendo 11 deputati e 7 senatori. Nella quota proporzionale ottengono 1.047.739 voti (2,7%).

Ancora nel ’94, alle elezioni europee, ottengono 1.057.208 voti (3,1%) e rieleggono tre eurodeputati: C. Ripa di Meana, A. Aglietta ed A. Langer (alla cui scomparsa subentra Gianni Tamino).

Nel ’95, a Montegrotto, Carlo Ripa di Meana viene confermato Portavoce nazionale, carica che manterrà fino a novembre del ’96.

Nella primavera, alle elezioni regionali, i Verdi prendono 900.000 voti (3,0%) e nel Lazio 100.000 (3,6%).

Alle elezioni politiche dell’ aprile del ’96 i Verdi per la quota maggioritaria sono presenti nella coalizione dell’Ulivo ed eleggono 14 deputati e 14 senatori. Al proporzionale ottengono 937.684 voti (2,5%). In termini di seggi si tratta del miglior risultato ottenuto dai Verdi, che entrano nel Governo Prodi con E. Ronchi Ministro per l’Ambiente e tre sottosegretari: C. Rocchi alla P.I., Corleone alla Giustizia e G. Mattioli ai LL. PP. Capogruppo alla Camera è Mauro Paissan, al Senato Maurizio Pieroni.

Nel novembre del ’96 a Roma, nel corso della XXI Assemblea dei Verdi, Luigi Manconi viene eletto nuovo Portavoce nazionale. Nel gennaio ’97 vengono rinnovate le altre cariche del Coordinamento nazionale della Federazione dei Verdi: Massimo Scalia Presidente del Consiglio Federale, Alfonso Pecoraro Scanio vicepresidente, Edvige Ricci responsabile dei mezzi di informazione e Marco Lion tesoriere.

Nell’aprile del ’98, a Fiuggi, viene modificato lo Statuto che porta a 500 i delegati regionali all’Assemblea nazionale (che eleggono il portavoce e 10 membri dell’Ufficio politico) e ad 80 i membri del Consiglio Federale Nazionale.

Con l’elezione di Massimo D’Alema a nuovo Presidente del Consiglio, i Verdi confermano Ronchi Ministro dell’Ambiente ed i tre sottosegretari del precedente governo Prodi, indicano in Laura Balbo Ministro per le Pari opportunità.

Dal 12 al 14 marzo ’99, a Montecatini Terme, l’Assemblea Nazionale dei Delegati conferma Portavoce Luigi Manconi, che resterà in carica fino alle elezioni europee del 13 giugno dove i Verdi prendono 548.000 voti (1,8%) ed eleggono due eurodeputati: R. Messner e G. Celli.

Dal 23 al 25 luglio, a Roma, un’Assemblea straordinaria nomina un Comitato promotore presieduto da Grazia Francescato col compito di redigere una Carta degli Intenti , convocare gli Stati Generali degli ambientalisti nel nostro Paese e, a fine gennaio 2000, indire l’Assemblea costituente del nuovo soggetto verde.

Che si tiene a Chianciano, dove G. Francescato viene eletta Presidente affiancata da un esecutivo di sette membri. A febbraio si tiene l’Assemblea costituente dei Verdi del Lazio ( che eleggerà Presidente del Comitato promotore regionale L. De Petris) e ad aprile si svolgono le elezioni nelle 15 regioni a statuto ordinario, dove i Verdi prendono 497 mila voti (2,0%), nel Lazio 85 mila (3,1).

Seguirà il varo del Governo Amato che porterà A. Pecoraro Scanio al Ministero dell’Agricoltura, G. Mattioli a quello delle Politiche comunitarie e alla conferma di C. Rocchi e F. Corleone sottosegretari alla P.I. e alla Giustizia.

Il 13 maggio 2001 si torna votare per il rinnovo del Parlamento e, con la vittoria del centro-destra, nasce il Governo Berlusconi. I Verdi si presentano nella quota proporzionale con lo SDI ( IL GIRASOLE) che raccoglierà poco meno di 800 mila voti pari al 2,2%.

Nella quota maggioritaria L’ULIVO, guidato da F. Rutelli, consentirà l’elezione di otto deputati e nove senatori. M. Boato viene eletto Presidente del Gruppo misto alla Camera, mentre il Gruppo dei Verdi alla Camera elegge Presidente S. Boco.

Il 1° dicembre 2001, ancora una volta a Chianciano, l’Assemblea dei delegati elegge A. Pecoraro Scanio nuovo Presidente della Federazione dei Verdi con il 75% dei delegati (680). Fanno parte del nuovo Esecutivo nazionale: G. Bettin, A. Bonelli, M. Lion, D. Lomelo, D. Tommasi, P. Galletti, P. Balducci.

L’Assemblea dei delegati elegge anche i primi 50 membri del nuovo Consiglio Federale Nazionale; i restanti saranno eletti dalle assemblee regionali del successivo gennaio 2002.

A febbraio 2002 la Federazione dei Verdi del Lazio celebra il congresso romano e regionale che eleggerà, per due anni , Filiberto Zaratti Presidente dei Verdi di Roma e Arturo Castrillo Presidente dei Verdi del Lazio.

Poco dopo ci sarà una importante tornata di elezioni amministrative a cui seguirà, a Roma e nel Lazio, la raccolta di firme per la Tobin tax e dei quesiti referendari e l’avvio di una campagna in difesa dei parchi della nostra regione.

I Verdi di Roma e del Lazio tornano anche in piazza: per i diritti, la giustizia, la pace, e, in autunno appoggiano la raccolta di firme promossa da Emergency, sull’art. 11 della Costituzione ( l’Italia ripudia la guerra .. ) e una raccolta di fondi per un progetto di solidarietà nel Malawi ( Africa del sud).

Nella primavera del 2003 si celebrano le elezioni provinciali di Roma dove Enrico Gasbarra batte il Presidente uscente del centro-destra e i Verdi con 47 mila voti (3)% eleggono un Consigliere provinciale (Sergio Urilli).

A livello nazionale i Verdi prendono l’1.9 alle provinciali ,l’1.4 alle regionali del Friuli Venezia Giulia e l’1.6 alle comunali (nei Comuni capoluoghi).

Subito dopo ci sarà il voto per i due dei sei referendum promossi: sull’art.18 dello Statuto dei lavoratori e contro gli elettrodotti coattivi.Parteciperà al voto il 25,7 degli italiani

Federazione dei Verdi di Roma e Lazio

Via del Macao, 9 – 00185 Roma

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