Rapporto ’98 Sullo Stato Dell’ambiente – Regione Toscana

Altre indagini sono ancora in corso in collaborazione con le autorita’ locali.

È questo il caso, ad esempio, di Scandicci (FI) o di Rosignano Solvay (LI).

Nel primo caso sono in corso valutazioni previsionali che forniscono in continua i valori del campo magnetico in ben 37 punti intorno allelettrodotto a 380 KV di recente costruzione in base ai valori di corrente circolante.

Nel secondo caso, nel corso di due anni di studi sullesposizione indotta dalla sottostazione elettrica e dalla relativa linea di trasmissione a 380 KV, e’ stato effettuato uno studio teorico sulla distribuzione dei campi intorno alla linea.

È stato confrontato il livello di campo prima dell’entrata in funzione dellelettrodotto con quello a linea esercita e il valore del campo magnetico e’ mantenuto sotto stretto controllo tramite unapposita centralina di rilevamento.

Inoltre, ha avuto inizio un programma di misure teso ad accertare lesposizione media provocata dalla presenza nel tessuto urbano di numerose cabine elettriche a media/bassa tensione, talvolta addirittura integrate negli edifici pubblici o di civile abitazione.

Il controllo e’ stato esteso al territorio accessibile circostante ogni cabina e il risultato finale sara’ visualizzato sotto forma di isolivelli di campo magnetico.

Poiche’ il collegamento elettrico a queste cabine (e, in generale, anche allutente finale) e’ spesso effettuato tramite cavi interrati posati in trincee profonde poche decine di centimetri, e’ contemporaneamente iniziato il monitoraggio dellesposizione di un qualunque cittadino che si sposti in citta’ lungo il marciapiede o da unnegozio allaltro.

In questa fase iniziale, la ricerca e’ stato avviata nelle vie centrali della citta’, o comunque di maggiore frequentazione da parte della popolazione, ma prossimamente verra’ estesa alla maggior parte del territorio.

I risultati completi di questa ricerca saranno disponibili nel corso del 1999.

In questo contesto, assume particolare rilevanza l’adesione dell’ARPAT allo studio SETIL (Studio epidemiologico multicentrico italiano sull’eziologia dei tumori del sistema linfoemopoietico e dei neuroblastomi nel bambino) svolto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana dell’Universita’ di Torino, che vede particolarmente impegnato il Dipartimento di Firenze.

Poiche’ dagli studi pubblicati in letteratura si deduce come, dal punto di vista scientifico, non sia ancora possibile definire nuovi limiti, in attesa di studi conclusivi sulla reale pericolosita’ dell’esposizione prolungata a campi magnetici, anche di bassissima intensita’, l’apposita commissione di lavoro dell’ARPAT ha scelto di seguire, nell’ambito delle valutazioni di impatto ambientale, il principio della “prudent avoidance”.

Su tale base, non essendo possibile rimanere in attesa degli eventi (e quindi degli studi in corso), si ritiene necessario intervenire almeno in due possibili settori: la progettazione mirata ad una riduzione dell’esposizione in sede di realizzazione di nuove opere e la realizzazione di interventi mitigatori nel caso di livelli sensibilmente maggiori di quelli comunemente presenti nelle abitazioni.

La Regione Toscana ha recentemente emanato una nuova specifica normativa regionale sulla valutazione di impatto ambientale (L.R. 3 novembre 1998, n. 79), in cui e’ confermata tale procedura per i progetti quali, “Elettrodotti aerei esterni per il trasporto di energia elettrica con tensione nominale superiore a 150 KV con tracciato di lunghezza compresa tra 3 e 15 km ed elettrodotti aerei esterni con tensione nominale compresa tra 100 e 150 KV con tracciato di lunghezza superiore a 3 km”.

Sarebbe di sicura utilita’ poter valutare preventivamente anche la messa in posa dei cavi interrati, quando il tracciato previsto passa sotto i marciapiede cittadini o in prossimita’ delle abitazioni.

Il Consiglio Regionale ha approvato in data 19.01.99, la legge “Disposizioni in materia di linee elettriche e di impianti elettrici”, che e’ stata osservata dal Governo in data 19.02.99 ed e’ attualmente al riesame del Consiglio Regionale.

Radiofrequenze e microonde

In passato, si e’ verificato un processo di proliferazione di concessioni per la trasmissione di segnali via etere prima del “congelamento” operato ai sensi della cosiddetta “Legge Mammi'”.

Il risultato tangibile di questa proliferazione e’ stato, ed e’ tuttora, l’esposizione a campi elettromagnetici, a volte significativa, per quella parte di popolazione residente nei pressi dei siti prescelti come postazioni ripetitrici di segnale, dove sono di solito presenti diversi KW di potenza di emissione.

La recente pubblicazione del decreto del Ministero dellAmbiente 10 settembre 1998 n. 381 dal titolo “Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana” (su G.U. Serie Generale n. 257 del 3.11.98) che fissa limiti massimi di esposizione ai campi elettromagnetici generati dai sistemi fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi nellintervallo di frequenza compreso tra 100 KHz e 300 GHz consentira’ di effettuare una riorganizzazione del sistema delle radio comunicazioni tenendo, finalmente, in debito conto il fattore ambientale costituito dal livello di campi elettromagnetici prodotti da questi impianti.

Tra laltro, qualora i limiti indicati nel decreto risultino superati, devono essere attuate azioni di risanamento a carico dei titolari degli impianti, che prevedono anche la riduzione a conformita’ degli impianti stessi, cioe’ la riduzione delle singole emissioni.

Il compito di disciplinare linstallazione e la modifica degli impianti e’ assegnata alle regioni e alle province autonome e pertanto si attende un atto normativo regionale in tal senso. La Regione Toscana, che da sola ospita piu’ di 4000 impianti, circa il 7% del totale nazionale, dovendo produrre un parere al Ministero delle Comunicazioni sul piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive ha insediato unapposita commissione, composta anche da tecnici ARPAT. La commissione sta lavorando per disporre di una mappa aggiornata della situazione, censendo tutti i siti attualmente utilizzati dalle emittenti televisive pubbliche e private e vagliandone, attraverso lARPAT, anche limpatto dal punto di vista dellesposizione ai campi elettromagnetici, nella prospettiva di arrivare al risanamento delle situazioni piu’ critiche.

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