Trattamento Fiscale Polizza Vita

Trattamento fiscale delle Polizze vita

Una analisi comparata sul trattamento fiscale dei premi pagati, della rendita vitalizia o del capitale a scadenza, in sette Paesi europei

Il comparto assicurativo spinge perché, in campo pensionistico, al settore pubblico (INPS, ecc.) i cittadini affianchino soluzioni private personali. Politica di marketing del tutto legittima, purché sia attuata nella chiarezza e soprattutto offrendo la massima trasparenza nei servizi offerti. Troppo spesso, invece, si fa leva su motivazioni sentimentali (Affrettatevi! Il servizio pubblico di previdenza sociale non ce la fa più!”) miranti a nascondere caratteristiche che è opportuno non far conoscere.

Il risultato finanziario di una polizza “vita rendita” dipende direttamente da tre variabili:

rendimento del fondo in cui investe la compagnia;

percentuale del rendimento riconosciuto all’assicurato;

caricamenti (parte del premio pagato non investita e trattenuta dall’azienda assicuratrice per sue spese).

Il venditore (assicuratore), generalmente, enfatizza il risultato finanziario finale proiettando tassi di rendimento ipotetici e, in periodi di tassi calanti, del tutto inattendibili; parallelamente (e nei limiti del possibile) cerca di tacere delle spese percepite dalla compagnia e che decurtano i premi pagati.

L’utente, pertanto, non riesce quasi mai ad avere il dato relativo al capitale effettivamente investito, di fondamentale importanza per avere una dimensione, anche approssimativa del valore su cui incideranno i tassi (futuri) di rendimento, e cercare cos’ di “figurarsi” il risultato finanziario finale. Non informato, troppo spesso ritiene che ad essere investito sia l’intero premio pagato.

Per questo motivo abbiamo già sostenuto che sarebbe opportuno che le Autorità di controllo dei singoli paesi (e in loro assenza quelle istituzionali dell’Unione) imponessero alle compagnie assicuratrici di comunicare al cliente (sempre e comunque) la specifica dettagliata della utilizzazione del premio pagato, di come cioè viene scisso e destinato:

Si sono in precedenza individuate le seguenti voci da quantificare all’atto del collocamento del servizio presso la clientela:

– percentuale incamerata per “oneri di acquisizione” e “spese generali”;

– percentuale destinata a coperture assicurative collaterali (ad esempio, il “caso morte” nelle polizze miste);

– percentuale finale destinata all’investimento finanziario.

Ma per poter procedere ad una valutazione conclusiva, precisa ed accurata nei limiti del possibile, occorre considerare una quarta componente finanziaria, cioè il trattamento fiscale imposto sui parametri finanziari del servizio: premi pagati, rendite finali, capitali alla scadenza (in opzione alle precedenti).

La sua considerazione permetterà una più corretta percezione della qualità del prodotto assicurativo e, soprattutto, una analisi compara degli atteggiamenti che i singoli paesi hanno nei confronti di un servizio che, certamente col tempo, tenderà ad omogeizzarsi in tutti i paesi dell’Unione.

A questo proposito riportiamo i risultati di un egregio lavoro di raccolta e di analisi condotto dall’ ISVAP, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni Private (Via V. Colonna, 39 – Roma), sulle polizze vita in generale (rendita, miste, caso morte).

DISCIPLINA FISCALE DEI PREMI PAGATI

BELGIO

Per i premi pagati a partire dal periodo d’imposta 1993, in luogo del previgente regime della deduzione dal reddito imponibile è ammessa una detrazione d’imposta, calcolata in base all’aliquota media dell’imposta personale sul reddito del soggetto, che varia dal 30% al 40% dei premi, in un ammontare massimo di 66.000 franchi indicizzato di anno in anno. Condizione per la detraibilità è che il contratto abbia durata non inferiore a 10 anni e che beneficiari delle prestazioni in caso di morte siano il coniuge o i parenti fino al secondo grado.

Per le polizze solo caso vita, ai fini dell’agevolazione il contratto deve essere stipulato prima del compimento di una certa età (65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne).

FRANCIA

Detrazione d’imposta del 25% dei premi riservati all’operazione di risparmio (il premio di risparmio è determinato forfettariamente nell’80% del premio totale), fino a concorrenza di un plafond di 4.000 franchi (aumentato di 1.000 per ogni figlio a carico), se in contratto ha una durata on inferiore a 8 anni e sia stato stipulato o rinnovato in data antecedente al 20 settembre 1995.

Per i contratti stipulati a partire da tale data la detrazione è consentita esclusivamente ai soggetti la cui imposta personale sul reddito non supera i 7.000 franchi. Non sono ammessi in detrazioni i premi pagati per assicurazioni temporanee caso morte, salvo il caso delle assicurazioni stipulate a favore di bambini portatori di handicap per le quali la detrazione è di 7.000 franchi più 1.500 franchi per ogni bambino a carico.

IRLANDA

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