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di Camilla Bovo

PADOVA – Due minorenni sono stati arrestati per detenzione e spaccio di stupefacenti, giovedì a Monselice (Padova). I due, un sedicenne e un diciasettenne, abitano con le famiglie nella zona e da diversi mesi avevano scelto un angolo appartato del parco Buzzaccarini come base per lo spaccio. Tra i clienti ci sarebbero giovani e giovanissimi, persino ragazzini delle medie inferiori. È questo il quadro emerso dalle indagini dei carabinieri di Monselice, che sono riusciti a bloccare i due.

Il sospetto di un giro di droga è stato confermato dai carabinieri grazie agli accurati controlli messi in atto nel parco dopo i gravi episodi di bullismo dei mesi scorsi. I militari hanno atteso pazientemente e infine nel tardo pomeriggio di giovedì hanno sorpreso i due mentre spacciavano, dietro alla ghiacciaia, nel cuore del parco. Li hanno perquisiti, rinvenendo droga e denaro. In tasca, il più grande aveva 35 grammi di marijuana, il minore 220 euro, possibile provento di spaccio. Nell’abitazione del maggiore, inoltre, sono stati trovati 42 grammi di hashish, 20 di cocaina e 170 di marijuana, oltre a un bilancio di precisione. Sono scattate le manette e gli adolescenti sono stati portati nel carcere minorile di Treviso.

Ma chi sono questi baby spacciatori? Entrambi italiani, con famiglie solide e benestanti. Non spacciavano certo per far fronte alle difficoltà economiche dei genitori, dicono gli investigatori, ma piuttosto per potersi permettere l’ultimo modello di cellulare o capi di abbigliamento firmati. Uno di loro non andava bene a scuola, tanto che, bocciato più volte, stava ancora frequentando la scuola media inferiore. L’altro in qualche modo se la cavava e frequentava una scuola media superiore.

La notizia del loro arresto ha fatto sprofondare nella disperazione i genitori, che hanno dichiarato di non immaginare nemmeno in quali guai si fossero cacciati i loro figli. Intanto il dato più allarmante di tutta la vicenda è l’età di questi ragazzi, sempre più bassa. Non solo i due spacciatori erano minorenni, ma tra i consumatori ci sarebbero addirittura ragazzini delle medie. Altro dato allarmante è il luogo in cui si verificava lo spaccio: esattamente lo stesso teatro dei soprusi di altri tre adolescenti ai danni di bimbi più piccoli. E dalle indagini sembrerebbe che almeno uno dei due spacciatori sia collegato in qualche modo alla baby gang.

Sabato 08 Ottobre 2011 – 15:13 Ultimo aggiornamento: Domenica 09 Ottobre – 21:05

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