Stabile di Roma in evidenza

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23:50 – sabato 15 dicembre 2007

Cesare Lievi

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Stabile di Roma in evidenza

Ancora una volta sono in programma, nel giro di poche sere, due importanti “prime” a Roma, che in questo inizio di stagione

sta dimostrando un’insolita vitalità produttiva: sabato 3 debutta al Teatro ArgentinaI giganti della montagna, l’ultima opera di Pirandello che l’autore, morendo, lasciò incompiuta. Ad affrontarla, in un nuovo allestimento che si aggiunge a quelli celebri del passato, è la compagnia Lombardi-Tiezzi, che ha chiesto al drammaturgo siciliano Franco Scaldati di inventare un finale.

La regia di Federico Tiezzi vuole interrogarsi sul confronto e lo scontro dei diversi linguaggi espressivi con l’omologazione causata dalla società attuale: per questo lo spettacolo, che filtra la fiaba pirandelliana attraverso richiami a Fellini e Pasolini, accosta varie discipline, la recitazione, la musica, la danza, il cinema, le arti visive. A Sandro Lombardi, che con Tiezzi ha curato anche la drammaturgia, tocca il ruolo del mago Cotrone, mentre quello di Ilse, la contessa che per il teatro si è rovinata, è affidato a Iaia Forte.

Da martedì 6 al Teatro India va invece in scena uno dei testi più aguzzi e inquietanti di Thomas Bernhard, Ritter, Dene, Voss, sotto la direzione di un grande esperto e appassionato del mondo dell’autore austriaco come il regista Piero Maccarinelli, che già ne ha egregiamente realizzato Il riformatore del mondo, Alla meta, Prima della pensione. Di assoluto risalto i tre interpreti, che sono Massimo Popolizio, Maria Paiato e Manuela Mandracchia.

Il titolo, come forse qualcuno ricorda, si riferisce – in un paradossale gioco di specchi – a Ilse Ritter, Kirsten Dene e Gert Voss, i tre attori che per primi lo rappresentarono nell’86. E attrici, nella finzione scenica, sono anche le due contorte

protagoniste femminili, mentre il terzo è lo squinternato autore di un trattato di logica, che torna nella casa di famiglia dopo uno dei suoi periodici, volontari ricoveri in manicomio: una figura che sembra indirettamente alludere al filosofo Ludwig Wittgenstein.

Sempre martedì 6, al Teatro Sociale di Brescia, debutta il nuovo spettacolo firmato da Cesare Lievi per il centro Teatrale Bresciano, L’una e l’altra, un testo di Botho Strauss mai rappresentato in Italia: nel suo tipico stile ellittico, l’autore tedesco sviluppa le storie di due donne che il destino sembra giocare a far incontrare a più riprese, attraverso imprevedibili

vicende di amori incrociati. La scenografia è di Margherita Palli, le protagoniste sono Paola Mannoni e Ludovica Modugno.

di renato palazzi

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