“Scuola a pezzi”

giovedì 03 giugno 2004, ore 18.31

“Scuola a pezzi”

La fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la modifica dei criteri di attribuzione dei punteggi per la formazione delle graduatorie dei docenti precari. Una modifica decisa dalla maggioranza in Parlamento nei giorni scorsi, quando già il termine del 21 maggio per la presentazione delle domande era scaduto. Ora i precari avranno tempo fino al 14 giugno per integrare la documentazione sulla base delle novità introdotte nella legislazione. Poi, in un mese e mezzo, il Ministero dell’Istruzione dovrà compilare le nuove graduatorie.

Ma è solo l’ultimo atto, secondo la Cgil Scuola, di una gestione che sta provocando gravi disagi. Sul banco degli imputati c’è ovviamente Letizia Moratti. Il ministro aveva annunciato un piano in 5 anni con finanziamenti per oltre 8 miliardi di euro. In realtà, dice la Cgil, le risorse effettivamente stanziate ammonterebbero ad appena 90 milioni. Con il risultato che negli ultimi tre anni il bilancio della scuola italiana sarebbe stato decurtato di oltre 2 miliardi di euro e il numero dei docenti ridotto di 34 mila unità.

Fra i settori colpiti, anche quello degli insegnanti di sostegno, diminuiti in Emilia-Romagna del 2 per cento nonostante un aumento del 7 per cento dei bambini disabili. Anche l’enfasi sull’insegnamento dell’inglese nasconderebbe una realtà ben diversa. Secondo la Cgil, sulla base dei decreti attuativi della riforma Moratti per le prime classi delle scuole medie, nel prossimo anno scolastico le ore di insegnamento della lingua inglese diminuirebbero da 99 a 54 all’anno.

Non meno seria la situazione sul fronte degli organici. Nelle scuole della nostra provincia le cattedre da coprire entro il prossimo 1° settembre sono 658. Ma le assunzioni in ruolo decise dal Ministero – denuncia la Cgil – consentiranno di coprire appena 123 posti liberi: meno del 20 per cento del totale.

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