“A breve un decreto sugli enti locali”

Politica

‘Delrio me lo firma il santino del crocifisso di Cutro?’. ‘Certo, noi vogliamo bene al crocifisso e ai cutresi onesti’.

L’ex sindaco di Reggio risponde con un pizzico di sarcasmo a sua volta e con fermezza a chi, tra l’ironico e il polemico, gli ricorda il viaggio a Cutro in campagna elettorale nel 2009, di cui anche la Dda gli chiese nell’ambito dell’inchiesta Aemilia.

Infiltrazioni della criminalità organizzata, e poi presunte tangenti e procedure d’appalto truccate, come emerge dall’ultima inchiesta choc in ordine di tempo, quella della procura di Firenze: la corruzione ‘è uno dei mali maggiori dell’Italia’ dice Graziano Delrio, ‘per questo siamo orgogliosi di dire che la settimana prossima approveremo il decreto anti-corruzione’.

Un’inchiesta che per ora, tra le sue conseguenze, ha avuto quella delle dimissioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, per i suoi presunti rapporti di stretta conoscenza con il principale inagato, l’ex capo della struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza. Sulle dimissioni del collega di governo ‘ha fatto quello che sentiva e secondo me ha fatto bene per sè e per la sua famiglia’ dice il sottosegretario. No comment invece da Delrio quando gli chiediamo se sarà lui a succedere a Lupi. No comment anche sulle dichiarazioni di D’Alema, che nelle ultime ore, dalla platea dell’assemblea della sinistra del Pd, ha accusato Renzi di aver ‘creato un partito personale gestito con arroganza’.

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio era in città, invitato dall’associazione ‘La Pira’ in collaborazione con ‘Camposamarotto’, per presentare il suo ultimo libro, ‘Cambiando l’Italia: ritrovare la politica, ritrovare la fiducia’. Un anno del governo Renzi. ‘Abbiamo fatto capire che c’è possibilità di ripresa, ad esempio con una riforma del lavoro che sta già aumentando l’occupazione…si può fare sempre meglio. I sindaci che chiedono una …

UN ARTIGIANO SICILIANO ACCUSA FENDI

Brevetta un modello di scarpa con il tacco, ma la vede in vendita in un negozio Fendi. E’ battaglia

SIRACUSA – Da un anno ha ingaggiato una vertenza giudiziaria con uno dei colossi della moda italiana, le sorelle Fendi, per rivendicare la titolarità del brevetto di un modello di calzature per donna senza tacco che riesce a far guadagnare diversi centimetri di statura a chi le indossa. Protagonista della vicenda, ricostruita stamane sulle pagine del quotidiano «La Sicilia», è un ciabattino di Noto, Sebastiano Ferla, di 74 anni. L’artigiano sostiene di avere brevettato il sistema, poi adottato dal marchio Fendi. Ma ora la battaglia giudiziaria dalle aule della sezione distaccata di Avola del Tribunale di Siracusa, rischia di spostarsi negli uffici giudiziari di Roma.

E l’ anziano ciabattino

sta meditando di gettare la spugna: da una parte la prospettiva di un impegno economico, che si annuncia di un certo peso, per portare avanti il procedimento, dall’ altra la prospettiva che il brevetto del quale è titolare possa essere utilizzato all’ estero. «Fino ad ora ho realizzato circa 70 paia di scarpe – spiega Sebastiano Ferla – la gran parte le ho regalate alle mie nipoti. Ma adesso un’ amica di famiglia che risiede in Svizzera proverà a giocare la carta della vendita di diritti di sfruttamento del brevetto all’estero. Anche perchè, visto che il costo finale di vendita del prodotto è decisamente elevato, una produzione artigianale non avrebbe futuro».

Sebastiano Ferla

ripercorre le tappe della vicenda, dal momento in cui sette anni fa scoprì casualmente mentre lavorava un tipo di calzatura elevata posteriormente, grazie all’inserimento di una lamina di acciaio, sino al complesso iter per brevettare questa idea. Poi la sorpresa: calzature Fendi del tipo di quelle che aveva realizzato nella sua bottega di Noto si trovavano in vendita in …

sessantenne muore poche ore dopo

BELLUNO – Diffamazione on line ripetuta negli anni. E il giudice ordina di chiudere il sito www.vajont.info (non è il sito ufficiale sul disastro del 1963), impedendone anche l’accesso da parte dei 226 internet service provider italiani. Il provvedimento, disposto dal gip di Belluno Aldo Giancotti, riguarda un bellunese di 54 anni, Tiziano Dal Farra, gestore del sito in questione, più volte condannato per diffamazione in seguito alla sua attività on line, indagato nell’inchiesta che ha portato il giudice ad attuare un provvedimento decisamente poco frequente in Italia.

A finire nel mirino della magistratura, una frase dai toni e contenuti «gravemente diffamatori» nei confronti dei parlamentari Maurizio Paniz (Pdl) e del suo collega Domenico Scilipoti. Nel corso degli anni, Dal Farra ha preso di mira politici, amministratori locali (dagli ex sindaci di Longarone Gioachino Bratti e Pierluigi De Cesero, passando per l’attuale Roberto Padrin) e pure giornalisti, «rei» di aver riferito sulle pagine dei quotidiani le sue vicende giudiziarie.

Ma c’è chi, in questo provvedimento del gip, vede un serio pericolo legato alla libertà di informazione: è l’avvocato Fulvio Sarzana, esperto di diritto e internet. «Al di là della specifica vicenda – commenta sul suo blog – il consolidamento di questa prassi appare in grado di ledere gravemente i diritti all’informazione dei cittadini italiani, che potrebbero vedere scomparire dal mondo della rete interi quotidiani, blog, portali, in virtù di una o più frasi ritenute lesive dei diritti di un singolo cittadino. Mai, in precedenza, la magistratura aveva adottato la misura di inibire l’accesso a un portale, a carico di un così rilevante numero di internet providers».

Sull’argomento è intervenuto anche il senatore della Lega e sindaco di Feltre, Gianvittore Vaccari: «Quello del Vajont è stato un dramma collettivo. Ci vuole rispetto e la massima sobrietà da parte di tutti».

Soddisfatto …

Gran Torneo dei Quartieri di Sessa Aurunca

Gran Torneo dei Quartieri di Sessa Aurunca

Il Carmine vince il palio ORESTE D’ONOFRIO

È il Carmine il vincitore della quindicesima edizione del Gran Torneo dei Quartieri. I supporter hanno festeggiato per l’intera notte la vittoria che è stata accolta con maggiore soddisfazione, in quanto arrivata dopo un avvincente finale con altri due quartieri (Borgo Nuovo e Duomo) in una manciata di punti fino all’ultima gara.

Il Palio 2004 è stato assegnato al quartiere Carmine, oltre che per la bravura degli atleti anche per la benevolenza della dea bendata che ha favorito il quartiere nel sorteggio per l’abbinamento ai balestrieri della compagnia di Norcia. E proprio il vincitore dell’attesissima e avvincente gara – che continua a costituire uno dei momenti più esaltanti del Gran Torneo – è stato abbinato al quartiere Carmine che ha potuto fruire del punteggio massimo.

In un tripudio di colori che rappresentavano i sei quartieri partecipanti, in un clima da tifo da stadio, tra simpatici “olé e sfottò (soprattutto tra i supporter del quartiere Carmine e quelli del quartiere Borgo Nuovo, classificatosi al secondo posto ad un solo punto dal vincitore) si è svolta, nella piazza XX Settembre, la fase finale dei giochi, preceduta da esibizioni degli sbandieratori di Viterbo e di Cori.

Il pomeriggio era iniziato con il corteo storico in costume, che ha rievocato l’ingresso in Sessa Aurunca di Giovanni d’Angiò, avvenuto nel 1459 al tempo della prima congiura dei Baroni, accolto dal duca Marino Marzano, dalla splendida consorte Eleonora d’Aragona e dalla corte ducale della città. Il corteo ha sfilato, tra gli applausi degli spettatori, lungo il corso Lucilio e le vie del centro storico.

È doverosa qualche nota. Quest’anno hanno partecipato solo sei dei nove quartieri. Bisogna evitare che ciò accada nei prossimi anni. Come pure sono da evitare i cosiddetti “tempi …

19° Cimento invernale: Caipirinha cala il tris

Uff. Stampa Fraglia Vela Desenzano

Con un ander sugli 8/10 nodi si è conclusa domenica 31 gennaio l’ultima giornata di regate del 19° Cimento Invernale iniziato l’8 novembre ’09.

Grande successo per questa manifestazione che esibisce tutto il proprio fascino fra le nebbie di novembre e la neve bassa di un gennaio particolarmente gelido e ventoso.

Trentanove le imbarcazioni al via con oltre centocinquanta regatanti, veri e propri temerari della vela, appassionati al punto tale da sfidare temperature record per la storia di questo quasi ventennale Cimento.

Domina nella Classe Protagonist “Caipirinha”(che si aggiudica anche la Ski Yachting), timonata da Martin Reintjes (FVD), 2° “Folegandros” con Andrea Zuklic (NCMoniga), 3° “C’est moi” di Rocco Fanello (FVD), 4° “Aquilotto” con Paolo Di Lecce (FVD) e 5° “Spirito Libero” con Claudio Bazoli (FVD).

Nella Classe Mista in compensato vince “Ileus IV” di Alessandro Luzzati (FVD) , 2° “Lancillotto Univela” di Marco Clementi ( YCAcquafresca) e 3° “Quercia Univela” di Umberto Modena (LNI Garda).

Nella Classe Dolphin 81 il campione di casa Bruno Fezzardi su “30Nodi” (FVDesenzano) si aggiudica il 1° posto davanti a “Flipper” di Claudio Sonda timonato da Enrico Sinibaldi (FVD); ottimo il 3° posto di “Aldebaran” del lonatese team di Baraimbo (FVD), 4° “N’Do It” di Francesco Crippa (FVD) e 5° “Twister” di Flavio Bocchio timonato dal giovanissimo Mattia Polettini (FVD).

Per la speciale sezione “Scuola Vela” 1° posto a Stefano Palumbo che ha sorpassato per un punto, dopo un combattuto campionato, Aldo Cristadoro arrivato 2° e 3° Michele Longhi, sempre della Fraglia Vela Desenzano.

Nei Meteor vittoria di “Pilar” con Stefano Savoia seguito da “Milonda” con Renato Ongetta e “Miseria nera” di Pier Acquaviva, tutti della Fraglia di Desenzano.

La Ski Yachting, abbinata all’ultima domenica di regate è ormai diventata un classico ed è senz’altro record con trentasette sciatori …

Italintesa sotto inchiesta

venerdì 04 febbraio 2005, ore 19.31

Italintesa sotto inchiesta

L’inchiesta aperta nel giugno 2004 dalla Procura di Reggio sulla crisi di Italintesa potrebbe essere ad una svolta. Nelle settimane scorse il sostituto procuratore Luca Guerzoni ha iscritto nel registro degli indagati i nomi di quattro persone. I più noti sono quelli del presidente della società, il commercialista Franco Ferrari, e del finanziere Andrea Vezzani, fondatore di Italintesa, amministratore delegato fino al dicembre 2001 e consigliere fino alla fine del 2002. Sono stati raggiunti da avvisi di garanzia anche la madre di Vezzani, Rosanna Cerlini, e il professionista veronese Ermanno Sgaravato, presidente del consiglio di amministrazione dal luglio 2002 al luglio 2003.

Le ipotesi di reato sono quelle di false comunicazioni sociali e aggiotaggio. A carico degli indagati, il sostituto procuratore Guerzoni ha disposto una serie di accertamenti bancari e patrimoniali. Contestualmente, su ordine della Procura, gli agenti della Guardia di Finanza di Reggio hanno eseguito una raffica di perquisizioni, sia nelle abitazioni di alcuni degli indagati, sia presso gli uffici della società, passando al setaccio la sede legale di piazza della Vittoria e quella operativa di viale Isonzo. Le Fiamme Gialle stanno ora esaminando la copiosa documentazione sequestrata nel corso delle perquisizioni.

L’inchiesta trae origine da un esposto-denuncia presentato nel marzo dell’anno scorso da due ex amministratori di Italintesa, Giuseppe Aspra e Federico Pozzi. Un secondo esposto sulla vicenda, dai contenuti analoghi, è stato presentato dall’ex consigliere Michele Petrone alle Procure di Roma, Milano e Bologna, che hanno trasmesso gli atti per competenza a Reggio.

Fondata nel 1998 e attiva nel settore del trading sui prodotti derivati, Italintesa conobbe inizialmente un effimero successo, arrivando a contare un migliaio di soci. La crisi esplose poco più di un anno fa, quando dai conti della finanziaria emersero perdite per 11 milioni di …

21, ovvero numero feticcio per CoSTUME NATIONAL

TREVISO (31 luglio) – Un’odissea per 150 persone. È quella che ieri è andata in scena all’aeroporto Canova di Treviso. Le 150 persone avevano regolarmente pagato un biglietto della Ryanair per volare sino a Londra. Ma tra un ritardo e l’altro hanno dovuto attendere quasi 24 ore prima di salire a bordo di un aereo diretto a Stansted, a una sessantina di chilometri dalla capitale inglese.

La partenza era prevista per giovedì sera alle 22.25, ma di rinvio in rinvio è slittata fino alle 21 del giorno dopo. Quasi tutti i passeggeri hanno trascorso la notte in aeroporto, dormendo sul pavimento, in mezzo ai bagagli. Tra loro anche alcuni neonati e due anziani in sedia a rotelle. In pochi hanno ripiegato in hotel. «Siamo rimasti senza spiegazioni e senza assistenza – gridavano distesi per terra – siamo stati trattati come animali».

Al Canova non c’è nemmeno un responsabile della Ryanair. E alla biglietteria nessuno sapeva dar spiegazioni o far previsioni. Lo spostamento della partenza è stato scandito solo dall’altoparlante. Anche per questo le proteste dei passeggeri sono presto salite di tono. Il volo delle 22.25 è stato spostato una prima volta a mezzanotte. Poi all’una. «Ma all’una e mezza ci hanno fatto riprendere i bagagli – racconta Cristiano Saturnini – dicendoci di tornare alle sette». Per partire alle nove. E visto che mancavano 5 ore molti hanno passato la notte in aeroporto.

La partenza, però, è stata nuovamente spostata, alle 17.20. E poi ancora alle 19.40. Nel frattempo altri aerei decollavano regolarmente per Londra. «Volevamo occupare i gate – spiega Matteo Zorzi – ma la polizia ha detto che sarebbe stata costretta a usare la forza». L’odissea è finita solo alle 20.40, quando si sono aperte le porte per l’imbarco grazie a un aereo che la compagnia irlandese spiega di …

La Repubblica/affari&finanza;: I Conti Sono Difficili Per Il Libraio On Line

per il libraio on line

di EUGENIO OCCORSIO

Quando Jeff Bezos venne nominato “uomo dell’anno” da Time all’inizio del 2000, il mondo sembrava appartenergli. Con la sua libreria on line Amazon.com aveva sconvolto le regole del commercio elettronico: aveva costretto ad aprire in fretta negozi virtuali le maggiori catene del mondo come Barnes and Noble salvo poi sconfiggerle sul terreno, aveva appena annunciato una raffica di acquisizioni all’insegna del motto “Anything”, come dire “arriveremo a vendere tutto via Internet”, aveva soprattutto creato uno di quei mostri borsistici che facevano gridare all’ “irrazionale esuberanza” Alan Greenspan (il titolo era salito da 1,50 a 113 dollari in due anni) ma che lasciavano a bocca aperta migliaia di giovani fanatici e desiderosi di imitarlo. Le biografie si sprecavano, si cercavano i paragoni più spericolati. Uno lo offriva lui stesso: “Mi piace compararmi a Thomas Edison (l’inventore della lampadina, ndr) o a Walt Disney: innovatori, geniali, grandi uomini d’affari”. C’era anche chi, compulsando le annate arretrate di Time aveva scoperto che lui, a 37 anni, era uno dei più giovani “uomini dell’anno” dell’ultrasecolare istituzione: meglio avevano fatto solo il trasvolatore atlantico Charles Lindbergh nel 1927 (25 anni), la Regina Elisabetta nel 1952 (di anni la sovrana ne aveva allora solo 26) e Marthin Luther King, prescelto nel 1963 a 36 anni.

Si era andati un po’ sopra le righe, decisamente. Qualcuno per la verità cominciava a insinuare qualche dubbio: l’azienda veniva affettuosamente soprannominata Amazon.mom perché per lanciarla, nel 1995, Bezos aveva prosciugato i risparmi dei genitori, la volitiva casalinga Jackie e il grintoso Mike, arrivato in un container da Cuba a 15 anni e diventato con la forza di volontà ingegnere alla Exxon. Ma qualcun altro la chiamava Amazon.org, laddove “org” è il suffisso Internet delle organizzazioni non governative, quelle nonprofit. E proprio la …

Ore 9.05: al polo scolastico scatta l’emergenza

Cronaca

Ore 9.05: al polo scolastico di via Makallè, il più grande della nostra provincia, scatta l’emergenza. 4.500 studenti escono velocemente dalle aule in cui sono in corso le lezioni. Insieme a loro 500 insegnanti, tecnici, impiegati e ausiliari. Cinquemila persone che, contemporaneamente, si radunano nella grande area esterna, nei diversi punti di raccolta previsti e contrassegnati da cartelli. Osservatori attenti, i professionisti reggiani del soccorso, un articolato sistema che comprende vigili del fuoco e operatori del 118, coadiuvati da mezzi e squadre d’intervento, e poi volontari e tecnici del Coordinamento provinciale delle associazioni di Protezione civile, mobilitati con più di cinquanta persone. E ancora, forze dell’ordine e polizia municipale. Anche un drone del Collegio dei geometri, richiesto dall’istituto Secchi, sorvola l’area per fare riprese: serviranno ai tecnici per studiare i dettagli della complessa operazione.

È la più grande prova di evacuazione, a sorpresa, mai effettuata nella nostra provincia nell’ultimo decennio e, per numeri in campo, una delle principali su scala nazionale. Per iniziativa del Dipartimento di sanità pubblica dell’Azienda Usl, della Protezione civile provinciale e della Commissione sicurezza scuole viene simulata una situazione di emergenza, come potrebbe accadere, ad esempio, nel malaugurato caso di un terremoto. Cinque le scuole superiori coinvolte: Bus Pascal, istituto tecnico per geometri Secchi, liceo Matilde di Canossa, Iti Nobili e Ipsia Lombardini. In sei, sette minuti tutte le cinquemila persone che studiano e lavorano in questa vera e propria cittadella dell’educazione, grande quanto un paese, sono fuori dagli edifici. Circa mezz’ora dopo l’evacuazione si conclude e tutti rientrano in classe e negli uffici.

L’esercitazione sembra aver funzionato senza particolari problemi. Già dai prossimi giorni, grazie anche alle fotografie e alle immagini video riprese da più punti di vista, i tecnici valuteranno se il piano generale di evacuazione e i piani dei singoli istituti hanno …

Una Scelta Decisiva Per Il Pays Du Mont-Blanc

NO al ritorno dei TIR

Gli autonomisti autentici a fianco dei Verdi

La proposta di legge presentata dai Consiglieri regionali Verdi Alternativi per un Referendum regionale popolare consultivo sul tipo di traffico da far passare nel Tunnel del Monte Bianco è stata bocciata dalla maggioranza del Consiglio della Valle d’Aosta.

L’Union Valdôtaine ed alleati non vogliono una consultazione popolare sul transito dei TIR perché ne temono gli esiti.

Per due volte nel giro di un anno la maggioranza regionale ha operato in modo da impedire che la volontà popolare si potesse esprimere. L’anno scorso si è fatto di tutto per evitare un confronto ed una decisione popolare sulla spendibilità dell’esame di stato superato in Valle d’Aosta, adesso si vuole impedire alla popolazione valdostana di esprimersi su un’altra scelta decisiva per i prossimi decenni: il ritorno di migliaia di Tir ogni giorno attraverso l’intera Valle d’Aosta.

C’è paura della democrazia diretta in Valle d’Aosta. Si parla sempre della Svizzera come di un

modello, ma in Svizzera tutte le decisioni importanti sono prese tramite Referendum, dal popolo. In Valle d’Aosta invece tutto deve essere manovrato dall’alto.

Sono ormai sempre più numerose le persone che si ribellano a questi metodi. Un fatto significativo è successo in queste settimane: un gruppo di ex esponenti unionisti, ha promosso un Appello per il Referendum popolare consultivo esprimendo una chiara opposizione al ritorno massiccio dei Tir attraverso il Tunnel del Monte Bianco.

Henry Armand, Livio Munier, Leonardo Tamone, Ferruccio Truchet, Pia Morise e varie altre persone firmatarie dell’Appello dei 49 sono degli autentici autonomisti.

Il loro Appello è il segno che la frattura fra l’Union valdôtaine e chi, anche nel “campo valdostano”, non ne può più di un falso autonomismo fatto di degenerazione morale, assistenzialismo statale, devastazione del territorio, pressapochismo amministrativo, si sta approfondendo.

Per questo la …

Una famiglia distrutta

Cronaca

Una famiglia di immigrati arrivata, come tante, dal sud Italia in cerca di lavoro e di fortuna al Nord. Arrivata da Aliano, paesino di montagna di 1500 abitanti in provincia di Matera.

‘Una famiglia di lavoratori, venuti a Reggio alla fine degli anni Settanta. Qui Francesco e i suoi si erano inseriti subito, sempre lavorando e facendo grandi sacrifici’. Così descrive la famiglia Mango Alberto Di Sunno, per anni titolare dell’omonima azienda di trasporti di Sant’Ilario. Francesco Mango, come camionista-padroncino, aveva lavorato per lui: trasportava polli. Poi, nei primi anni Novanta, quando l’azienda chiuse, decise di mettersi in proprio e di dedicarsi al commercio ambulante. Aveva acquistato il furgone-rosticceria con il quale da vent’anni girava nei mercati, soprattutto della Bassa reggiana, vendendo polli e carni allo spiedo. Quel furgone all’origine della tragedia che oggi ha distrutto una famiglia e ne ha segnato una seconda.

Perchè insieme a Francesco Mango, ora ricoverato all’ospedale Maggiore di Parma con gravissime ustioni, lavoravano la moglie Teresa Montagna di 49 anni, anch’essa lucana, la figlia Rossana di 27, da poco laureata in giurisprudenza, e la cognata Bianca Maria Montagna, 43 anni, che abitava a Brescello. Le tre donne hanno perso la vita nel terribile rogo del mercato di Guastalla.

L’abitazione di Francesco, Teresa e Rossana è a Sant’Ilario, in via Polesine. Nel paese della Val d’Enza abitano altri parenti, distrutti dal dolore. In segno di cordoglio per le vittime, il sindaco di Sant’Ilario, Marcello Moretti, in accordo con il collega di Guastalla Giorgio Benaglia, ha disposto tre giorni di lutto cittadino, con sospensione di tutte le manifestazioni in programma.

Cordoglio, per voce del presidente della regione Vito De Filippo, è arrivato anche dalla Basilicata. Quella stessa terra da cui i Mango erano partiti tanti anni fa in cerca di fortuna.…

Sogas, Oliverio spinge Reggio verso Lamezia

porca miseria perchè?condoglianze alla famiglia

commento inviato il 24-12-2010 alle 23:11 da sabry

……………………..Come ben dice Doriano, la prima riflessione è: PERCHE’? Perchè, per esempio, alla feccia umana che gira con grandi quantitativi di droga in pancia va sempre bene? Perchè chi guida ubriaco pur provocando una strage si salva? Si potrebbe continuare con gli esempi, ma non è mia intenzione far polemiche; mi chiedo soltanto quale disegno divino possa contemplare queste iniquità, e se è vero che Dio esiste ed è giusto, che senso ha la nostra vita fatta di sofferenze? Forse è vero che siamo di passaggio e che un’altra vita migliore ci aspetta… E’ forse la nostra esistenza terrena lo scotto da pagare per meritare l’amore di Dio? Intanto per noi è qui l’inferno: per questi poveri genitori, per chi è malato, per chi subisce…almeno fossimo tutti dotati di una robusta fede che ci venisse in soccorso nei momenti di immenso dolore come questo, ma non tutti l’abbiamo, e non va meglio nemmeno per chi vuole imparare ad amare Dio (nonostante tutto)…potremo mai vivere in pace in base ai nostri meriti?

Mi stringo al dolore della Famiglia.

commento inviato il 24-12-2010 alle 21:04 da CINZIA

Quando succedono tragedie come questa che “strappano” dalla vita persone giovani e giovanissime gli interrogativi che ci pone sono molti, ma il “grido” che per primo echeggia è quello del “perchè?”. Non credo esistano risposte ben precise ai “perchè”, nonostante le “rassicurazioni” che vengono, per chi crede nella giustizia Divina, dai Teologi o dahli uomini di fede. Le famiglie colpite da simili lutti sono segnate per sempre e non è pensabile che neppure per un istante sentano di essere “state abbandonate”. E’ il grande “mistero” della vita dell’uomo; siamo certi di quando siamo nati ma da quel momento in poi, in qualsiasi …

25 anni di teatro in video al Crt

Milano, 23 novembre 2005 – La conservazione del ricordo di uno spettacolo teatrale è un problema che anche le moderne tecnologie di ripresa audio e video non contribuiscono a risolvere, perché hanno costi spesso incompatibili coi magri bilanci degli enti teatrali e delle compagnie o perché mancano le figure professionali addette. Esistono numeri fondi che custodiscono manoscritti, spartiti, libretti d’opera, fotografie, costumi e cimeli vari, ma l’immagine in movimento, quella, è un’esperienza che lo spettatore teatrale difficilmente può ritrovare. Si può obiettare che il teatro è fatto per essere vissuto in presa diretta, ma la diffusione dei filmati – anche on line – costituisce un’opportunità di ampliamento del bacino del pubblico potenziale che soprattutto le realtà distanti dai circuiti ufficiali potrebbero validamente utilizzare. Senza poi contare sull’indubbio valore documentale che le registrazioni assumono col trascorrere degli anni. Giunge dunque gradita la comunicazione che il Crt – Centro di ricerca per il teatro di Millano ha terminato di mettere on line sul sito www.teatrocrt.it il suo catalogo video, forte di oltre 350 titoli. Un patrimonio accumulato con lungimiranza in quasi trent’anni di teatro, grazie anche a sovvenzionamenti pubblici e privati .

Tra i «reperti» filmati presenti nell’archivio storico – che tuttavia non si possono consultare on line ma solo recandosi fisicamente a Milano e solo su appuntamento (telefono 02.881298) i fondi Kantor e Grotowski, con le registrazioni degli spettacoli milanesi dei due maestri, con interviste inedite e registrazioni delle prove. E poi i video di Odin Teatret, Carlo Cecchi, Leo De Berardinis e Giorgio Barberio Corsetti, Pippo Delbono, Claudio Morganti, Danio Manfredini, Cèsar Brie, Teatro Valdoca, Marco Baliani, Motus, Bread & Puppet, Meredith Monk, Krzysztof Zanussi e molti altri. Presente anche una raccolta di danza realizzata con il Teatro alla Scala e Milano Aperta e una di tradizioni orientali e teatro …

7 gennaio, domani in città Gentiloni

Attualità

I principi fondanti della Costituzione saranno al centro domani, come sempre, delle celebrazioni cittadine in onore della bandiera italiana. 218 anni fa, a Reggio Emilia vide la luce il Primo Tricolore, allora vessillo della Repubblica Cispadana. Era infatti il 27 dicembre 1796 quando nell’attuale sala del Tricolore, casa del consiglio comunale della città, si riunì il primo Congresso delle città cispadane, Reggio, Modena, Bologna e Ferrara. E poi pochi giorni dopo, il 7 gennaio 1797, su proposta del deputato romagnolo Giuseppe Compagnoni, il Tricolore divenne la bandiera della neonata repubblica.

Sarà il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Paolo Gentiloni domani il rappresentante in città delle istituzioni nazionali. Tre i principali momenti celebrativi che scandiranno la mattinata: il primo alle 10.30, con l’Alzabandiera e gli onori militari in piazza Prampolini; il secondo a seguire, a invito, in sala del Tricolore, con la consegna della Costituzione italiana ad alcune delegazioni di studenti reggiani. Il terzo e ultimo a partire dalle 11.30 al teatro Ariosto di piazza della Vittoria. Numerosi i rappresentanti delle istituzioni che si alterneranno sul palco, presentati dalla collega Stefania Bondavalli, e che precederanno l’intervento del ministro: il sindaco di Reggio Luca Vecchi, il presidente della Provincia Gianmaria Manghi, il presidente della Regione Stefano Bonaccini. Come da tradizione, chiuderà la mattina la Lectio magistralis, quest’anno tenuta da Giorgio Diritti, regista e sceneggiatore.

Nel pomeriggio di nuovo in sala del Tricolore le celebrazioni organizzate dal comitato Primo Tricolore a partire dalle 15.30. E’ prevista la lectio magistralis del vescovo di Reggio Massimo Camisasca sul tema ‘L’educazione al tricolore’, con la consegna di copia del vessillo a monsignor Camisasca e simbolicamente a papa Francesco.

Telereggio seguirà le celebrazioni con vari collegamenti in diretta, a partire dalle 8.30, nel corso di una puntata speciale di Buongiorno Reggio, condotta dal …

Riforma Delle Banche Popolari, Al Vaglio Della Corte Costituzionale La Norma Che Limita Il Diritto Di Recesso In Seguito Alla Trasformazione Della Banca Popolare In Spa: Parte L’iniziativa Codacons A Tutela Dei Soci Coinvolti!

giovedì, 1 gennaio 1970

RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI, AL VAGLIO DELLA CORTE COSTITUZIONALE LA NORMA CHE LIMITA IL DIRITTO DI RECESSO IN SEGUITO ALLA TRASFORMAZIONE DELLA BANCA POPOLARE IN SPA: PARTE L’INIZIATIVA CODACONS A TUTELA DEI SOCI COINVOLTI!

L’Associazione mette a disposizione degli azionisti di banche popolari trasformate in società per azioni che hanno esercitato il diritto di recesso, una diffida per richiedere il rimborso dell’intera quota di partecipazione azionaria

I FATTI. La riforma delle banche popolari, varata con D.L. n. 3 del 24.01.2015, ha previsto l’obbligo per le banche popolari con un attivo superiore agli 8 miliardi di euro di trasformarsi in società per azioni.

Molte banche popolari, dalla Banca Popolare di Milano a Veneto Banca alla Banca Popolare di Vincenza, hanno proceduto alla trasformazione, limitando o escludendo, contestualmente, il diritto di recesso dei soci.

Questi ultimi hanno visto fissare dalle banche, in relazione al diritto di recesso, un prezzo delle azioni totalmente difforme dalle più recenti comunicazioni, o, addirittura, hanno riscontrato l’esclusione totale di tale diritto di recesso da parte della banca o il suo riconoscimento solo parziale.

Tale operazione, lesiva dei diritti dei soci delle banche popolari, con perdite che possono arrivare sino all’80% di quanto investito, è stata possibile in virtù dell’art. 1 del D.L. n. 3 del 2015, nonché della relativa disciplina di attuazione della Banca d’Italia, che hanno previsto la limitazione del diritto di recesso dei soci di banche popolari che si trasformano in società per azioni.

Orbene, il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 5383 del 2.12.2016, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale di tale disciplina, e ha sospeso l’efficacia di alcune norme di attuazione di Banca d’Italia.

In sostanza, i giudici amministrativi hanno bloccato la riforma delle banche popolari, sostenendo l’illegittimità della limitazione del diritto di recesso dei …