Una Scelta Decisiva Per Il Pays Du Mont-Blanc

NO al ritorno dei TIR

Gli autonomisti autentici a fianco dei Verdi

La proposta di legge presentata dai Consiglieri regionali Verdi Alternativi per un Referendum regionale popolare consultivo sul tipo di traffico da far passare nel Tunnel del Monte Bianco è stata bocciata dalla maggioranza del Consiglio della Valle d’Aosta.

L’Union Valdôtaine ed alleati non vogliono una consultazione popolare sul transito dei TIR perché ne temono gli esiti.

Per due volte nel giro di un anno la maggioranza regionale ha operato in modo da impedire che la volontà popolare si potesse esprimere. L’anno scorso si è fatto di tutto per evitare un confronto ed una decisione popolare sulla spendibilità dell’esame di stato superato in Valle d’Aosta, adesso si vuole impedire alla popolazione valdostana di esprimersi su un’altra scelta decisiva per i prossimi decenni: il ritorno di migliaia di Tir ogni giorno attraverso l’intera Valle d’Aosta.

C’è paura della democrazia diretta in Valle d’Aosta. Si parla sempre della Svizzera come di un

modello, ma in Svizzera tutte le decisioni importanti sono prese tramite Referendum, dal popolo. In Valle d’Aosta invece tutto deve essere manovrato dall’alto.

Sono ormai sempre più numerose le persone che si ribellano a questi metodi. Un fatto significativo è successo in queste settimane: un gruppo di ex esponenti unionisti, ha promosso un Appello per il Referendum popolare consultivo esprimendo una chiara opposizione al ritorno massiccio dei Tir attraverso il Tunnel del Monte Bianco.

Henry Armand, Livio Munier, Leonardo Tamone, Ferruccio Truchet, Pia Morise e varie altre persone firmatarie dell’Appello dei 49 sono degli autentici autonomisti.

Il loro Appello è il segno che la frattura fra l’Union valdôtaine e chi, anche nel “campo valdostano”, non ne può più di un falso autonomismo fatto di degenerazione morale, assistenzialismo statale, devastazione del territorio, pressapochismo amministrativo, si sta approfondendo.

Per questo la …

Una famiglia distrutta

Cronaca

Una famiglia di immigrati arrivata, come tante, dal sud Italia in cerca di lavoro e di fortuna al Nord. Arrivata da Aliano, paesino di montagna di 1500 abitanti in provincia di Matera.

‘Una famiglia di lavoratori, venuti a Reggio alla fine degli anni Settanta. Qui Francesco e i suoi si erano inseriti subito, sempre lavorando e facendo grandi sacrifici’. Così descrive la famiglia Mango Alberto Di Sunno, per anni titolare dell’omonima azienda di trasporti di Sant’Ilario. Francesco Mango, come camionista-padroncino, aveva lavorato per lui: trasportava polli. Poi, nei primi anni Novanta, quando l’azienda chiuse, decise di mettersi in proprio e di dedicarsi al commercio ambulante. Aveva acquistato il furgone-rosticceria con il quale da vent’anni girava nei mercati, soprattutto della Bassa reggiana, vendendo polli e carni allo spiedo. Quel furgone all’origine della tragedia che oggi ha distrutto una famiglia e ne ha segnato una seconda.

Perchè insieme a Francesco Mango, ora ricoverato all’ospedale Maggiore di Parma con gravissime ustioni, lavoravano la moglie Teresa Montagna di 49 anni, anch’essa lucana, la figlia Rossana di 27, da poco laureata in giurisprudenza, e la cognata Bianca Maria Montagna, 43 anni, che abitava a Brescello. Le tre donne hanno perso la vita nel terribile rogo del mercato di Guastalla.

L’abitazione di Francesco, Teresa e Rossana è a Sant’Ilario, in via Polesine. Nel paese della Val d’Enza abitano altri parenti, distrutti dal dolore. In segno di cordoglio per le vittime, il sindaco di Sant’Ilario, Marcello Moretti, in accordo con il collega di Guastalla Giorgio Benaglia, ha disposto tre giorni di lutto cittadino, con sospensione di tutte le manifestazioni in programma.

Cordoglio, per voce del presidente della regione Vito De Filippo, è arrivato anche dalla Basilicata. Quella stessa terra da cui i Mango erano partiti tanti anni fa in cerca di fortuna.…

Sogas, Oliverio spinge Reggio verso Lamezia

porca miseria perchè?condoglianze alla famiglia

commento inviato il 24-12-2010 alle 23:11 da sabry

……………………..Come ben dice Doriano, la prima riflessione è: PERCHE’? Perchè, per esempio, alla feccia umana che gira con grandi quantitativi di droga in pancia va sempre bene? Perchè chi guida ubriaco pur provocando una strage si salva? Si potrebbe continuare con gli esempi, ma non è mia intenzione far polemiche; mi chiedo soltanto quale disegno divino possa contemplare queste iniquità, e se è vero che Dio esiste ed è giusto, che senso ha la nostra vita fatta di sofferenze? Forse è vero che siamo di passaggio e che un’altra vita migliore ci aspetta… E’ forse la nostra esistenza terrena lo scotto da pagare per meritare l’amore di Dio? Intanto per noi è qui l’inferno: per questi poveri genitori, per chi è malato, per chi subisce…almeno fossimo tutti dotati di una robusta fede che ci venisse in soccorso nei momenti di immenso dolore come questo, ma non tutti l’abbiamo, e non va meglio nemmeno per chi vuole imparare ad amare Dio (nonostante tutto)…potremo mai vivere in pace in base ai nostri meriti?

Mi stringo al dolore della Famiglia.

commento inviato il 24-12-2010 alle 21:04 da CINZIA

Quando succedono tragedie come questa che “strappano” dalla vita persone giovani e giovanissime gli interrogativi che ci pone sono molti, ma il “grido” che per primo echeggia è quello del “perchè?”. Non credo esistano risposte ben precise ai “perchè”, nonostante le “rassicurazioni” che vengono, per chi crede nella giustizia Divina, dai Teologi o dahli uomini di fede. Le famiglie colpite da simili lutti sono segnate per sempre e non è pensabile che neppure per un istante sentano di essere “state abbandonate”. E’ il grande “mistero” della vita dell’uomo; siamo certi di quando siamo nati ma da quel momento in poi, in qualsiasi …

25 anni di teatro in video al Crt

Milano, 23 novembre 2005 – La conservazione del ricordo di uno spettacolo teatrale è un problema che anche le moderne tecnologie di ripresa audio e video non contribuiscono a risolvere, perché hanno costi spesso incompatibili coi magri bilanci degli enti teatrali e delle compagnie o perché mancano le figure professionali addette. Esistono numeri fondi che custodiscono manoscritti, spartiti, libretti d’opera, fotografie, costumi e cimeli vari, ma l’immagine in movimento, quella, è un’esperienza che lo spettatore teatrale difficilmente può ritrovare. Si può obiettare che il teatro è fatto per essere vissuto in presa diretta, ma la diffusione dei filmati – anche on line – costituisce un’opportunità di ampliamento del bacino del pubblico potenziale che soprattutto le realtà distanti dai circuiti ufficiali potrebbero validamente utilizzare. Senza poi contare sull’indubbio valore documentale che le registrazioni assumono col trascorrere degli anni. Giunge dunque gradita la comunicazione che il Crt – Centro di ricerca per il teatro di Millano ha terminato di mettere on line sul sito www.teatrocrt.it il suo catalogo video, forte di oltre 350 titoli. Un patrimonio accumulato con lungimiranza in quasi trent’anni di teatro, grazie anche a sovvenzionamenti pubblici e privati .

Tra i «reperti» filmati presenti nell’archivio storico – che tuttavia non si possono consultare on line ma solo recandosi fisicamente a Milano e solo su appuntamento (telefono 02.881298) i fondi Kantor e Grotowski, con le registrazioni degli spettacoli milanesi dei due maestri, con interviste inedite e registrazioni delle prove. E poi i video di Odin Teatret, Carlo Cecchi, Leo De Berardinis e Giorgio Barberio Corsetti, Pippo Delbono, Claudio Morganti, Danio Manfredini, Cèsar Brie, Teatro Valdoca, Marco Baliani, Motus, Bread & Puppet, Meredith Monk, Krzysztof Zanussi e molti altri. Presente anche una raccolta di danza realizzata con il Teatro alla Scala e Milano Aperta e una di tradizioni orientali e teatro …

7 gennaio, domani in città Gentiloni

Attualità

I principi fondanti della Costituzione saranno al centro domani, come sempre, delle celebrazioni cittadine in onore della bandiera italiana. 218 anni fa, a Reggio Emilia vide la luce il Primo Tricolore, allora vessillo della Repubblica Cispadana. Era infatti il 27 dicembre 1796 quando nell’attuale sala del Tricolore, casa del consiglio comunale della città, si riunì il primo Congresso delle città cispadane, Reggio, Modena, Bologna e Ferrara. E poi pochi giorni dopo, il 7 gennaio 1797, su proposta del deputato romagnolo Giuseppe Compagnoni, il Tricolore divenne la bandiera della neonata repubblica.

Sarà il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Paolo Gentiloni domani il rappresentante in città delle istituzioni nazionali. Tre i principali momenti celebrativi che scandiranno la mattinata: il primo alle 10.30, con l’Alzabandiera e gli onori militari in piazza Prampolini; il secondo a seguire, a invito, in sala del Tricolore, con la consegna della Costituzione italiana ad alcune delegazioni di studenti reggiani. Il terzo e ultimo a partire dalle 11.30 al teatro Ariosto di piazza della Vittoria. Numerosi i rappresentanti delle istituzioni che si alterneranno sul palco, presentati dalla collega Stefania Bondavalli, e che precederanno l’intervento del ministro: il sindaco di Reggio Luca Vecchi, il presidente della Provincia Gianmaria Manghi, il presidente della Regione Stefano Bonaccini. Come da tradizione, chiuderà la mattina la Lectio magistralis, quest’anno tenuta da Giorgio Diritti, regista e sceneggiatore.

Nel pomeriggio di nuovo in sala del Tricolore le celebrazioni organizzate dal comitato Primo Tricolore a partire dalle 15.30. E’ prevista la lectio magistralis del vescovo di Reggio Massimo Camisasca sul tema ‘L’educazione al tricolore’, con la consegna di copia del vessillo a monsignor Camisasca e simbolicamente a papa Francesco.

Telereggio seguirà le celebrazioni con vari collegamenti in diretta, a partire dalle 8.30, nel corso di una puntata speciale di Buongiorno Reggio, condotta dal …

Riforma Delle Banche Popolari, Al Vaglio Della Corte Costituzionale La Norma Che Limita Il Diritto Di Recesso In Seguito Alla Trasformazione Della Banca Popolare In Spa: Parte L’iniziativa Codacons A Tutela Dei Soci Coinvolti!

giovedì, 1 gennaio 1970

RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI, AL VAGLIO DELLA CORTE COSTITUZIONALE LA NORMA CHE LIMITA IL DIRITTO DI RECESSO IN SEGUITO ALLA TRASFORMAZIONE DELLA BANCA POPOLARE IN SPA: PARTE L’INIZIATIVA CODACONS A TUTELA DEI SOCI COINVOLTI!

L’Associazione mette a disposizione degli azionisti di banche popolari trasformate in società per azioni che hanno esercitato il diritto di recesso, una diffida per richiedere il rimborso dell’intera quota di partecipazione azionaria

I FATTI. La riforma delle banche popolari, varata con D.L. n. 3 del 24.01.2015, ha previsto l’obbligo per le banche popolari con un attivo superiore agli 8 miliardi di euro di trasformarsi in società per azioni.

Molte banche popolari, dalla Banca Popolare di Milano a Veneto Banca alla Banca Popolare di Vincenza, hanno proceduto alla trasformazione, limitando o escludendo, contestualmente, il diritto di recesso dei soci.

Questi ultimi hanno visto fissare dalle banche, in relazione al diritto di recesso, un prezzo delle azioni totalmente difforme dalle più recenti comunicazioni, o, addirittura, hanno riscontrato l’esclusione totale di tale diritto di recesso da parte della banca o il suo riconoscimento solo parziale.

Tale operazione, lesiva dei diritti dei soci delle banche popolari, con perdite che possono arrivare sino all’80% di quanto investito, è stata possibile in virtù dell’art. 1 del D.L. n. 3 del 2015, nonché della relativa disciplina di attuazione della Banca d’Italia, che hanno previsto la limitazione del diritto di recesso dei soci di banche popolari che si trasformano in società per azioni.

Orbene, il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 5383 del 2.12.2016, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale di tale disciplina, e ha sospeso l’efficacia di alcune norme di attuazione di Banca d’Italia.

In sostanza, i giudici amministrativi hanno bloccato la riforma delle banche popolari, sostenendo l’illegittimità della limitazione del diritto di recesso dei …

2011. Che danza farà (all’estero)?

Octopus, coreografia di Philippe Decouflè

Artifact, di William Forsythe

I fratelli, coreografia di Mauro Bigonzetti su musiche di Bruno Moretti, ispirato a Rocco e i suoi fratelli di Visconti

I gemelli Otto e Jiri Bubenicek

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2011. Che danza farà (all’estero)?

Dopo l’Italia, proseguiamo con una breve ricognizione internazionale sulle programmazioni di danza che possono interessare gli ultimi (o primi) vacanzieri del periodo. L’offerta, come si vedrà, è decisamente varia, con ovvia, particolare predilezione per i grandi titoli tradizionali, veri blockbuster dei botteghini, ma anche salutari regimi per la salute dei grandi ensemble. Di contro anche l’offerta contemporanea punta sull’altissimo livello interpretativo e su firme d’autore ormai conclamate, altro modo per assicurarsi il successo. E del resto, i nuovi autori, compresi quelli di “nicchia”, operano accuratamente su progetti che possano suscitare la curiosità del pubblico, individuando temi e anticipando tendenze estetiche, teatrali e, perché no?, sociali, a conferma che l’arte della danza, libera ed emozionale, coglie sempre in anticipo il soffio dei tempi. Ma vediamo in dettaglio.

Si parte da Parigi e si corre dinanzi alla Tour Eiffel, al Theatre du Chaillot per non perdere l’ultimo geniale show di Philippe Decouflè, risposta intellettualmente ironica e surrealmente immaginifica ai Momix statunitensi: si chiama Octopus e gioca sull’invenzione coreografica e visuale, mischiando abilmente raffinatezza e naivete. Al più engagé Theatre de la Ville, invece fino all’8 gennaio si esibisce il talento radicale del nuovo bailaor flamenco, il cupo e intenso Israel Galvan e poi, dal 29, un’habituée del prestigioso teatro parigino, la fiamminga Anna Therese de Keersmaeker che presenta con la sua compagnia Rosas il nuovo progetto intitolato En atendant nel quale la dialettica coreomusicale si dipana quest’anno con la polifonia di Ars Subtilior. Il Ballet de …

A Guastalladolore e incredulità

Cronaca

E’ il rammarico e l’incredulità a prevalere negli sguardi della gente di Guastalla all’indomani della tragedia. In piazza della Repubblica, nell’angolo in cui si è scatenato l’inferno, in tanti hanno deposto dei fiori. “Erano una brava famiglia – ci racconta una signora – erano simpatici, ci sapevano fare con la gente. Mi son sentita in dovere di portare un piccolo fiore”.

“Li conoscevo dal 1998 – dice una persona di colore che di mestiere fa l’ambulante vendendo biancheria – ero sempre loro vicino di banco. Quando avevo bisogno della moneta andavo da Francesco, oppure dalla moglie. Sono molto colpito, erano gente onesta, rispettavano tutti e facevano il loro lavoro con calma”.

Nell’angolo di piazza dove si è consumata la disgrazia, a mezzogiorno si è tenuto un rosario molto partecipato dalla cittadinanza. Tra la gente c’era anche il sindaco Giorgio Benaglia: “Poteva capitare in qualsiasi posto, è successo proprio qui, ad una famiglia che era radicata. Non erano di Guastalla ma erano una figura storica di questa piazza, c’era la gente che preparava il pranzo e a mezzogiorno sapeva che poteva portare a casa qualcosa di buono”.

Per Guastalla si tratta del primo dei tre giorni di lutto cittadino. Le bandiere italiane sugli edifici pubblici sono a mezz’asta. Nei negozi un volantino indica che lunedì le saracinesche resteranno abbassate. Per chi 24 ore prima si trovava qui è impossibile mettere da parte le scene strazianti vissute. “Ho visto il fuoco che usciva – racconta un signore che al momento dell’incidente si stava dirigendo verso casa – poi le persone che gridavano ‘ci sono le bombole!’. Però c’era poco da fare, le fiamme arrivavano a 15 metri d’altezza, le persone tentavano di salvarsi, poi sulla seconda esplosione ha tremato tutto”.

Una signora che abita in piazza della Repubblica ci descrive una …

Padova. Terrore per 200 euro: barista sequestrato e rapinato in pieno centro

Ma il rapporto genitore figlio non esiste più?

Non penso che a 16 anni si possa veramente capire un ragazzo che soffre di eiaculazione precoce (in tutti i sensi, data anche l’età in cui si manifesta), e sostenerlo adeguatamente in un percorso che non è facile attraversare, sia per lui che per lei. Certamente l’amore fa molto, ma a quell’età… non penso ci si possa accollare una responsabilità tale. Un ragazzo dovrebbe PARLARE DI PIU’ CON I GENITORI, farsi aiutare da un medico, e non dalla propria fidanzatina insoddisfatta.

Un dottore potrebbe arrivare a capire la causa dell’eiaculazione precoce, anche senza dover imbottire di viagra (assurdo) un ragazzo giovane, lasciandogli dei preziosi consigli su come affrontare il sesso nella più totale tranquillità.

Ciò non toglie che, a mio parere, le ragazzine d’oggi, vogliano apparire come donne vissute. Ma tra 10 o 15 anni, quando avranno, come dicono loro, fatto tutto, si stancheranno e su cosa approderanno?

Qua ci vorrebbe un po’ di sana e fondamentale morale, cosa che ormai…

commento inviato il 02-06-2010 alle 10:51 da argonauta91

Cari insegnanti di educazione sessuale e cari psicologi ai nostri ragazzi chi fa lezione di affettività? Molti genitori sono separati e hanno problemi di relazione e affetto fra di loro, politici e rappresentanti di governo hanno gli stessi problemi, la cultura ci sbatte in faccia il sesso ad “ogni costo e a tutti i costi”, ma chi è che insegna ai nostri figli a volersi bene?

Non sappiamo più volerci bene, nelle piccole e grandi cose, non esiste più il saper attendere, tutto deve essere ricevuto e fatto in un battibaleno altrimenti ci sentiamo inadeguati.Care ragazze e ragazzi vi sembrerà strano ma il sesso a tutti i costi e al più presto è il bisogno di sentirsi amati nelle sfere più profonde, è …

Un Mittelfest nel segno di Dostoevskij

Elio Germano

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Un Mittelfest nel segno di Dostoevskij

Sarà Dostoevskij il grande protagonista della diciannovesima edizione del Mittelfest, che si apre sabato 17 a Cividale del Friuli: del grande scrittore russo verrà presentato I fratelli Karamazov nella messinscena di Marinella Anaclerio, che debutta venerdì 16 – in una sorta di anticipazione dell’avvio “ufficiale” della rassegna – al Teatro Verdi di Gorizia, quindi Delitto e castigo allestito dalla compagnia Mladinsko Gledaliŝĉe di Lubiana (giovedì 22 nella chiesa di Santa Maria dei Battuti), e il denso, bellissimo Idiotas di Nekrosius (sabato 24 al teatro Nuovo Giovanni da Udine). Fra gli altri titoli da segnalare, Storia di Tönle, un monologo di Pino Petruzzelli dal racconto di Mario Rigoni Stern (sabato 17, Santa Maria dei Battuti), Thom Pain, un altro monologo di un autore americano, Will Eno, finalista al Premio Pulitzer 2005, diretto e interpretato da Elio Germano (martedì 20, chiesa di S. Francesco), e una “trilogia della memoria” del giovane gruppo romano Muta Imago, composta dagli spettacoli (a + b)³ , Lev e Madeleine (19, 21 e 23 al Teatro Verdi di Gorizia).

Comincia il secondo weekend del bel festival di Santarcangelo: fra le proposte da seguire, il giovane gruppo giapponese Fai Fai con My Name Is I Love You (17 e 18, Teatro Supercinema), il bravissimo regista-autore libanese Rabih Mroué con la moglie Lina Saneh in Photo-Romance, una riscrittura del film di Scola Una giornata particolare (16 e 17, Lavatoio), gli israeliani Public Movement con Also thus! (16 e 17, Piazza Marconi), Lucky Star dell’interessante Alessandro Sciarroni (16 e 17, Corderia), il monologo Laifi Snao di e con Filippo Timi (il 18 allo Sferisterio).

La rassegna Anomalie, organizzata a Roma dall’associazione Kollatino Underground, propone al parco …

36° incontro nazionale dei madonnari a Grazie di Curtatone

Sab, 16/08/2008

Al concorso sono stati eseguiti n. 127 dipinti ed erano presenti n. 127 nuclei operativi (13 gruppi e 114 singoli) per un totale di n. 171 partecipanti. Al Concorso hanno partecipato 5 tedeschi, 3 austriaci, 4 americani, 1 olandese, 1 inglese, 1 spagnolo, 1 brasiliano e 4 giapponesi.La giuria riunitasi presso la sede del Centro Italiano Madonnari, dopo un attento esame delle opere eseguite, ha assegnato i seguenti premi divisi per categorie: Maestri madonnari, medaglia d’oro a Ianfrendi Sofia Simona di Bozzolo (Mn) che realizzerà il bozzetto del manifesto dell’Incontro Nazionale dei Madonnari anno 2009. Ha realizzato una Beata Vergine del lago. L’opera interpreta in chiave mantovana una celebre vergine col bambino del romanticismo francese . La giovane madre, dal viso intenso e dolcissimo, guarda premurosa il figlio quasi adolescente che ancora tiene in grembo. Il contrasto armonico tra Maria e Gesu’ e’ espresso con sapiente finezza: lei, vestita di blu e velata, tiene gli occhi umili socchiusi; lui, dal corpo morbido e proporzionato, fissa lo sguardo penetrante sul fedele. l’immagine propone alcuni elementi di rielaborazione in chiave locale: sullo sfondo il nostro santuario e il lago, il fiore di loto in mano a Gesu’ e, sul suo volto lineamenti cosi’ mantovani.2° Classificato Wosik Gregor (Germania). Il madonnaro trae l’immagine della Sibilla da un dipinto del domenichino del 1620. Il soggetto e’ reso in grandi spazi col metodo dell’anamorfosi. Tale metodo obbliga lo spettatore a guardare da un punto di vista definito, un’immagine che altrimenti risulterebbe deformata. La Sibilla ha lo sguardo rivolto in alto nell’atto di interrogarsi e di interrogare quanto la circonda sia il creato sia la gente, le persone con le proprie vicende e la propria storia. Indica lo sforzo positivo della ragione alla ricerca del vero e del buono. esprime un tema di particolare …

Un friulano rivela: «Ho i diari del Duce: dati a mio padre prima della cattura»

di Paolo Calia

TREVISO – Un bambino di cinque anni che dice di essere stato più volte schiaffeggiato dalla maestra. I genitori infuriati che prima lo ritirano dalla scuola materna e poi sporgono querela ai carabinieri. Una riunione infuocata dove genitori, insegnanti e direttore si confrontano anche duramente. Parole grosse che volano e una situazione sempre più difficile da decifrare: tutto questo accade nella scuola materna di Merlengo di Ponzano dove la serenità non sembra più di casa.

Il caso scoppia il 15 aprile scorso quando un bambino, dopo vari tentennamenti, confessa alla mamma che la maestra lo picchia. Quando combina qualche marachella o litiga con qualche compagno, l’istruttrice lo prende, lo porta al piano superiore della scuola, lo rimprovera e poi alza le mani. Questa la sua versione. La mamma si allarma, vuole capire. Allora inizia a giocare all’asilo con il figlio: lei fa la parte della bambina, il piccolo quella dell’insegnante. E il bimbo ripete i gesti che vede a scuola, compresi quello schiaffo che dice di aver subito più volte. Ma non solo lui. La mamma, dopo aver sentito il figlio, afferma che almeno altri tre bambini sarebbero coinvolti, puniti e sculacciati sempre dalla solita insegnante.

La donna assieme al marito intende vederci chiaro, parla con la maestra in questione e con il responsabile della scuola parrocchiale don Alessandro Dal Ben. Riceve rassicurazioni: nessuno ha mai toccato suo figlio. Ma non ci crede. Crede invece alle parole del piccolo e si rivolge ai carabinieri di Paese. I militari ascoltano la storia e invitano a pensarci bene prima di mettere nero su bianco una querela per presunti maltrattamenti. Ma i due genitori decidono che la situazione è troppo avanzata per poter lasciar correre e procedono. Nello stesso tempo ritirano il bambino da Merlengo e lo iscrivono a un’altra …

Impianti Di Telecomunicazione Fuorilegge In Toscana

CODACONS Toscana – Comunicato del 29.07.2000

Impianti di telecomunicazione fuorilegge in Toscana

RICHIESTO DAL CODACONS IL SEQUESTRO DEI RIPETITORI ALLE PROCURE DEI COMUNI INTERESSATI

I SITI PERICOLOSI ERANO GIA’ STATI DA TEMPO DENUNCIATI DALL’ASSOCIAZIONE ALL’ATTENZIONE DI SINDACI-ARPAT E PROCURE IN ATTESA DI FANTOMATICHE COMMISSIONI PREPOSTE A CENSIMENTO E VERIFICA TRA ROAMING – POTENZIAMENTI NON AUTORIZZATI- STRUTTURE ABUSIVE

I VALORI DI EMISSIONE SONO NEL TEMPO RADDOPPIATI MENTRE LA GENTE SI AFFIDA A PRATICHE ESOTERICHE PER ELIMINARE LE ONDE MALEFICHE

Nessuna sorpresa per il Codacons Toscana riguardo ai risultati della ricerca ARPAT. Amarezza invece tanta rispetto al tempo perso dalle Istituzioni preposte alla tutela della salute e del paesaggio, a definire fantomatiche commissioni di esperti per censire quanto regolarmente i cittadini avevano gia’ denunciato autonomamente, in comitati e attraverso l’Associazione di difesa ambientale. Forti dubbi sui numeri pubblicizzati. A parere dell’Associazione che da anni effettua il monitoraggio delle Stazioni Radio Base per telefoni’a cellulare e televisivi in molte citta’ Toscane, le situazioni accertate sono molte piu’ di sei, anche considerando che i valori soglia stabiliti dal D.Leg. 381/98 sono molto alti e nell’elenco ARPAT non figurano tutte le decine di situazioni a limite. In alcune zone , vedi ad esempio il borgo di Santa Maria Villacastelli di San Gimignano, oltre alle decennali denunce dei residenti, e’ stato proposto dal Codacons Toscana ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per l’annullamento degli atti autorizzativi alle installazioni , illegittimi e senza alcuna preventiva verifica cautelare per la salute dei residenti. Nella stessa zona , a Firenze, ed in molte altre localita’, sono state verificate strutture abusive oppure difformi rispetto ai progetti presentati ai Comuni. L’Okey preventivo che l’ARPAT ha generalmente rilasciato con calcoli fatti a tavolino sulle potenziali pericolosita’ delle installazioni richieste dai gestori, senza successive verifiche, ha favorito il far west delle telecomunicazioni in …

FUORISALONE 2008 A TUTTO GAS

26/02/2008 a cura di Daniela Zenone

Lo stilista Dirk Schonberger è il nuovo direttore creativo del marchio JOOP!

Il 41enne, originario di Colonia, ha oggi il compito di dare un firma riconoscibile e un immagine unitaria al brand tedesco che, dopo la cessione nel 2001 da parte del suo fondatore Wolfgang Joop al consorzio formato da Strellson, Egana-Goldpfeil e Coty, aveva perso il suo carattere distintivo. Non c è da stupirsene, se si pensa che prima dell arrivo di Schönberger abiti, accessori e oggetti per la casa del marchio JOOP! erano disegnati da ben 10 team di designer e prodotti da 8 aziende partner.

Dopo aver concluso gli studi alla scuola di moda ESMOD di Monaco, Dirk Schönberger è stato l assistente dello stilista Dirk Bikkenbergs ad Anversa, dove per 10 anni ha contemporaneamente portato avanti il suo omonimo marchio di moda maschile. Poi, nel 2007, la svolta: Dirk Schönberger cede il suo brand alla holding belga EDU NV e poco dopo è chiamato a prendere le redini del marchio JOOP!. Da fashion designer indipendente Schönberger si trova ora a capo di un azienda internazionale dalle grandi potenzialità, ma anche da un profondo bisogno di rinnovamento. Il suo debutto nel gennaio 2008 alla Berlin Fashion Week è stato un grande successo. Nella insolita location dello stadio berlinese OLYMPIA, costruito nel 1936 dall architetto nazista Albert Speer, Schönberger ha presentato la sua prima collezione uomo JOOP! per l autunno/inverno 2008/09 intitolata Neu Bauhaus . Schönberger ha dedicato il suo lavoro di debutto per la nuova maison a una scuola, quella del BAUHAUS negli anni Venti, che tutt oggi è orgoglio e portabandiera del design tedesco. La collezione è caratterizzata dallo spirito della modernità classica, dal funzionalismo; elementi quali geometria, chiarezza e semplicità ne marcano lo stile. Una moda elegante e d …

FIERA DI OMEGNA 1998- Datasoft production

area congressi e spettacoli

Ad Omegna continua il progetto iniziato nel 1995 la 4° Fiera Campionaria, periodo programmato dall’ 11 al 20 settembre 1998, la Fiera Campionaria cambia sede, l’area che accoglierà i moltissimi operatori sarà la ZONA PIETRA.

L’incontro di operatori economici di piccole e grande dimensioni con il pubblico sarà anche per questa edizione il modo di promuovere l’immagine della nostra realtà economica e sociale del Verbano Cusio Ossola. e della vicina provincia di Novara

L’iniziativa ha dimostrato nelle precedenti edizioni che, operando con serietà, essa può diventare importante occasione economica e di grande richiamo popolare.

L’organizzazione si sta impegnando al massimo per perfezionare ulteriormente lo strumento della Fiera, che però, per ben funzionare, necesita di un adeguato interesse da parte dei settori produttivi e degli operatori turistici pubblici e privati.

Gli orari durante la settimana saranno dalle 17.00 alle 24.00 il sabato e la domenica dalle ore 14.00 alle ore 24.00.

Le adesione da parte di ogni settore merceologico della provincia del Verbano Cusio Ossola e provincia di Novara sono state ottime, non dimentichiamo che questa’anno l’area destinata alla Fiera Campionaria passa dai 5.500 mq. Ai 10.000 mq.

Un dato che il pubblico ha apprezzato oltre all’operatore commerciale pronto ad ogni risposta, il servizio fornito con alcuni Enti (esempio Poste e Telecomunicazioni, Comunità Montana, Comune ecc.) la conferma anche quest’anno dell’ASL n.14 con un servizio gratuito nei confronti del visitatore con prove di analisi da parte di personale specializzato, la Sanità quindi sarà all’interno per soddisfare un’informazione a tutti i cittadini.

Sarà presente l’Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato Carlo Alberto Dalla Chiesa di Omegna esponendo alcuni lavori realizzati dagli allievi esempio un braccetto pneumatico comandato da un P.L.C. con relativi pannelli dimostrativi di impianti civili ed industriali, figurini, capi abbigliamento.

Prosegue con grande interesse la …