Trattamento Fiscale Polizza Vita

Trattamento fiscale delle Polizze vita

Una analisi comparata sul trattamento fiscale dei premi pagati, della rendita vitalizia o del capitale a scadenza, in sette Paesi europei

Il comparto assicurativo spinge perché, in campo pensionistico, al settore pubblico (INPS, ecc.) i cittadini affianchino soluzioni private personali. Politica di marketing del tutto legittima, purché sia attuata nella chiarezza e soprattutto offrendo la massima trasparenza nei servizi offerti. Troppo spesso, invece, si fa leva su motivazioni sentimentali (Affrettatevi! Il servizio pubblico di previdenza sociale non ce la fa più!”) miranti a nascondere caratteristiche che è opportuno non far conoscere.

Il risultato finanziario di una polizza “vita rendita” dipende direttamente da tre variabili:

rendimento del fondo in cui investe la compagnia;

percentuale del rendimento riconosciuto all’assicurato;

caricamenti (parte del premio pagato non investita e trattenuta dall’azienda assicuratrice per sue spese).

Il venditore (assicuratore), generalmente, enfatizza il risultato finanziario finale proiettando tassi di rendimento ipotetici e, in periodi di tassi calanti, del tutto inattendibili; parallelamente (e nei limiti del possibile) cerca di tacere delle spese percepite dalla compagnia e che decurtano i premi pagati.

L’utente, pertanto, non riesce quasi mai ad avere il dato relativo al capitale effettivamente investito, di fondamentale importanza per avere una dimensione, anche approssimativa del valore su cui incideranno i tassi (futuri) di rendimento, e cercare cos’ di “figurarsi” il risultato finanziario finale. Non informato, troppo spesso ritiene che ad essere investito sia l’intero premio pagato.

Per questo motivo abbiamo già sostenuto che sarebbe opportuno che le Autorità di controllo dei singoli paesi (e in loro assenza quelle istituzionali dell’Unione) imponessero alle compagnie assicuratrici di comunicare al cliente (sempre e comunque) la specifica dettagliata della utilizzazione del premio pagato, di come cioè viene scisso e destinato:

Si sono in precedenza individuate le seguenti voci da quantificare all’atto del collocamento del servizio …

Attuazione Della Direttiva Sul Diritto D’autore Nella Società Dell’informazione

Attuazione della Direttiva sul diritto d’autore nella società dell’informazione

Il Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva comunitaria n. 2001/29 sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione è entrato in vigore il 29 aprile 2003.

Il Decreto Legislativo No. 68 del 9 aprile 2003 ha recepito la Direttiva comunitaria n. 2001/29 sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione. Entrato in vigore il 29 aprile 2003, il Decreto ha modificato la legge sul diritto d’autore (n. 633/1941) sostanzialmente allo scopo di armonizzarne le norme sui diritti di riproduzione, distribuzione, comunicazione al pubblico delle opere, sui dispositivi tecnologici di protezione e sui sistemi di gestione dei diritti, nonché per disporre le necessarie eccezioni.

Le principali novità possono essere sintetizzate come segue.

Nuove tecnologie

Sono numerose e diffuse le modifiche volte ad aggiornare il testo della legge per tener conto degli ultimi sviluppi tecnologici: ad esempio il termine “diffusione” dell’opera è ora mutato in “comunicazione”, e i diritti esclusivi di comunicazione si applicano anche alla comunicazione tramite sistemi codificati con condizioni particolari di accesso e sistemi che permettono l’accesso alle opere dal luogo e nel momento scelto individualmente dal fruitore. Gran parte della Sezione V, Capo IV, Titolo I della legge sul diritto d’autore, che tratta le opere registrate, è stata sostituita per estenderne l’applicazione alle registrazioni su qualsiasi genere di supporto.

Diritto esclusivo di riproduzione

Il diritto esclusivo di riproduzione si applica ora anche alle copie temporanee oltre che a quelle permanenti, ed a parti dell’opera.

Esaurimento comunitario dei diritti

Anche le norme sull’esaurimento dei diritti sono state aggiornate per tener conto dei progressi tecnologici. La semplice comunicazione al pubblico non esaurisce il diritto d’autore, indipendentemente dal fatto che la comunicazione avvenga “on line”, e indipendentemente dal fatto che …

10 Novembre 2010, Audizione Parlamentare: Disposizioni Per La Tutela E La Valorizzazione Della Biodiversità Agraria E Alimentare

XIII Commissione Agricoltura – Esame della proposta di legge C. 2744

Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare

La proposta di legge, recante disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare, è accolta dal CODACONS con interesse; proponiamo in merito alcune riflessioni.

Il consumatore non conosce abbastanza il significato della parola “biodiversità”, cioè la ricchezza di varietà e specie presenti in natura, e non è adeguatamente consapevole della importanza della sua tutela e valorizzazione.

Il consumatore non si rende conto che le risorse genetiche autoctone sono la storia agroalimentare di un territorio, delle sue coltivazioni originali, delle sue razze animali caratteristiche, corre parallela a quella dei suoi beni artistici e culturali, degli eventi che l’hanno interessata e, come tali, va protetta e valorizzata. Non si rende conto che l’omologazione delle produzioni estensive causa la scomparsa di tanti gusti e tradizioni che invece sono importanti per il piacere della tavola, per il benessere alimentare, per l’identificazione di un territorio e delle sue tradizioni.

Tra i vari aspetti in gioco, come Associazione di Consumatori, il CODACONS sottolinea l’importanza dell’uso durevole, dell’utilizzo ordinario e costante dei prodotti della biodiversità agricola e alimentare, flora e fauna, a rischio di estinzione per la mancata presenza sul mercato.

La Convenzione internazionale sulla “Diversità Biologica” del 1992, dedicato alla conservazione “in situ”, richiede infatti ai Paesi aderenti, in materia di uso durevole dei componenti della biodiversità, di stimolare la collaborazione pubblico-privato per implementare, anche con incentivi, metodi favorevoli ad un uso durevole dei prodotti; auspica altresì l’impegno a rispettare, preservare e mantenere le conoscenze, le innovazioni e la prassi delle comunità locali, che incarnano stili di vita tradizionali rilevanti per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità.

Si vuole sottolineare l’importanza che si dovrebbe assegnare alle biodiversità, in …

Dal Campo di Pozzo

Pozzo-Arrone 0-2

Pozzo: Importante vittoria esterna per la formazione ternana, che può così continuare a coltivare sogni di gloria. Del resto vincere con il Pozzo di questi tempi è come navigare su Internet: ormai ci riescono tutti. Per i locali non troviamo più le parole adatte: dire che è buio pesto è fin troppo scontato; proviamo ad essere ottimisti dicendo che peggio di così è difficile fare, pur con tutte le attenuanti del caso, vedi le assenze degli unici due giocatori con qualche idea ed un po’ di tecnica, ossia Porfido e Bordoni. Partono subito forte i ragazzi di Favilla che impongono subito la propria indiscussa superiorità tecnica. Nei primi 5 minuti Di Natale impegna severamente Capruzzi, all’esordio con la maglia n°1 del Pozzo,

con due tiri dalla destra che vengono parati con qualche affanno. Gran pressing a tutto campo da parte degli ospiti con i ragazzi del Pozzo che provano qualche raro contropiede ma senza giungere mai al tiro, eccezion fatta al 18′, quando un invitante assist di Baciucco viene malamente sprecato da Aime che calcia debolmente tra le braccia di Colasanti. Al 40′ bella azione dell’Arrone, che va vicino al gol con un cross di Serci sul quale si tuffa a pesce De Angelis, ma la sua incornata risulta imprecisa. Si riparte nel secondo tempo con lo stesso tema del primo; Arrone alla ricerca del gol, Pozzo alla ricerca di se stesso. La partita è sempre saldamente nelle mani degli ospiti che rinchiudono letteralmente gli arancioneri nella propria metà campo, creando occasioni a ripetizione, tra le quali da citare il bel pallonetto del n°10 Di Natale che cerca di sorprendere Capruzzi, bravo a mandare in corner. Incredibile ma vero, al 15′ il Pozzo riesce ad

arrivare nella trequarti ospite, guadagna anche una punizione, la batte con forza Pinchi …

Bossi: «Milioni pronti a combattere per la Padania, ma meglio il referendum»

Verso il Giubileo con l’ “Euroinsulina”

Nei diversi Paesi del mondo l’insulina si trova sul mercato a differenti concentrazioni 20 – 40 – 80 – 100 U.I /ml. Nell’ultimo ventennio l’insulina 100 U.I./ml è divenuta disponibile nel maggior numero di nazioni. La Intenational Diabetes Federation (IDF) in un confronto con l’OMS e le principali industrie produttrici di insulina e di siringhe è giunta alla conclusione che ormai è indispensabile l’impiego esclusivo della insulina U 100 e che il processo di conversione debba concludersi entro il 1999 – 2000. La IDF ha sollecitato ripetutamente il Ministero della Sanità e le società scientifiche diabetologiche affinch´ si realizzi la conversione. Le ragioni che mostrano la necessità della conversione sono da ricercarsi in campi diversi, ne illustriamo solo alcune ritenute più importanti:

la presenza sul mercato di insuline formulate diversamente potrebbe risultare pericolosa;

i soggetti che viaggiano spesso sono maggiormente esposti ad errori di somministrazione e dosaggio;

in alcuni casi l’insulina viene inviata da una parte all’altra del mondo per colmare eventuali deficit di mercato (viene definita insulina umanitaria o filantropica), frequentemente il paese donatore dispone di insulina U 100 e il ricevente di U 40.

Ovviamente la conversione dovrà avvenire sulla base di un preciso progetto e con la massima coordinazione tra le diverse figure professionali del target di riferimento: medici, farmacisti, produttori, distributori, utenti. E’ stata istituita pertanto dal Ministero della Sanità una commissione apposita per la stesura e la realizzazione ditale progetto che annovera tra i componenti tutte le figure professionali coinvolte nel “ciclo” dell’insulina (produttori, distributori, prescrittori, utenti). I lavori della Commissione si svolgono sotto l’egida del Ministero della Sanità.

Esposte le premesse veniamo ora ad esaminare gli aspetti pratici. In Italia (purtroppo tra gli ultimi paesi in dirittura di arrivo insieme alla Francia) la data di conversione dovrà cadere …

Un suicidio e una fuga

24/01/2007

«Detesto ciò che è semplice, i miei pezzi sono tutti unici, complicati e elaborati, la difficoltà mi stimola, avrei forse dovuto nascere in un´altro secolo, nel Rinascimento per esempio ».

Questa è Radmila Bacri, un´affascinante donna di un´altra epoca, ultimamente ringraziata per le sue creazioni perfino dalla mitica Rania, regina di Giordania. Nata a Belgrado, Radmila è arrivata in Francia 32 anni fa per studiare letteratura francese, musicologia ed etnologia alla Sorbona. E´ anche cantante, ha cantato in tutti i paesi del mondo e ha imparato l´italiano, il tedesco e il francese attraverso la musica (parla anche serbo-croato, inglese, spagnolo e russo !). Ha un repertorio che va dalla musica tradizionale mediterranea a poesie di troubadours.

Fin dall´infanzia Radmila e i suoi tre fratelli hanno sempre lavorato a mano : « E´ una cosa di famiglia, i miei ci hanno trasmesso questa passione. Qui ho delle sciarpe di cashmere e seta che ha fatto mio fratello col telaio ».

Ho incontrato Radmila nel suo Show Room vicino al Parc Monceau. Appena entrata nel suo antro, sono rimasta sbalordita : borse di visone, ricamate o di piume di tutte le dimensioni possibili e immaginabili ammassate su un tavolo e su uno splendido pianoforte bianco, cassetti pieni di scialli di seta lavorati a maglia con ferri giganti, sciarpe di cashmere e seta, collane di visone, vestiti e costumi di viscosa fatti all´uncinetto, gioielli, fiori, lampade fatti con fili di seta, oro e argento. «I miei pezzi sono tutti unici, sono delle cose capricciose, che non si comprano tutti i giorni». Infatti osservando bene non ci sono, tra quelle mille cose, due oggetti identici!

Anche al di là di questa sua collezione personale che commercializza nelle vendite private, Radmila ha un talento che non passa inosservato: da vari anni lavora come free …

Pordenone. Benedizione papale, vip e un ministro al matrimonio dell’anno

di Camilla Bovo

PADOVA – Due minorenni sono stati arrestati per detenzione e spaccio di stupefacenti, giovedì a Monselice (Padova). I due, un sedicenne e un diciasettenne, abitano con le famiglie nella zona e da diversi mesi avevano scelto un angolo appartato del parco Buzzaccarini come base per lo spaccio. Tra i clienti ci sarebbero giovani e giovanissimi, persino ragazzini delle medie inferiori. È questo il quadro emerso dalle indagini dei carabinieri di Monselice, che sono riusciti a bloccare i due.

Il sospetto di un giro di droga è stato confermato dai carabinieri grazie agli accurati controlli messi in atto nel parco dopo i gravi episodi di bullismo dei mesi scorsi. I militari hanno atteso pazientemente e infine nel tardo pomeriggio di giovedì hanno sorpreso i due mentre spacciavano, dietro alla ghiacciaia, nel cuore del parco. Li hanno perquisiti, rinvenendo droga e denaro. In tasca, il più grande aveva 35 grammi di marijuana, il minore 220 euro, possibile provento di spaccio. Nell’abitazione del maggiore, inoltre, sono stati trovati 42 grammi di hashish, 20 di cocaina e 170 di marijuana, oltre a un bilancio di precisione. Sono scattate le manette e gli adolescenti sono stati portati nel carcere minorile di Treviso.

Ma chi sono questi baby spacciatori? Entrambi italiani, con famiglie solide e benestanti. Non spacciavano certo per far fronte alle difficoltà economiche dei genitori, dicono gli investigatori, ma piuttosto per potersi permettere l’ultimo modello di cellulare o capi di abbigliamento firmati. Uno di loro non andava bene a scuola, tanto che, bocciato più volte, stava ancora frequentando la scuola media inferiore. L’altro in qualche modo se la cavava e frequentava una scuola media superiore.

La notizia del loro arresto ha fatto sprofondare nella disperazione i genitori, che hanno dichiarato di non immaginare nemmeno in quali guai si fossero cacciati i …

LE AGEVOLAZIONI FISCALI A FAVORE DELLE ONLUS

A fronte di garanzie, spesso ottenute anche a costo di una certa “pesantezza” di adempimenti, sono riconosciuti alle ONLUS particolari benefici fiscali, sia nella forma di esenzione o riduzione di imposta, sia come riconoscimento di interventi destinati a sostenere, sotto i diversi profili, le loro attività. Questo trattamento di favore non è posto per garantire loro una situazione di privilegio, ma offrire agli enti interessati, anche attraverso lo strumento delle agevolazioni fiscali, la possibilità di dotarsi di risorse e di mezzi per realizzare, nella maniera più efficace le loro specifiche finalità a beneficio dell’intera collettività.

E’ chiara, a questo proposito, la relazione illustrativa al decreto legislativo in cui si afferma che “tale nuova categoria viene definita sulla base di più stringenti criteri di meritorietà, in linea con l’esigenza di riorganizzare lo stato sociale offrendo ai cittadini la possibilità di indirizzare in modo alternativo la domanda si servizi sociali” e si aggiunge che “obiettivo primario è quello di contribuire alla rivitalizzazione del cosiddetto settore non profit o terzo settore, attraverso un razionale impiego della leva fiscale, così da consentire allo Stato di effettuare risparmi in diversi comparti di servizi, ora direttamente gestiti, che potrebbero essere assicurati da queste realtà emergenti e non più marginali”. Da tali premesse si comprende come quella riguardante le agevolazioni fiscali rappresenti la parte più incisiva del decreto.

E proprio in funzione di questo speciale trattamento di favore i rappresentanti e i membri degli organi amministrativi delle ONLUS sono fatti oggetto di specifiche e pesanti sanzioni nel caso di mancato rispetto delle norme poste a tutela della correttezza e trasparenza.

Il decreto legislativo n. 460 del 1997, agli articoli dal 17 al 24 ha previsto numerose agevolazioni a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale in materia di imposte indirette, tasse e tributi locali, in conformità …

60 anni di Piccolo. Nostalgia canaglia

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12:03 – domenica 13 maggio 2007

Arlecchino servitore di due padroni

60 anni di Piccolo. Nostalgia canaglia

Sono passati esattamente sessant’anni da quando, con l’Albergo dei poveri messo in scena da Strehler, aprì gloriosamente i battenti a Milano il primo teatro pubblico italiano. Sei decenni sono tanti, e il Piccolo giustamente festeggia. Non è forse, a dire il vero, un momento in cui ci sia molto da festeggiare, visto che gli Stabili italiani nel complesso non attraversano precisamente il periodo del loro massimo splendore: ma anche la celebrazione degli inizi, in una fase in cui storicamente appare sempre più difficile trovare una propria identità, può servire per rimettere a fuoco, per rilanciare quegli impulsi innovativi che ne ispirarono la nascita.

Era dunque doveroso ricordare quel 14 maggio del 1947. Sarebbe stato però opportuno, a mio avviso, ricordarlo con un progetto un po’ meno occasionale di quello offerto in questi giorni alla città. A dir cose del genere si rischia di passare da “nemici”, ma è il livello stesso dell’istituzione, è il rispetto dovuto al suo ruolo cruciale a far pensare che anche nei riti di memoria non si debba perdere di vista la qualità delle proposte: e la qualità delle proposte, in questo caso, sembra ridotta a qualche fondo di magazzino, l’Arlecchino, che va sempre benissimo ma non può essere il clou, un concerto, un paio di spettacoli per bambini, un omaggio di Lamberto Puggelli a Grassi e Strehler, con gli attori più legati al Maestro.

Non voglio entrare nel merito. Dico solo che un organismo di respiro internazionale come il Piccolo, nel solennizzare il suo sessantesimo compleanno, la sera della ricorrenza dovrebbe presentare una nuova produzione di ampio respiro, il suo massimo sforzo creativo della stagione, magari in qualche modo …

Gigi D’alessio Aprirà Domani La Kermesse Canora Già Ricca Di Polemiche Carrà: «come Saprei Duettare Con Giorgia Sul Palco Dell’ariston»

Gigi D’Alessio aprirà domani la kermesse canora già ricca di polemiche

Carrà: «Come saprei duettare con Giorgia sul palco dell’Ariston»

di CARMEN GUADALAXARA

SANREMO – Esattamente tra 36 ore si aprirà ufficialmente la 51/esima edizione del Festival di Sanremo. Ai blocchi di partenza i conduttori, i protagonisti ed i media ieri tutti presenti all’appello della Carrà per le prove che si sono susseguite per circa 4 ore. E sarà Gigi D’alessio ad aprire la rassegna canora con un brano di grande forza melodica che richiama alla mente «Rose rosse» e «Perdere l’amore», il cantante napoletano precederà Paola Turci, Gianni Bella i Matia Bazar e i Sottotono. Raffaella, serena ed elegante come sempre, pantaloni rossi e un pullover color crema, presenta gli artisti in gara. La presentatrice ride, gioca e tranquilizza i colleghi e tutto si svolge come da copione. Nella sala si aggira Massimo Ceccherini che con occhio indiscreto scruta ogni gesto della Carrà e Piero Chiambretti che con le sue battute fa sorridere la platea. Tra i giornalisti si stilano le prime classifiche e nascono le polemiche sulle performance degli artisti: ottima per noi l’esecuzione di «Ciao Ninin» di Fabio Concato, di Alex Britti con «Sono contento» e di Gigi D’Alessio. In tanto clima sereno, non sono mancate le prime polemiche legate a un possibile duetto canoro tra Carrà e Giorgia. A sollevare eccezioni, sono stati alcuni discografici ai quali non è piaciuto proprio questo duetto sulle note di «Come saprei» che dovrebbe andare subito dopo l’esibizione della cantante. «Così si falsa la par condicio tra gli artisti in gara» hanno eccepito alcuni addetti ai lavori chiamando in causa la direzione artistica del Festival. «Raffaella – ha commentato Maffucci responsabile in materia – intende interpretare questo Festival in modo nuovo, lontano dalla liturgia e dalla ufficialità». E subito dopo …

Reggio: grande successo incontro su Citologia e Citogenetica dell’Ord. Naz. Biologi

PADOVA (19 settembre) – Tre giorni interminabili, paralizzata a letto con accanto a sè il compagno che, per un malore, si era accasciato accanto a lei a terra, morto. Maria B., pensionata di 73 anni, originaria di Piove di Sacco (Padova), ma da anni residente a Milano, aveva temuto che il compagno della sua vita se ne fosse andato da casa, che l’avesse lasciata: immobilizzata a letto, non poteva vederlo.

La pensionata aveva anche provato a telefonare a qualcuno, ma il telefono fisso che teneva sul comodino, accanto al letto, le era caduto e per tre giorni è rimasta immobile, impotente, prima che nel pomeriggio di sabato un vicino sentisse le sue urla e desse l’allarme. Sono intervenuti gli agenti della questura di Milano che hanno trovato la porta blindata chiusa e hanno chiamato i vigili del fuoco, che l’hanno forzata. Così hanno scoperto che cosa era successo in quell’appartamento al secondo piano di un anonimo condominio in via Saccardo, nei pressi della stazione di Lambrate, a Milano. Vincenzo S., coetaneo della sua compagna e che viveva con lei da trent’anni, era morto, accanto al letto. Il medico legale ha stabilito che la morte, subentrata per cause naturali, risale almeno a giovedì scorso.

Nei giorni precedenti, infatti, il vicino che ha dato l’allarme aveva visto le tapparelle di casa prima alzate e poi abbassate. Una manovra che, per via della sua malattia, Maria non poteva compiere: doveva essere stato necessariamente Vincenzo. Il figlio dell’uomo, di 44 anni, con il quale i rapporti negli ultimi tre anni erano diventati piuttosto freddi, aveva sentito la coppia domenica scorsa per telefono. Erano soliti non sentirsi per giorni e quindi non si era preoccupato.

Giovedì – secondo la ricostruzione della polizia – mentre la donna stava dormendo, Vincenzo probabilmente si è svegliato, si è …

6 Proposte Scuola

Proposta n. 4: Equilibrio tra scienze “dure” e scienze della complessita’

Anche nell’ambito scientifico il Ministero Berlinguer ha già dimostrato un’importante attenzione con la Legge che finanzia la promozione della cultura scientifica e tecnologica.

In generale, rafforzare a livello di curricoli la Storia e la Filosofia della Scienza e del metodo sperimentale, è un passo doveroso che il Governo ha la sensibilità giusta per compiere.

Chiaramente, anche in questo campo la cultura ecologista ha ragioni e sensibilità proprie da difendere.

Vogliamo alludere al noto dualismo, a volte estremizzato, tra scienze storicamente definite “dure” o “esatte”, quali la Chimica, la Fisica, la Matematica, l’Informatica, l’Ingegneria, e Scienze definite storicamente “morbide”: Scienze della Natura, Biologia, Bioetica, Etologia, Ecologia, Antropologia, Sociologia, Psicologia, Sessuologia, la stessa Geografia, fisica, economico-politica, e delle razze ed etnie umane.

Il valore formativo di entrambe le tipologie è ovviamente fuori discussione.

Come si intuisce, le Scienze esatte hanno un valore più metodologico e di acquisizione di rigore logico-procedurale, le Scienze morbide hanno più una valenza di cultura generale, a volte confinando con le discipline umanistiche.

L’approccio culturale del Ministero, coerentemente con quella che fino ad adesso è stata la tendenza generale, anche, per intenderci, se si parla di finanziamenti alla ricerca scientifica, appare eccessivamente sbilanciato a favore delle Scienze esatte, in una maniera tale da richiedere un netto riequilibrio che dovrà esplicitarsi a livello della definizione dei nuovi curricoli.

Generalmente le Scienze “dure” sono state oggetto di maggiori attenzioni poiché si rivelano più applicative e quindi anche economicamente più attraenti.

Ma non dobbiamo dimenticare quanto un atteggiamento dogmatico e riduzionista (errore tipico della cattiva scienza, certamente, ma più tipico delle Scienze esatte, rispetto a quelle “morbide”, che magari tendono ad incorrere in altri tipi di difetti, ad esempio essere poco rigorose, o prestarsi di più alla strumentalizzazione ideologica) possa …

14 Marzo 2002 – MEMO COMPI 10 ANNI LA FESTA

Rover 75 Tourer

Una station di segmento E al prezzo di una del D! Ossia una Audi A6 al prezzo di una A4 senza alcuna penalizzazione per la sicurezza, il comfort ed i contenuti, tanto che l’allestimento “Connoisseur” TD è offerta a 64 milioni “full optional” con tanto di interni in pelle, climatizzatore automatico e ruote in lega da 16″. Con 57 milioni si può invece viaggiare sulla “Classic” che ha già tutto l’indispensabile.

Il Riscatto Rover parte quindi da questa interessante wagon che dovrà rilanciare l’immagine della marca britannica e portare preziosi margini per i futuri investimenti.

Dopo averla vista da parecchi mesi (la prima foto era comparsa durante la presentazione della 75 berlina) è finalmente possibile provare ed ordinare la versione lunga dell’ammiraglia Rover.

Certamente l’Italia sarà fra i Paesi che più l’apprezzeranno e non è quindi un caso che la filiale nazionale pensi di venderne 1.500 entro la fine del 2001 ed oltre 4.000 nel corso del 2002.

Da un lato Rover punta sulla sportività con la famiglia MG, che interesserà l’intera gamma e porterà in pista le versioni racing della stessa 25 e 75. Dall’altro lato spazio all’eleganza ed all’esclusività con la ammiraglia in abito lungo e le future vetture.

La gamma “Tourer” è praticamente la stessa della “berlina” e quindi si parte con due proposte benzina: 2000 V6 da 110 kW ed il prestante 2500 V6 da 130 kW, che può competere ad armi pari coi sei cilindri germanici.

Per gli stradisti, il prezioso 2 litri turbodiesel by BMW (si tratta della versione depotenziata del 4 cilindri impiegato sulla 320d) da 85 kW.

I clienti Rover possono optare fra tre distinti allestimenti denominati: Classic, Club e Connoisseur e soprattutto richiedere, su tutti i modelli, il comodo cambio automatico. Le sospensioni Nivomat sono un vanto della …

De Sio e lo show a teatro: sostituita mentre rischiavo di morire

Commenti

Beh, se lo volete propio sapere x me in realtà essere omosesuali nn è essere diversi, spiego…quando sento i discorsi degli etero sulla omo e bisessualità mi viene propio da esplodere!!!!!!!!!!! sento che nei loro discorsi nn c’è coerenza non c’è voglia d usare la testa…solo voglia d opprimere la ragione e i sensi. Credo che l’amore esista,anzi ne sono sicurissimo xchè io stesso amo, ma sono altrettanto sicuro che quasi nessuno sia davvero capace d farlo in modo concreto. Gli etero cmq credono che l’amore esita, ma allora scusate tanto ma nn ditemi che gli etero si innamorano del corpo delle xsone????eh si deve essere propio così!!!! xche se nn avessero questa incapacità d amare davvero resterebbero fottuti!!!!mamma mia!!!!! nn volgio pensare a quel povero etero che si INNAMORA d 1 xsona dello stesso sesso!!!!eh si …è propio la sua incapacità d amare chiunque indipendentemente dal propio sesso che lo salva dalla fossa della diversità!!!!se xmettete nn voglio fare moralismo ma credo che nn si possa negare che l’amore vero è qlc d puro, d distaccato dalle passioni,dalla materia, che nasce non dall’infatuazione , nn dall’attrazione fisica, ma propio da 1 fortissimo legame affettivo che porta come baluardo della propria legittimità “l’attrazione” verso la mente, l’animo d quel corpo!!!!!certo l’uomo è anche materia, l’uomo vive tra la materia e necessita l’appagamento anche da questa ma se solo da questa cercasse gaudio d certo nn si potrebbe parlare d amore!!!! se nn siete daccordo sul concetto d questa affermazione, beh scusate tanto ma o voi nn avete l’idea d cosa sia l’amore oppure aggiungete x me 1 parola che abbia 1 significato più esteso della parola amore xchè nella mia diversità sono felicemente capace d provare 1 sentimento che forse voi ignorate. E se la cosiddetta normalità sarebbe poi …

Udine. Il padre della famiglia distrutta

IRI, al via l’OPA da parte di Symphony e Tennenbaum

Milano, 1 luglio 2003 – Information Resources, Inc., ha annunciato domenica 29 giugno di aver raggiunto un accordo con un gruppo di recente formazione costituito da Symphony Tecnology II-A L.P., società fra le più importanti per gli investimenti realizzati nell’area dei servizi e delle applicazioni software per le imprese, e da Tennenbaum Capital Partners, LLC, società finanziaria privata, per essere acquistata attraverso il lancio di una offerta pubblica d’acquisto sulle proprie azioni.

L’accordo è stato approvato all’unanimità dal Board of Directors di IRI e l’offerta pubblica d’acquisto inizierà il 14 luglio per terminare prevedibilmente entro agosto.

“L’unione di IRI e Symphony ha il potenziale per modificare gli assetti competitivi nel nostro settore. IRI e Symphony hanno più di un elemento in comune, ma soprattutto condividono la prospettiva strategica, incentrata sulla capacità di offrire ai clienti strumenti che consentano di trarre maggior valore dall’enorme quantità di dati a loro disposizione. Prospettiva che è sempre più prossima a realizzarsi, perchè questa unione porta di fatto alla creazione del primo ed unico soggetto in grado di offrire soluzioni di business intelligence market-based.” ha commentato Joe Durrett, Chairman e CEO di IRI.

Luciano Garavini, Commercial Division President di IRI InfoScan, non nasconde il proprio entusiasmo per il raggiungimento di questo accordo. “Symphony offre soluzioni software proprietarie per la gestione dei processi decisionali. IRI fornisce servizi informativi che si distinguono per la qualità della rappresentazione e per l’accuratezza dell’interpretazione dei propri specialisti. E’ evidente la sinergia fra le due società, che risiede nella capacità per entrambe di trasformare i dati in informazioni operative.” dice Garavini. “Con l’ingresso nel gruppo Symphony” aggiunge “IRI diventerà una società privata, non quotata in borsa, che potrà servirsi delle competenze e delle risorse della holding per accelerare l’evoluzione della propria …