40 classi in più nelle scuole reggiane

Attualità

L’allarme è rientrato, il prossimo anno scolastico potrà iniziare con maggiore serenità. Sono 91 gli insegnanti che il ministero ha concesso alla nostra provincia, in aggiunta a quelli già previsti. A settembre ci saranno una quarantina di classi in più. E’ unanime la soddisfazione del mondo reggiano della scuola, dai sindacati alle istituzioni che da anni lamentavano un apparato in sofferenza, tra aule sovraffollate e organici inadeguati. Ora sono state esaudite tutte le richieste dell’ufficio scolastico provinciale.

Ad aprile, erano stati assegnati a Reggio appena 8 insegnanti in più in organico di diritto, ovvero tra i docenti titolari di cattedra, a fronte di un aumento di studenti previsto intorno alle 600 unità. La boccata di ossigeno è arrivata in questi giorni con la definizione degli organici di fatto, cioè degli insegnanti che andranno a coprire gli spezzoni di orario. Come dicevamo, saranno 91 i docenti in aggiunta assegnati alla nostra provincia: 14 porteranno avanti progetti particolari nelle scuole della Bassa colpite dal terremoto dello scorso anno; 77 andranno nelle altre scuole. Di questi 9 saranno alle elementari, 23 alle medie e 35 alle superiori. Ci saranno 5/6 classi in più alle elementari, 16 alle medie, una ventina alle superiori. Saranno attivati corsi di lingua inglese e progetti dedicati all’integrazione degli alunni stranieri.

Particolarmente significativi sono poi i 10 docenti in più che sono stati assegnati alle scuole d’infanzia statali, particolarmente richieste da parte delle famiglie perchè le rette sono inferiori: saranno attivate 4 nuove sezioni a San Polo, Correggio, Bagnolo, Villa Minozzo oltre ad un completamento a Casalgrande.

‘E’ stata premiata la volontà di salvaguardare la qualità della nostra scuola’ dice l’assessore provinciale all’istruzione Ilenia Malavasi. Soddisfazione anche dalla Flc Cgil che da tempo denunciava il sovraffollamento in particolare nelle aule delle superiori: ‘Ora la media potrà scendere a …

Una favola senza lieto fine

Sport e Tempo Libero

Dividere a metà lo scudetto era impossibile, aveva dichiarato capitan Cinciarini. Alla fine qualcuno deluso doveva rimanerci. Purtroppo è capitato alla Pallacanestro Reggiana. Che ha dettato il gioco per metà partita, davanti a un pubblico più che caloroso. La rincorsa del Banco di Sardegna diventa sorpasso nell’ultimo quarto. Quando mancano meno di quattro minuti dalla fine il tabellone segna 67-69. I biancorossi sono in affanno. Sbagliano e vanno sotto di altri due punti. Kaukenas riaccorcia le distanze: 69-71. Poi la parità viene ristabilita da due liberi guadagnati da Diener. Pubblico del PalaBigi in piedi per gli ultimi disperati secondi. La Grissin Bon non riesce a resistere all’assalto del Sassari. I sardi trovano il fallo e dalla lunetta Dyson non sbaglia. Finisce 73-75.

Avevano davvero sperato di poter trasformare via Guasco in una bolgia gioiosa e la circonvallazione in un carosello impazzito, e invece c’è stata una cocente delusione per i tifosi biancorossi.

C’è il vecchio palazzetto a dividere la gioia dalla delusione, le urla dei sassaresi che fino a tarda ora hanno cantato attorno al pullman con a bordo i loro eroi e le lacrime, i volti tra le mani, la voglia solo di andare a casa dei tifosi reggiani. In via Guasco avevano visto solo tre sconfitte in tutta la stagione, play off compresi. E ora il catino biancorosso è stato espugnato di nuovo, in maniera beffarda e nella serata peggiore.

Occhi fissi al tabellone per i primi minuti dopo il fischio finale, su quella sentenza: 73 Grissin Bon 75 Banco di Sardegna. Un pugno nello stomaco. E’ servito un po’ per riprendersi dallo sbigottimento. E poi l’applauso dei 3.500 è partito, all’indirizzo di uno spettacolo sportivo meraviglioso, anche se un tifoso reggiano, poi accompagnato fuori, si è reso protagonista in negativo con Sosa creando …

1986-2003 Diciasette Anni Dei Verdi In Italia

Il 16 novembre ’86, a Finale Ligure, nasce la Federazione delle Liste Verdi che raggruppa in un unico soggetto politico tutte le liste locali esistenti, alle quali per la prima volta viene data un’ organizzazione con uno statuto comune, un regolamento ed organi esecutivi nazionali. Il simbolo è il Sole che ride , già presentato in undici Regioni alle elezioni amministrative dell’ 85 e mutuato dal movimento antinucleare danese.

Nell’ 87 i Verdi si presentano per la prima volta alle elezioni politiche nazionali, ottenendo 970.000 voti (3,5%) ed eleggendo 13 deputati ed 1 senatore. Il primo capogruppo dei Verdi alla Camera è Gianni Mattioli.

Nell’ 89 la Federazione delle Liste Verdi partecipa per la prima volta anche alle elezioni europee, ottenendo 1.300.000 voti (3,8%) ed eleggendo 3 europarlamentari: Alexander Langer, Gianfranco Amendola ed Enrico Falqui . Adelaide Aglietta, e Virginio Bettini vengono eletti deputati europei con il simbolo dei Verdi Arcobaleno (830.000 voti pari al 2,4%).

Nella primavera del ’90, alle elezioni regionali, i Verdi ottengono 1.700.000 voti(4,6%), nel Lazio 204.000 (6,3%).A dicembre’90, a Castrocaro, avviene l’unificazione tra la Federazione dei Verdi ed i Verdi Arcobaleno che costituiscono l’attuale Federazione dei Verdi. Nel giugno del ’91 esce il primo numero di Notizie Verdi, il giornale dei Verdi, prima settimanale e poi dal ’93, quindicinale.

Alle elezioni politiche del ’92 i Verdi ottengono 1.094.477 voti (2,8%) ed eleggono 16 deputati e 4 senatori.

Nel marzo del ’93, a Montegrottto, viene eletto il primo portavoce nazionale dei Verdi, nella persona di Carlo Ripa di Meana. Fino ad allora la Federazione dei Verdi aveva avuto al proprio vertice un organo collegiale, il Gruppo di Coordinamento composto da undici persone.

Alle elezioni politiche del ’94, le prime con sistema misto maggioritario-proporzionale, i Verdi si presentano nella coalizione dei Progressisti , eleggendo 11 deputati e …

La PAC va avanti

mercoledì 15 settembre 2004, ore 08.01

La PAC va avanti

Dal mese di agosto è partita la prima fase operativa dell’applicazione della riforma della Politica Agricola Comune (PAC). Con la cosiddetta ricognizione preventiva, l’organismo pagatore nazionale AGEA, in stretto raccordo con quello regionale AGREA (Agenzia regio-nale per i pagamenti in agricoltura) sta inviando lettere specifiche ad ogni produttore che ha fatto domanda nel triennio di riferimento 2000-2002 in almeno uno dei settori interes-sati dalla riforma. Per i produttori dell’Emilia Romagna, quindi anche della provincia di Reggio Emilia, le lettere saranno inviate – indicativamente – dal 16 al 23 settembre. La ricognizione preven-tiva ha come finalità principale l’individuazione dei soggetti aventi diritto, delle superfici e degli importi di riferimento e consentire alla Pubblica amministrazione di conoscere le tra-sformazioni aziendali e le condizioni di eccezionalità che possono interagire con il calcolo e l’assegnazione dei diritti. Il tutto anche per ridurre il numero dei possibili contenziosi. La lettera sarà accompagnata da una scheda dove saranno riportati tutti i dati del triennio in possesso dell’Amministrazione. Tali dati devono essere verificati attentamente da parte dei produttori associati con l’ausilio dei Tecnici della CIA e del CAA CIA, al fine di verificarne la rispondenza o meno, effettuare le opportune ed eventuali modifiche ed inol-trare telematicamente il modulo, sottoscritto per accettazione, all’AGEA. Si tratta di una fase molto impegnativa e delicata in quanto porterà all’assegnazione dei diritti provvisori e dovrà essere terminata entro il 10 dicembre di quest’anno. La Cia reg-giana invita pertanto i produttori a collaborare con puntualità ed attenzione attenendosi anche alle comunicazioni e disposizioni degli uffici territoriali della CIA, per quanto attiene l’assistenza, la consulenza informativa e tecnico-normativa e del CAA-CIA per la validazio-ne dei documenti a corredo, la trasmissione telematica delle istanze e l’assistenza al pro-cedimento.…

Reggio, ma a chi interessano i Lavori Pubblici?

Relazione finale: gli avventisti del settimo giorno non dovrebbero essere considerati membri di una setta

Ginevra, 18 maggio 1998 (lwi/APD)

In futuro “i luterani nei loro incontri ufficiali a livello nazionale e

regionale” dovrebbero riconoscere la Chiesa avventista del settimo giorno “come una chiesa libera, una comunita’ cristiana mondiale, non una setta”.

Questa raccomandazione e’ stata espressa nella relazione finale sui colloqui bilaterali tra la Federazione mondiale luterana e la Chiesa cristiana avventista del settimo giorno. L’ultima sessione dei colloqui si e’ svolta a Cartigny, Svizzera, dal 10 al 16 maggio. La relazione finale raccomanda agli avventisti che nei loro rapporti con le altre chiese cristiane rivendichino il diritto ad essere considerati una chiesa cristiana a tutti gli effetti.

I rappresentanti luterani e avventisti raccomandano alle loro chiese il reciproco riconoscimento “dell’impegno cristiano” di entrambe le confessioni. Raccomandano di presentare le reciproche posizioni in modo “veritiero e non polemico” nell’insegnamento pubblico e nelle scuole di teologia, in un modo che corrisponda alla comprensione che l’altra chiesa ha di se’.

Per il futuro le due chiese s’impegnano a mantenere incontri di consultazione “per il bene dell’intera comunita’ cristiana”.

La relazione finale indica alcuni possibili aree di cooperazione: nello sforzo comune per alleviare le sofferenze dell’umanita’, nella difesa della liberta’ religiosa, nell’organizzazione di incontri tra pastori avventisti e luterani e le rispettive associazioni pastorali, nell’organizzazione di incontri di preghiera in comune, nell’opera promossa dalla Societa’ Biblica.

Sebbene questi colloqui tra avventisti e luterani siano conclusi, nella relazione finale si auspica che rappresentanti ufficiali delle due chiese “s’incontrino per consultazioni bilaterali occasionali”. Si suggerisce un possibile soggetto di confronto per il 1999: le fondamenta teologiche e la dimensione spirituale del giorno di riposo e di culto (il sabato per gli avventisti, la domenica per i luterani) con particolare riferimento alle

esigenze della societa’ …

Commerciante 40enne di Paese simula una rapina per mantenere i vizi del suo gigolo

di Marco Dori

VENEZIA – Dai primi di giugno Lucia Manca non era più la stessa. Prima solare e cordiale, poi ombrosa, taciturna, tesa. Dopo qualche settimana, ai primi di luglio, la scomparsa. Se c’era qualcosa che la preoccupava, Lucia Manca non ne aveva fatto parola con nessuno. Aveva tenuto tutto dentro. Chi la conosceva bene aveva comunque notato che c’era qualcosa che non andava.

«Ad inizio giugno Lucia era molto pensierosa. Non l’avevamo mai vista così», ricorda Giulia, proprietaria del centro estetico Etherea di Marcon. Lucia era una cliente assidua, andava al centro una volta a settimana, ci teneva ad esser bella e curata. «Quando ho saputo del tradimento del marito – continua Giulia – sono rimasta sconvolta. Lucia era innamoratissima di Renzo. Ci raccontava che lui era spesso via, anche nei fine settimana, per motivi di lavoro. Ma ci diceva che era tranquilla e per nulla gelosa, perché di lui si fidava. Ora, con il senno di poi, e conoscendo bene Lucia, posso immaginare che le sia crollato il mondo addosso. Forse era turbata perché aveva scoperto qualcosa».

Secondo l’amica estetista, in ambito lavorativo Lucia Manca era soddisfatta. «Lucia amava il proprio lavoro – continua Giulia – e il trasferimento nella centralissima sede di Treviso l’aveva gratificata. No, il lavoro non era un pensiero che potesse turbarla. Prima di sapere del tradimento avrei giurato che Lucia se ne fosse andata da qualche parte. Ora non so più cosa pensare…». I primi a rivelare, e proprio al Gazzettino, che, prima della scomparsa, Lucia non era più la stessa, erano stati gli acconciatori del Salone Patrizia di Marcon. Il Salone, insieme al centro Estetico Etherea, era uno dei pochissimi posti che Lucia frequentava da anni e dove si era instaurato un clima di reciproche confidenze.

Prima di scomparire nel nulla, …

26 e 27 maggio, due Comuni al voto

Editoriale

Cinque candidati per la poltrona di sindaco a Castelnovo Sotto, tre a San Polo. I cittadini dei due Comuni della provincia saranno chiamati alle urne, domenica 26 maggio e lunedì 27, per eleggere sindaco e consiglio comunale. A Castelnovo Sotto si va al voto dopo che il sindaco Simone Montermini è stato sfiduciato dal Pd, il partito da cui era uscito per candidarsi alla Camera con la lista Scelta civica di Mario Monti, senza peraltro essere eletto. Il consiglio comunale è stato sciolto nel febbraio scorso e da allora è retto da un commissario straordinario.

A Castelnovo Sotto sono cinque i candidati sindaco in lizza. Il Partito Democratico si presenta con Maurizio Bottazzi, 30 anni, ingegnere civile, impegnato anche nel volontariato locale. Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo schiera Chiara Carnevali, 23 anni, studentessa universitaria, laureanda in criminologia. Il Pdl ha dato vita a una lista civica che mette in campo come candidato sindaco Daniele Galli, 50 anni, architetto, già consigliere comunale di opposizione. La Lega Nord tenta un recupero sulle politiche schierando come aspirante sindaco Fabrizio Ghidorzi, 32 anni, tecnico elettronico. C’è infine una lista civica, Castelnovo Bene Comune, con candidato sindaco Paolo Manfredi, 33 anni, impiegato in una cooperativa, già consigliere di minoranza nell’ultima legislatura.

A San Polo la sfida per il Comune si gioca a tre, Si ripresenta per un secondo mandato Mirca Carletti, impiegata, alla guida di una lista civica, ‘Sanpolo Democratica’, che ha anche il sostegno del Partito Democratico. Il 31enne Andrea Zoppi, perito elettrotecnico, dipendente di un supermercato di Parma, tenta la scalata al Comune con la lista del Movimento 5 Stelle. C’è poi una lista civica, San Polo Bene in Comune, che raccoglie sia ex esponenti della maggioranza consiliare uscente che indipendenti e rappresentanti del centro-destra. E’ guidata da Mauro Marazzi, …

Treviso. Vita bruciata ai videopoker: era ricco, ora dorme nell’automobile

di Laura Simeoni

TREVISO – «Abortisco per colpa della crisi». A fronte di una tendenza degli ultimi anni alla progressiva diminuzione delle interruzioni di gravidanza, nel 2010 e nel 2011 il numero, nell’ospedale di Montebelluna, si è stabilizzato alla quota di circa 210 interventi.

Ad annunciare il dato è Silvio Tessari, uno dei due ginecologi non obiettori dell’ospedale montelliano, che lega alla situazione di crisi economica tale numero, come pure la diminuzione delle nascite, comune ai due ospedali dell’Usl 8, Montebelluna e Castelfranco, ma anche al resto della provincia.

«Le donne che si rivolgono a me – spiega Tessari – mi dicono chiaramente la ragione della scelta, essenzialmente di natura economica. C’è chi ha già due figli e non se la sente di mettere al mondo il terzo. Chi si trova disoccupata e con il marito cassa integrazione. Non vedono altra via d’uscita, di fronte ad una gravidanza non cercata, oltre all’aborto. E nel 2012 andrà ancora peggio, sia per quanto riguarda le nascite che in relazione agli aborti».

L’iter per le interruzioni è relativamente semplice. «Le donne che intendono abortire si rivolgono al consultorio o al medico di fiducia e di qui sono inviate all’ospedale. Per quanto mi riguarda cerco di capire le ragioni della scelta e di vedere se sia possibile, per le donne, tornare sui propri passi. Pochissime però lo fanno e cambiano idea: in realtà hanno già deciso». L’identikit di tali donne. «La percentuale maggiore è rappresentata da Italiane – dice Tessari- ma non mancano straniere, magari con un partner italiano».

Eppure, la mentalità delle vecchie generazioni era ben diversa: mai una nascita, anche in situazioni di povertà, sarebbe stata considerata un problema o una fonte di «miseria», anzi, nell’immaginario collettivo dei «nonni», è sempre stata collegata a salute e benessere. Sempre e comunque.

«Tali convinzioni …

Arrivati in 150.000 al Campovolo per Ligabue

Cronaca

Un concerto record, quasi 150mila spettatori giunti da tutta Italia. Un incasso record di 7 milioni e mezzo di euro. Seimila i biglietti venduti nella nostra provincia. Quello di Ligabue al Campovolo è lo spettacolo dei primati. Il flusso dei partecipanti ha creato qualche problema al traffico. Ci sono state brevi code al casello Campegine-Terre di Canossa. Una coda di un chilometro a metà pomeriggio al casello di Reggio, sia per le auto provenienti da Milano che per quelle provenienti da Bologna. Traffico congestionato sulla tangenziale nord di Reggio, con intensificazione nei pressi delle uscite che portano al Campovolo. L’organizzazione logistica di Campovolo 2015 si è avvalsa anche della collaborazione di un privato che ha messo a disposizione il suo aereo per controllare dall’alto la situazione del traffico, mentre altri operatori si sono serviti delle moto su strada.

Nell’arena sono presenti sei punti medici avanzati e 10 ambulanze all’esterno. Nel primo pomeriggio erano 200 le persone che hanno chiesto un aiuto sanitario all’interno dell’area del Campovolo. Per tre di loro si è reso necessario l’accompagnamento in ambulanza al S. Maria Nuova, ma senza patologie gravi. Il personale medico è stato rafforzato: un centinaio tra medici, infermieri e operatori sociosanitari che hanno lavorato con i quasi 200 volontari di croce verde e croce rossa.

Delicato sarà il momento del deflusso. Gli organizzatori hanno previsto anche momenti di intrattenimento nel post concerto, per evitare un’uscita contemporanea di tutti i partecipanti.

Via dell’Aeronautica è stata chiusa al traffico. L’importante arteria è riservata alle forze di polizia, di emergenza e agli addetti ai lavori. Anche via Adua e le laterali, via del Chionso, via Vertoiba sono pedonalizzate, così come piazzale Europa e via Agosti. E’ stato istituito anche il senso unico in via Mozart direzione Massenzatico.

Il piano di sicurezza prevede la mobilitazione …

Il Tirreno: Salina E Solvay Tutto Da Rivedere

Salina e Solvay tutto da rivedere

Verdi Val di Cecina

CON una lettera collettiva le organizzazioni sindacali di Volterra e dell’Alta Val di Cecina e le Rsu della Salina di Stato si sono rivolte al sottosegretario alle finanze Vigevani, al direttore generale dei Monopoli Cutrupi e al presidente della provincia Nunes per chiedere la ripresa delle trattative sul futuro della Salina che è sempre incerto. La Salina necessita urgentemente di investimenti per l’ammodernamento degli impianti e l’apertura di un nuovo cantiere.

I Monopoli non hanno più fatto importanti investimenti da circa vent’anni, nonostante le enormi somme pagate (o almeno dovute) dalla Solvay per le concessioni del salgemma. Nel 1996 la Solvay si è impegnata a saldare un debito di oltre 70 miliardi, ma fino a oggi non ci è dato di sapere se queste somme sono state pagate definitivamente. Soldi che almeno in parte dovrebbero ritornare nella zona dove l’estrazione del salgemma da parte della multinazionale ha creato soprattutto danni ambientali e ha lasciato pochi posti di lavoro.

I Verdi della Valle del Cecina sostengono che il pagamento di questo debito da parte della Solvay non può e non deve essere legato all’allargamento dell’estrazione sulle concessioni dell’Aams, trattandosi del canone dovuto per l’estrazione negli anni passati. Sostengono inoltre che una notevole parte di questa somma debba essere investita nella Salina, come giusto risarcimento della zona per i danni subiti, ma anche in quanto dovuto in termini economici di una corretta gestione d’impresa. Le condizioni per una ripresa economica della Salina ci possono essere, come ha dimostrato un (seppur approssimativo) studio degli stessi Monopoli e come indica anche lo studio di alcuni membri della commissione ambientale dell’Alta Val di Cecina sui problemi socioeconomici della nostra zona.

Sembrerebbe invece che l’amministrazione dei Monopoli e il Ministero puntino sul collasso definitivo della Salina …

Un territorio disastrato

Attualità

È impressionante l’elenco dei danni causati al territorio della nostra provincia dalla concomitanza di fenomeni climatici che si sono verificati negli ultimi mesi. Dapprima la neve e il suo conseguente scioglimento, poi le insistenti piogge hanno attivato o aggravato frane e smottamenti: le ferite di quello che potremmo definire un ‘organismo’ già debole dal punto di vista idrogeologico. Nel reggiano sono ottomila le frane attive o a rischio di attivazione: crinale appenninico, collina, valli del Secchia e dell’Enza le zone più a rischio.

Famiglie evacuate, ordinanze di sgombero, un numero di frane e smottamenti arrivato già a quota 34: peggiora sempre di più la situazione idrogeologica nel Comune di Carpineti. La forte ondata di maltempo ha provocato dissesti diffusi sul territorio. Sei persone sono state allontanate dalle case a Frascanera di Bebbio, cinque a Case Lanzi, tre a Case Campani, vicino a Vellucciana, che si uniscono alle quattro già sgomberate a Casa Richettino, vicino a Colombaia di Secchia. Due complessi residenziali di Marola, usati come abitazioni estive da turisti, non sono utilizzabili. Chiuso il ristorante La Capannina, a rischio anche diversi allevamenti agricoli, La frazione di Vellucciana potrebbe rimanere isolata. ‘Le difficoltà sono sempre più forti’, dice il sindaco Nilde Montemerli.

Si aggrava la situazione frane anche a Castelnovo Monti, dove il Comune ha stimato in più di un milione di euro la somma necessaria solo per intervenire sulle emergenze di queste ultime settimane. Una trentina i movimenti franosi censiti sul territorio castelnovese, sei dei quali di grossa entità.

Un masso di alcune tonnellate si è staccato da un costone in località Virola finendo a pochi metri da due abitazioni, che sono state evacuate in attesa della messa in sicurezza dell’area. Un movimento franoso sta mettendo a rischio una villetta nella frazione di Croce. Praticamente spazzata via la strada …

Rapporto ’98 Sullo Stato Dell’ambiente – Regione Toscana

Altre indagini sono ancora in corso in collaborazione con le autorita’ locali.

È questo il caso, ad esempio, di Scandicci (FI) o di Rosignano Solvay (LI).

Nel primo caso sono in corso valutazioni previsionali che forniscono in continua i valori del campo magnetico in ben 37 punti intorno allelettrodotto a 380 KV di recente costruzione in base ai valori di corrente circolante.

Nel secondo caso, nel corso di due anni di studi sullesposizione indotta dalla sottostazione elettrica e dalla relativa linea di trasmissione a 380 KV, e’ stato effettuato uno studio teorico sulla distribuzione dei campi intorno alla linea.

È stato confrontato il livello di campo prima dell’entrata in funzione dellelettrodotto con quello a linea esercita e il valore del campo magnetico e’ mantenuto sotto stretto controllo tramite unapposita centralina di rilevamento.

Inoltre, ha avuto inizio un programma di misure teso ad accertare lesposizione media provocata dalla presenza nel tessuto urbano di numerose cabine elettriche a media/bassa tensione, talvolta addirittura integrate negli edifici pubblici o di civile abitazione.

Il controllo e’ stato esteso al territorio accessibile circostante ogni cabina e il risultato finale sara’ visualizzato sotto forma di isolivelli di campo magnetico.

Poiche’ il collegamento elettrico a queste cabine (e, in generale, anche allutente finale) e’ spesso effettuato tramite cavi interrati posati in trincee profonde poche decine di centimetri, e’ contemporaneamente iniziato il monitoraggio dellesposizione di un qualunque cittadino che si sposti in citta’ lungo il marciapiede o da unnegozio allaltro.

In questa fase iniziale, la ricerca e’ stato avviata nelle vie centrali della citta’, o comunque di maggiore frequentazione da parte della popolazione, ma prossimamente verra’ estesa alla maggior parte del territorio.

I risultati completi di questa ricerca saranno disponibili nel corso del 1999.

In questo contesto, assume particolare rilevanza l’adesione dell’ARPAT allo studio SETIL (Studio epidemiologico multicentrico italiano …

Trattamento Fiscale Polizza Vita

Trattamento fiscale delle Polizze vita

Una analisi comparata sul trattamento fiscale dei premi pagati, della rendita vitalizia o del capitale a scadenza, in sette Paesi europei

Il comparto assicurativo spinge perché, in campo pensionistico, al settore pubblico (INPS, ecc.) i cittadini affianchino soluzioni private personali. Politica di marketing del tutto legittima, purché sia attuata nella chiarezza e soprattutto offrendo la massima trasparenza nei servizi offerti. Troppo spesso, invece, si fa leva su motivazioni sentimentali (Affrettatevi! Il servizio pubblico di previdenza sociale non ce la fa più!”) miranti a nascondere caratteristiche che è opportuno non far conoscere.

Il risultato finanziario di una polizza “vita rendita” dipende direttamente da tre variabili:

rendimento del fondo in cui investe la compagnia;

percentuale del rendimento riconosciuto all’assicurato;

caricamenti (parte del premio pagato non investita e trattenuta dall’azienda assicuratrice per sue spese).

Il venditore (assicuratore), generalmente, enfatizza il risultato finanziario finale proiettando tassi di rendimento ipotetici e, in periodi di tassi calanti, del tutto inattendibili; parallelamente (e nei limiti del possibile) cerca di tacere delle spese percepite dalla compagnia e che decurtano i premi pagati.

L’utente, pertanto, non riesce quasi mai ad avere il dato relativo al capitale effettivamente investito, di fondamentale importanza per avere una dimensione, anche approssimativa del valore su cui incideranno i tassi (futuri) di rendimento, e cercare cos’ di “figurarsi” il risultato finanziario finale. Non informato, troppo spesso ritiene che ad essere investito sia l’intero premio pagato.

Per questo motivo abbiamo già sostenuto che sarebbe opportuno che le Autorità di controllo dei singoli paesi (e in loro assenza quelle istituzionali dell’Unione) imponessero alle compagnie assicuratrici di comunicare al cliente (sempre e comunque) la specifica dettagliata della utilizzazione del premio pagato, di come cioè viene scisso e destinato:

Si sono in precedenza individuate le seguenti voci da quantificare all’atto del collocamento del servizio …

Attuazione Della Direttiva Sul Diritto D’autore Nella Società Dell’informazione

Attuazione della Direttiva sul diritto d’autore nella società dell’informazione

Il Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva comunitaria n. 2001/29 sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione è entrato in vigore il 29 aprile 2003.

Il Decreto Legislativo No. 68 del 9 aprile 2003 ha recepito la Direttiva comunitaria n. 2001/29 sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione. Entrato in vigore il 29 aprile 2003, il Decreto ha modificato la legge sul diritto d’autore (n. 633/1941) sostanzialmente allo scopo di armonizzarne le norme sui diritti di riproduzione, distribuzione, comunicazione al pubblico delle opere, sui dispositivi tecnologici di protezione e sui sistemi di gestione dei diritti, nonché per disporre le necessarie eccezioni.

Le principali novità possono essere sintetizzate come segue.

Nuove tecnologie

Sono numerose e diffuse le modifiche volte ad aggiornare il testo della legge per tener conto degli ultimi sviluppi tecnologici: ad esempio il termine “diffusione” dell’opera è ora mutato in “comunicazione”, e i diritti esclusivi di comunicazione si applicano anche alla comunicazione tramite sistemi codificati con condizioni particolari di accesso e sistemi che permettono l’accesso alle opere dal luogo e nel momento scelto individualmente dal fruitore. Gran parte della Sezione V, Capo IV, Titolo I della legge sul diritto d’autore, che tratta le opere registrate, è stata sostituita per estenderne l’applicazione alle registrazioni su qualsiasi genere di supporto.

Diritto esclusivo di riproduzione

Il diritto esclusivo di riproduzione si applica ora anche alle copie temporanee oltre che a quelle permanenti, ed a parti dell’opera.

Esaurimento comunitario dei diritti

Anche le norme sull’esaurimento dei diritti sono state aggiornate per tener conto dei progressi tecnologici. La semplice comunicazione al pubblico non esaurisce il diritto d’autore, indipendentemente dal fatto che la comunicazione avvenga “on line”, e indipendentemente dal fatto che …

10 Novembre 2010, Audizione Parlamentare: Disposizioni Per La Tutela E La Valorizzazione Della Biodiversità Agraria E Alimentare

XIII Commissione Agricoltura – Esame della proposta di legge C. 2744

Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare

La proposta di legge, recante disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare, è accolta dal CODACONS con interesse; proponiamo in merito alcune riflessioni.

Il consumatore non conosce abbastanza il significato della parola “biodiversità”, cioè la ricchezza di varietà e specie presenti in natura, e non è adeguatamente consapevole della importanza della sua tutela e valorizzazione.

Il consumatore non si rende conto che le risorse genetiche autoctone sono la storia agroalimentare di un territorio, delle sue coltivazioni originali, delle sue razze animali caratteristiche, corre parallela a quella dei suoi beni artistici e culturali, degli eventi che l’hanno interessata e, come tali, va protetta e valorizzata. Non si rende conto che l’omologazione delle produzioni estensive causa la scomparsa di tanti gusti e tradizioni che invece sono importanti per il piacere della tavola, per il benessere alimentare, per l’identificazione di un territorio e delle sue tradizioni.

Tra i vari aspetti in gioco, come Associazione di Consumatori, il CODACONS sottolinea l’importanza dell’uso durevole, dell’utilizzo ordinario e costante dei prodotti della biodiversità agricola e alimentare, flora e fauna, a rischio di estinzione per la mancata presenza sul mercato.

La Convenzione internazionale sulla “Diversità Biologica” del 1992, dedicato alla conservazione “in situ”, richiede infatti ai Paesi aderenti, in materia di uso durevole dei componenti della biodiversità, di stimolare la collaborazione pubblico-privato per implementare, anche con incentivi, metodi favorevoli ad un uso durevole dei prodotti; auspica altresì l’impegno a rispettare, preservare e mantenere le conoscenze, le innovazioni e la prassi delle comunità locali, che incarnano stili di vita tradizionali rilevanti per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità.

Si vuole sottolineare l’importanza che si dovrebbe assegnare alle biodiversità, in …