Alle coop reggiane il 18% degli appalti

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Alle coop reggiane il 18% degli appalti

6 novembre 2016

Gesta, azienda nata nell’alveo di Orion, passata in seguito nel Ccpl e rilevata da Coopservice all’inizio dell’anno scorso, guida la classifica delle imprese reggiane aggiudicatarie di appalti nel settore dei lavori pubblici. Per trovarsi in cima alla graduatoria, all’azienda di via Gandhi è bastato conquistare un appalto da 4,2 milioni di euro. Il quadro, infatti, è assai frammentato: complessivamente l’anno scorso 81 imprese reggiane hanno conquistato in Emilia-Romagna lavori per 34,7 milioni di euro. Dopo Gesta vengono Nial Nizzoli di Correggio, Unieco, Turchi Cesare di Rubiera e Siteco. E poi ancora Camar di Castelnovo Monti, Centro servizi appalti, Tazzioli e Magnani di Felina, Dall’Aglio Amos di Cavriago e Cfc di Reggio.

Tra le prime dieci imprese aggiudicatarie figurano sei società di capitali e quattro aziende del mondo cooperativo, due delle quali – Gesta e Siteco – hanno rispettivamente la forma della società per azioni e della srl. Le imprese private si sono aggiudicate il 63,2% dei lavori assegnati ad aziende reggiane. Il 27,5% è andato ad imprese del mondo Legacoop, mentre le aziende associate a Confcooperative hanno ottenuto il 9,3% delle commesse.

Dal momento che solo la metà dei lavori pubblici assegnati l’anno scorso nella nostra provincia è andato ad imprese del territorio, se ne deduce che le aziende reggiane di Legacoop hanno vinto il 13-14% degli appalti, quelle di Confcooperative il 4-5%. Il dato può apparire sorprendente e certamente in contrasto con il luogo comune secondo il quale a Reggio la cooperazione fa man bassa di appalti. In realtà questi numeri sono in linea con quelli registrati quantomeno negli ultimi 10 anni, con percentuali sempre inferiori al 20% del totale. Anche il dissesto di Coopsette e …

Danno erariale per 4,5 milioni di euro: in 4 denunciati a Reggio

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Scontro in autostrada, auto scavalca il guardrail: muore 56enne di Monselice

di Andrea Zambenedetti

TREVISO – «Sui due ettari di terra compresi tra lo Sporting club e la ferrovia ci stanno trenta tende, con un po’ di giardino ognuna, e un centinaio di profughi in tutto». Parola di Giuseppe Zambon. Ecco il luogo dove Treviso potrebbe ospitare gli immigrati: lo Sporting club. A proporlo è il padrone di casa, che lo ha messo a disposizione delle istituzioni, per l’emergenza umanitaria di questi giorni, con i centri di prima accoglienza che sono impossibilitati ad ospitare altri immigrati.

«Su questo campo incolto – spiega Zambon – doveva sorgere un centro ippico. Programma abbandonato per mancanza di fondi, quello di ospitare una tendopoli mi sembra un buon modo per impiegarlo». Maestro di tennis e titolare dello Sporting club, Zambon non è di certo nuovo ad iniziative di accoglienza e integrazione con gli stranieri. Nel 2007 dentro i campi da tennis aveva ospitato «Id al-adha» la festa del sacrificio dei mussulmani. Una preghiera collettiva, che aveva richiamato tutti i fedeli di Maometto dall’intera Marca trevigiana, un iniziativa che aveva creato un fiume di polemiche e di prese di posizioni contro lo stesso titolare dell’impianto. «Lo faccio per spirito solidaristico – spiega Zambon – non cerco alcun tipo di polemica, voglio solo aiutare chi è in difficoltà e ha bisogno di un aiuto, l’ho sempre fatto, e continuerò a farlo».

Ora a Treviso lo spazio per la tendopoli c’è: un campo con l’erba incolta, ma pur sempre un lembo di terra sufficientemente ampio per ospitare decine di tende, e quindi centinaia di immigrati. Per ora è una proposta, ma si tratta di è una proposta con la quale le istituzioni dovranno misurarsi e confrontarsi.

Proprio la politica lo scoglio più grande da superare per poter ospitare chi è in difficoltà: «Credo che al mio amico Gentilini …

Un rapporto malato

Titoli del mercato azionario Italia, principalmente ad alta capitalizzazione componenti l’indice MIB30.

Caratteristiche fondamentali e obiettivi

Il servizio intende sfruttare appieno le tendenze primarie dei titoli del mercato azionario italiano, utili ad incrementare in modo continuativo la performance del proprio capitale investito, in un’ottica al tempo stesso molto protettiva (posizionamento di livelli stop loss) e conservativa (posizionamento di target di profitto).

Controllo del rischio

La minimizzazione del rischio è frutto della limitata esposizione in caso di discese improvvise del mercato e non pregiudica la possibilità di seguire i trend principali in caso di ascese del mercato stesso. A garantire un limitato profilo di rischio contribuisce la attenta suddivisione del capitale investito sulla base dei principi di diversificazione (con la ripartizione dei titoli per settore) e di massimizzazione dei rendimenti futuri unitamente all’approccio di trading adottato (si veda “Filosofia del modello”).

Orizzonte temporale per la verifica del profitto

Si consiglia una valutazione dei risultati dell’operatività su di un orizzonte temporale pari ad almeno 4 mesi. Al fine del raggiungimento di performance soddisfacenti si richiede continuità, rigore e disciplina nel seguire le indicazioni fornite. Queste ultime, in linea generale, saranno rese disponibili durante la giornata di borsa e potrebbero richiedere il mantenimento per più giorni delle posizioni in essere.

Filosofia del modello

Il metodo di allocazione utilizzato coniuga l’asset allocation con il trading, fornendo una valido strumento di money management del capitale. Le scelte di stock picking riflettono le esigenze di diversificazione settoriale (sfruttando eventuali correlazioni negative) che vengono rese operative, e filtrate, utilizzando un modello di trading proprietario. Quest’ultimo è frutto della rigorosa applicazione di tecniche di breakout maturate in anni di ricerca e sviluppo operativo nello studio dei frattali e della teoria del Chaos. Il modello utilizzato consente da un lato di ridurre l’esposizione verso il mercato azionario nelle fasi …

90 milioni di euro per la tutela dell’ambiente calabrese

L’uomo vive e interagisce con gli altri e col mondo in funzione di simbolismi che sono radicati nel profondo di se stesso. Jung li chiamava archetipi. Egli si riferiva a figure carismatiche prese come modello e alle quali l’umanità si ispira (l’eroe, la Vergine Maria, la grande Madre, il condottiero, ecc.).

Pulver, grafologo svizzero vissuto alla fine del XIX secolo adottò questo simbolismo per i suoi studi sulla scrittura. Egli parla di archetipi spazio temporali, indicando con ciò le direzioni (destra, sinistra, alto basso) ed attribuisce a questi significati propri, a prescindere dalla cultura di appartenenza.

Così la sinistra per Pulver è il luogo dell’origine. L’allontanamento dal luogo d’origine racconta il cammino che l’uomo fa verso il futuro che lo attende.

Ciascuno di noi, scrivendo, ripropone il proprio vissuto intriso di emozioni ed affettività. Nel suo andamento verso destra ciascun uomo interpreta il futuro sulla base del vissuto e delle emozioni passate.

La destra perciò indica il futuro e la sinistra il passato , la Madre simbolica, l’origine, l’Io intimo.

Il centro rappresenta l’Io, il momento presente, l’oggi, me stesso. Il significato della destra esprime ciò che è relativo al futuro, rappresentato da altri archetipi come il Padre simbolico, l’Io sociale, ecc.

In grafologia per ogni lettera tracciata sul foglio bianco esiste un orientamento che a seconda dei casi può essere destro, sinistro, alto e basso. Ciascuna rappresentazione grafica occupa perciò i quattro spazi pulveriani che per comodità didattica indicheremo con una croce (la croce di Pulver appunto).

Lo sviluppo della zona alta all’interno dello spazio grafico, rappresenta la spiritualità, il pensiero, l’intelletto, gli ideali, la fantasia, l’immaginazione, così come in alto stà ciò che è eterico, spirituale, immaginativo.

Lo sviluppo della zona inferiore invece riguarda la materialità, le passioni, la pesantezza così come è vero che in basso si …

Venezia. Cricca degli appalti, ristrutturato studio dentistico del figlio di un indagato

Nuova Volkswagen Touareg

Passat W8, Phaeton, GT W12 ed ora Tuareg rappresentano la nuova Volkswagen che sembra negare le origini, visto che sempre meno si può identificare con “auto del popolo”. Una politica audace, considerando che l’omonimo gruppo tedesco può disporre di marche blasonate come Audi (ormai duramente offuscata dalla stessa VW), Bentley, Lamborghini e persino Bugatti. In “basso” troviamo – almeno per ora – Skoda e Seat.

Chi vivrà vedrà, ma intanto l’assenza della nuova Golf si fa sentire e le Passat guadagnate sono principalmente a discapito delle cugine A6, tanto che l’unica best seller resta la Polo ben accolta dal pubblico nonostante abbia un prezzo non “popolare” (giusto per non smentirsi) e comunque funge da sostituta compatta della stessa Golf. Eccovi le prime tre foto ufficiali della mega Sport Utility sviluppata insieme alla Porsche che ha già diffuso le immagini della sorellona Cayenne: Davanti, dietro ed interni che mostrano la volontà di attaccare rivali del calibro di BMW X5, Mercedes Classe M, Lexus RX 300, Volvo XC 90 (in arrivo) e la stessa Porsche Cayenne.

La gamma motori sarà particolarmente articolata e tutta votata verso l’alto di gamma con propulsori a 5, 6, 8 e persino 10 cilindri. Le stesse dimensioni non lasciano incertezze grazie ai 4,75 metri di lunghezza, abbinati ad un larghezza di quasi due metri (1,93) ed un’altezza da 1,72. Sulla trazione integrale “quattro” il Gruppo VW non teme confronti grazie ad una decennale esperienza e sulla Touareg troviamo il meglio della tecnologia con un’elettronica sopraffina che monitora con decine di sensori tutti i dettagli della vettura assicurando la migliore sicurezza attiva.

Interni super lusso ed assai simili a quelli della nuova ammiraglia Phaeton, che nulla hanno da invidiare a quelli della Audi A8 (giusto per stare in casa). Nel mercato domestico questo SUV sarà …

“A breve un decreto sugli enti locali”

Politica

‘Delrio me lo firma il santino del crocifisso di Cutro?’. ‘Certo, noi vogliamo bene al crocifisso e ai cutresi onesti’.

L’ex sindaco di Reggio risponde con un pizzico di sarcasmo a sua volta e con fermezza a chi, tra l’ironico e il polemico, gli ricorda il viaggio a Cutro in campagna elettorale nel 2009, di cui anche la Dda gli chiese nell’ambito dell’inchiesta Aemilia.

Infiltrazioni della criminalità organizzata, e poi presunte tangenti e procedure d’appalto truccate, come emerge dall’ultima inchiesta choc in ordine di tempo, quella della procura di Firenze: la corruzione ‘è uno dei mali maggiori dell’Italia’ dice Graziano Delrio, ‘per questo siamo orgogliosi di dire che la settimana prossima approveremo il decreto anti-corruzione’.

Un’inchiesta che per ora, tra le sue conseguenze, ha avuto quella delle dimissioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, per i suoi presunti rapporti di stretta conoscenza con il principale inagato, l’ex capo della struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza. Sulle dimissioni del collega di governo ‘ha fatto quello che sentiva e secondo me ha fatto bene per sè e per la sua famiglia’ dice il sottosegretario. No comment invece da Delrio quando gli chiediamo se sarà lui a succedere a Lupi. No comment anche sulle dichiarazioni di D’Alema, che nelle ultime ore, dalla platea dell’assemblea della sinistra del Pd, ha accusato Renzi di aver ‘creato un partito personale gestito con arroganza’.

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio era in città, invitato dall’associazione ‘La Pira’ in collaborazione con ‘Camposamarotto’, per presentare il suo ultimo libro, ‘Cambiando l’Italia: ritrovare la politica, ritrovare la fiducia’. Un anno del governo Renzi. ‘Abbiamo fatto capire che c’è possibilità di ripresa, ad esempio con una riforma del lavoro che sta già aumentando l’occupazione…si può fare sempre meglio. I sindaci che chiedono una …

UN ARTIGIANO SICILIANO ACCUSA FENDI

Brevetta un modello di scarpa con il tacco, ma la vede in vendita in un negozio Fendi. E’ battaglia

SIRACUSA – Da un anno ha ingaggiato una vertenza giudiziaria con uno dei colossi della moda italiana, le sorelle Fendi, per rivendicare la titolarità del brevetto di un modello di calzature per donna senza tacco che riesce a far guadagnare diversi centimetri di statura a chi le indossa. Protagonista della vicenda, ricostruita stamane sulle pagine del quotidiano «La Sicilia», è un ciabattino di Noto, Sebastiano Ferla, di 74 anni. L’artigiano sostiene di avere brevettato il sistema, poi adottato dal marchio Fendi. Ma ora la battaglia giudiziaria dalle aule della sezione distaccata di Avola del Tribunale di Siracusa, rischia di spostarsi negli uffici giudiziari di Roma.

E l’ anziano ciabattino

sta meditando di gettare la spugna: da una parte la prospettiva di un impegno economico, che si annuncia di un certo peso, per portare avanti il procedimento, dall’ altra la prospettiva che il brevetto del quale è titolare possa essere utilizzato all’ estero. «Fino ad ora ho realizzato circa 70 paia di scarpe – spiega Sebastiano Ferla – la gran parte le ho regalate alle mie nipoti. Ma adesso un’ amica di famiglia che risiede in Svizzera proverà a giocare la carta della vendita di diritti di sfruttamento del brevetto all’estero. Anche perchè, visto che il costo finale di vendita del prodotto è decisamente elevato, una produzione artigianale non avrebbe futuro».

Sebastiano Ferla

ripercorre le tappe della vicenda, dal momento in cui sette anni fa scoprì casualmente mentre lavorava un tipo di calzatura elevata posteriormente, grazie all’inserimento di una lamina di acciaio, sino al complesso iter per brevettare questa idea. Poi la sorpresa: calzature Fendi del tipo di quelle che aveva realizzato nella sua bottega di Noto si trovavano in vendita in …

sessantenne muore poche ore dopo

BELLUNO – Diffamazione on line ripetuta negli anni. E il giudice ordina di chiudere il sito www.vajont.info (non è il sito ufficiale sul disastro del 1963), impedendone anche l’accesso da parte dei 226 internet service provider italiani. Il provvedimento, disposto dal gip di Belluno Aldo Giancotti, riguarda un bellunese di 54 anni, Tiziano Dal Farra, gestore del sito in questione, più volte condannato per diffamazione in seguito alla sua attività on line, indagato nell’inchiesta che ha portato il giudice ad attuare un provvedimento decisamente poco frequente in Italia.

A finire nel mirino della magistratura, una frase dai toni e contenuti «gravemente diffamatori» nei confronti dei parlamentari Maurizio Paniz (Pdl) e del suo collega Domenico Scilipoti. Nel corso degli anni, Dal Farra ha preso di mira politici, amministratori locali (dagli ex sindaci di Longarone Gioachino Bratti e Pierluigi De Cesero, passando per l’attuale Roberto Padrin) e pure giornalisti, «rei» di aver riferito sulle pagine dei quotidiani le sue vicende giudiziarie.

Ma c’è chi, in questo provvedimento del gip, vede un serio pericolo legato alla libertà di informazione: è l’avvocato Fulvio Sarzana, esperto di diritto e internet. «Al di là della specifica vicenda – commenta sul suo blog – il consolidamento di questa prassi appare in grado di ledere gravemente i diritti all’informazione dei cittadini italiani, che potrebbero vedere scomparire dal mondo della rete interi quotidiani, blog, portali, in virtù di una o più frasi ritenute lesive dei diritti di un singolo cittadino. Mai, in precedenza, la magistratura aveva adottato la misura di inibire l’accesso a un portale, a carico di un così rilevante numero di internet providers».

Sull’argomento è intervenuto anche il senatore della Lega e sindaco di Feltre, Gianvittore Vaccari: «Quello del Vajont è stato un dramma collettivo. Ci vuole rispetto e la massima sobrietà da parte di tutti».

Soddisfatto …

Gran Torneo dei Quartieri di Sessa Aurunca

Gran Torneo dei Quartieri di Sessa Aurunca

Il Carmine vince il palio ORESTE D’ONOFRIO

È il Carmine il vincitore della quindicesima edizione del Gran Torneo dei Quartieri. I supporter hanno festeggiato per l’intera notte la vittoria che è stata accolta con maggiore soddisfazione, in quanto arrivata dopo un avvincente finale con altri due quartieri (Borgo Nuovo e Duomo) in una manciata di punti fino all’ultima gara.

Il Palio 2004 è stato assegnato al quartiere Carmine, oltre che per la bravura degli atleti anche per la benevolenza della dea bendata che ha favorito il quartiere nel sorteggio per l’abbinamento ai balestrieri della compagnia di Norcia. E proprio il vincitore dell’attesissima e avvincente gara – che continua a costituire uno dei momenti più esaltanti del Gran Torneo – è stato abbinato al quartiere Carmine che ha potuto fruire del punteggio massimo.

In un tripudio di colori che rappresentavano i sei quartieri partecipanti, in un clima da tifo da stadio, tra simpatici “olé e sfottò (soprattutto tra i supporter del quartiere Carmine e quelli del quartiere Borgo Nuovo, classificatosi al secondo posto ad un solo punto dal vincitore) si è svolta, nella piazza XX Settembre, la fase finale dei giochi, preceduta da esibizioni degli sbandieratori di Viterbo e di Cori.

Il pomeriggio era iniziato con il corteo storico in costume, che ha rievocato l’ingresso in Sessa Aurunca di Giovanni d’Angiò, avvenuto nel 1459 al tempo della prima congiura dei Baroni, accolto dal duca Marino Marzano, dalla splendida consorte Eleonora d’Aragona e dalla corte ducale della città. Il corteo ha sfilato, tra gli applausi degli spettatori, lungo il corso Lucilio e le vie del centro storico.

È doverosa qualche nota. Quest’anno hanno partecipato solo sei dei nove quartieri. Bisogna evitare che ciò accada nei prossimi anni. Come pure sono da evitare i cosiddetti “tempi …

19° Cimento invernale: Caipirinha cala il tris

Uff. Stampa Fraglia Vela Desenzano

Con un ander sugli 8/10 nodi si è conclusa domenica 31 gennaio l’ultima giornata di regate del 19° Cimento Invernale iniziato l’8 novembre ’09.

Grande successo per questa manifestazione che esibisce tutto il proprio fascino fra le nebbie di novembre e la neve bassa di un gennaio particolarmente gelido e ventoso.

Trentanove le imbarcazioni al via con oltre centocinquanta regatanti, veri e propri temerari della vela, appassionati al punto tale da sfidare temperature record per la storia di questo quasi ventennale Cimento.

Domina nella Classe Protagonist “Caipirinha”(che si aggiudica anche la Ski Yachting), timonata da Martin Reintjes (FVD), 2° “Folegandros” con Andrea Zuklic (NCMoniga), 3° “C’est moi” di Rocco Fanello (FVD), 4° “Aquilotto” con Paolo Di Lecce (FVD) e 5° “Spirito Libero” con Claudio Bazoli (FVD).

Nella Classe Mista in compensato vince “Ileus IV” di Alessandro Luzzati (FVD) , 2° “Lancillotto Univela” di Marco Clementi ( YCAcquafresca) e 3° “Quercia Univela” di Umberto Modena (LNI Garda).

Nella Classe Dolphin 81 il campione di casa Bruno Fezzardi su “30Nodi” (FVDesenzano) si aggiudica il 1° posto davanti a “Flipper” di Claudio Sonda timonato da Enrico Sinibaldi (FVD); ottimo il 3° posto di “Aldebaran” del lonatese team di Baraimbo (FVD), 4° “N’Do It” di Francesco Crippa (FVD) e 5° “Twister” di Flavio Bocchio timonato dal giovanissimo Mattia Polettini (FVD).

Per la speciale sezione “Scuola Vela” 1° posto a Stefano Palumbo che ha sorpassato per un punto, dopo un combattuto campionato, Aldo Cristadoro arrivato 2° e 3° Michele Longhi, sempre della Fraglia Vela Desenzano.

Nei Meteor vittoria di “Pilar” con Stefano Savoia seguito da “Milonda” con Renato Ongetta e “Miseria nera” di Pier Acquaviva, tutti della Fraglia di Desenzano.

La Ski Yachting, abbinata all’ultima domenica di regate è ormai diventata un classico ed è senz’altro record con trentasette sciatori …

Italintesa sotto inchiesta

venerdì 04 febbraio 2005, ore 19.31

Italintesa sotto inchiesta

L’inchiesta aperta nel giugno 2004 dalla Procura di Reggio sulla crisi di Italintesa potrebbe essere ad una svolta. Nelle settimane scorse il sostituto procuratore Luca Guerzoni ha iscritto nel registro degli indagati i nomi di quattro persone. I più noti sono quelli del presidente della società, il commercialista Franco Ferrari, e del finanziere Andrea Vezzani, fondatore di Italintesa, amministratore delegato fino al dicembre 2001 e consigliere fino alla fine del 2002. Sono stati raggiunti da avvisi di garanzia anche la madre di Vezzani, Rosanna Cerlini, e il professionista veronese Ermanno Sgaravato, presidente del consiglio di amministrazione dal luglio 2002 al luglio 2003.

Le ipotesi di reato sono quelle di false comunicazioni sociali e aggiotaggio. A carico degli indagati, il sostituto procuratore Guerzoni ha disposto una serie di accertamenti bancari e patrimoniali. Contestualmente, su ordine della Procura, gli agenti della Guardia di Finanza di Reggio hanno eseguito una raffica di perquisizioni, sia nelle abitazioni di alcuni degli indagati, sia presso gli uffici della società, passando al setaccio la sede legale di piazza della Vittoria e quella operativa di viale Isonzo. Le Fiamme Gialle stanno ora esaminando la copiosa documentazione sequestrata nel corso delle perquisizioni.

L’inchiesta trae origine da un esposto-denuncia presentato nel marzo dell’anno scorso da due ex amministratori di Italintesa, Giuseppe Aspra e Federico Pozzi. Un secondo esposto sulla vicenda, dai contenuti analoghi, è stato presentato dall’ex consigliere Michele Petrone alle Procure di Roma, Milano e Bologna, che hanno trasmesso gli atti per competenza a Reggio.

Fondata nel 1998 e attiva nel settore del trading sui prodotti derivati, Italintesa conobbe inizialmente un effimero successo, arrivando a contare un migliaio di soci. La crisi esplose poco più di un anno fa, quando dai conti della finanziaria emersero perdite per 11 milioni di …

21, ovvero numero feticcio per CoSTUME NATIONAL

TREVISO (31 luglio) – Un’odissea per 150 persone. È quella che ieri è andata in scena all’aeroporto Canova di Treviso. Le 150 persone avevano regolarmente pagato un biglietto della Ryanair per volare sino a Londra. Ma tra un ritardo e l’altro hanno dovuto attendere quasi 24 ore prima di salire a bordo di un aereo diretto a Stansted, a una sessantina di chilometri dalla capitale inglese.

La partenza era prevista per giovedì sera alle 22.25, ma di rinvio in rinvio è slittata fino alle 21 del giorno dopo. Quasi tutti i passeggeri hanno trascorso la notte in aeroporto, dormendo sul pavimento, in mezzo ai bagagli. Tra loro anche alcuni neonati e due anziani in sedia a rotelle. In pochi hanno ripiegato in hotel. «Siamo rimasti senza spiegazioni e senza assistenza – gridavano distesi per terra – siamo stati trattati come animali».

Al Canova non c’è nemmeno un responsabile della Ryanair. E alla biglietteria nessuno sapeva dar spiegazioni o far previsioni. Lo spostamento della partenza è stato scandito solo dall’altoparlante. Anche per questo le proteste dei passeggeri sono presto salite di tono. Il volo delle 22.25 è stato spostato una prima volta a mezzanotte. Poi all’una. «Ma all’una e mezza ci hanno fatto riprendere i bagagli – racconta Cristiano Saturnini – dicendoci di tornare alle sette». Per partire alle nove. E visto che mancavano 5 ore molti hanno passato la notte in aeroporto.

La partenza, però, è stata nuovamente spostata, alle 17.20. E poi ancora alle 19.40. Nel frattempo altri aerei decollavano regolarmente per Londra. «Volevamo occupare i gate – spiega Matteo Zorzi – ma la polizia ha detto che sarebbe stata costretta a usare la forza». L’odissea è finita solo alle 20.40, quando si sono aperte le porte per l’imbarco grazie a un aereo che la compagnia irlandese spiega di …

La Repubblica/affari&finanza;: I Conti Sono Difficili Per Il Libraio On Line

per il libraio on line

di EUGENIO OCCORSIO

Quando Jeff Bezos venne nominato “uomo dell’anno” da Time all’inizio del 2000, il mondo sembrava appartenergli. Con la sua libreria on line Amazon.com aveva sconvolto le regole del commercio elettronico: aveva costretto ad aprire in fretta negozi virtuali le maggiori catene del mondo come Barnes and Noble salvo poi sconfiggerle sul terreno, aveva appena annunciato una raffica di acquisizioni all’insegna del motto “Anything”, come dire “arriveremo a vendere tutto via Internet”, aveva soprattutto creato uno di quei mostri borsistici che facevano gridare all’ “irrazionale esuberanza” Alan Greenspan (il titolo era salito da 1,50 a 113 dollari in due anni) ma che lasciavano a bocca aperta migliaia di giovani fanatici e desiderosi di imitarlo. Le biografie si sprecavano, si cercavano i paragoni più spericolati. Uno lo offriva lui stesso: “Mi piace compararmi a Thomas Edison (l’inventore della lampadina, ndr) o a Walt Disney: innovatori, geniali, grandi uomini d’affari”. C’era anche chi, compulsando le annate arretrate di Time aveva scoperto che lui, a 37 anni, era uno dei più giovani “uomini dell’anno” dell’ultrasecolare istituzione: meglio avevano fatto solo il trasvolatore atlantico Charles Lindbergh nel 1927 (25 anni), la Regina Elisabetta nel 1952 (di anni la sovrana ne aveva allora solo 26) e Marthin Luther King, prescelto nel 1963 a 36 anni.

Si era andati un po’ sopra le righe, decisamente. Qualcuno per la verità cominciava a insinuare qualche dubbio: l’azienda veniva affettuosamente soprannominata Amazon.mom perché per lanciarla, nel 1995, Bezos aveva prosciugato i risparmi dei genitori, la volitiva casalinga Jackie e il grintoso Mike, arrivato in un container da Cuba a 15 anni e diventato con la forza di volontà ingegnere alla Exxon. Ma qualcun altro la chiamava Amazon.org, laddove “org” è il suffisso Internet delle organizzazioni non governative, quelle nonprofit. E proprio la …

Ore 9.05: al polo scolastico scatta l’emergenza

Cronaca

Ore 9.05: al polo scolastico di via Makallè, il più grande della nostra provincia, scatta l’emergenza. 4.500 studenti escono velocemente dalle aule in cui sono in corso le lezioni. Insieme a loro 500 insegnanti, tecnici, impiegati e ausiliari. Cinquemila persone che, contemporaneamente, si radunano nella grande area esterna, nei diversi punti di raccolta previsti e contrassegnati da cartelli. Osservatori attenti, i professionisti reggiani del soccorso, un articolato sistema che comprende vigili del fuoco e operatori del 118, coadiuvati da mezzi e squadre d’intervento, e poi volontari e tecnici del Coordinamento provinciale delle associazioni di Protezione civile, mobilitati con più di cinquanta persone. E ancora, forze dell’ordine e polizia municipale. Anche un drone del Collegio dei geometri, richiesto dall’istituto Secchi, sorvola l’area per fare riprese: serviranno ai tecnici per studiare i dettagli della complessa operazione.

È la più grande prova di evacuazione, a sorpresa, mai effettuata nella nostra provincia nell’ultimo decennio e, per numeri in campo, una delle principali su scala nazionale. Per iniziativa del Dipartimento di sanità pubblica dell’Azienda Usl, della Protezione civile provinciale e della Commissione sicurezza scuole viene simulata una situazione di emergenza, come potrebbe accadere, ad esempio, nel malaugurato caso di un terremoto. Cinque le scuole superiori coinvolte: Bus Pascal, istituto tecnico per geometri Secchi, liceo Matilde di Canossa, Iti Nobili e Ipsia Lombardini. In sei, sette minuti tutte le cinquemila persone che studiano e lavorano in questa vera e propria cittadella dell’educazione, grande quanto un paese, sono fuori dagli edifici. Circa mezz’ora dopo l’evacuazione si conclude e tutti rientrano in classe e negli uffici.

L’esercitazione sembra aver funzionato senza particolari problemi. Già dai prossimi giorni, grazie anche alle fotografie e alle immagini video riprese da più punti di vista, i tecnici valuteranno se il piano generale di evacuazione e i piani dei singoli istituti hanno …