Storia

La ridente cittadina di Castel di Sangro è posta ad 800 metri sul livello del mare, in una posizione molto importante da un punto di vista delle vie di comunicazione, infatti è stata definita come “Porta degli Abruzzi”.E’ sede della Comunità Montana dell’Altosangro e dell’Altopiano delle Cinquemiglia: è una città di 5.830 abitanti (aggiornato al 31 luglio dell’anno 2005) della provincia dell’Aquila. Secondo studi storici, la presenza umana del centro risalirebbe a 50 – 100.000 anni addietro. Anticamente era chiamata Aufidena, ed era abitata dai Sanniti. Questi ultimi erano un antico popolo italico stanziato in un territorio corrispondente agli attuali territori non solo del basso Abruzzo, ma anche della Campania, dell’alta Puglia e dell’alta Lucania. Parlavano la lingua osca praticata dalla maggioranza dei popoli italici pre-romani. La loro origine fu la fusione tra Umbri, Sabini e popoli indo-europei. Vivevano di caccia e pastorizia, ma anche di ruberie praticate ai villaggi di altri popoli vicini. Purtroppo, i ritrovamenti e le indagini storiche non permettono di far pienamente luce su quella che è stata la storia di Aufidena e sugli avvenimenti che occorsero prima dell’esistenza di Roma, è però certo che “.. Eseguendosi i movimenti di terra per la conduttura delle acque di fonte Matura, che rampollano da un monte prossimo al Castello, è stata scoperta una parte delle antiche terme e si sono rinvenuti oggetti antichi e monete di pregio”. Sempre riguardo l’antica città di Aufidena, lo storico Tito Livio racconta che la città venne conquistata dai Romani durante la terza guerra sannitica nel 298 a.C. dal console Gneo Fulvio Centumalo. Dopo la conquista romana divenne municipio nella seconda metà del I secolo a.C. e i suoi cittadini furono iscritti nella tribù Voltinia e fece parte della “regio IV Sabina et Samnium”. In età Romana era sede di un centro autonomo, di un foro e di strutture utilizzate per inscenare giochi in favore dell’Imperatore Augusto. Purtroppo, però, ben presto le invasioni dei Barbari distrussero quanto era fiorito e si era sviluppato nei secoli. I primi abitanti furono i coloni che erano riusciti a sfuggire alle devastazioni dei Longobardi, che si erano riuniti attorno ai monaci Benedettini. Furono successivamente realizzate ingenti opere di fortificazione e furono costruiti dei castelli, tra i quali è celebre quello fatto erigere dal Conte Oderisio, nel 1050, situato nella parte alta della cittadina. Costui, soprannominato “Borrello”, “era un potente signorotto, che dominava buona parte della vallata del Sangro, dopo aver conquistato diverse località abruzzesi, verso la fine del secolo X prese ai figli di Azione la terra di Castel di Sangro, che dalla’Agosto 975 essi avevano ricevuto in enfiteusi da Paolo, Abate del Monastero di San Vincenzo al Volturno. Dalla occupazione di Castel di Sangro da parte di Oderisio cessa la giurisdizione dei Benedettini sulla nostra contrada. Ma il Conquistatore, dal fiume Sangro, dette il nome al nuovo Borgo e a sé ed i suoi discendenti il novello cognome, che da allora si chiamarono Conti di Sangro”. Anche in Castel di Sangro si costituì il Comune che si oppose spesso ai vari feudatari già presenti in zona: infatti la cittadina fu spesso resa oggetto di minacce di guerra come, ad esempio, quella che nel 1228 vide il Cardinale Colonna distruggere il castello ed il borgo per punire la fedeltà di Rinaldo II di Sangro a Federico II di Svevia. 

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